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7 luglio 2020
In Universale Economica
Guido Piccoli: Non solo massacri, please!
Chi paga i contaballe italiani sull’america latina come omero ciai e rocco cotroneo? 5 maggio 2006


Il cosiddetto "continente desaparecido" riserva novità inimmaginabili fino a pochi anni fa. La sostanza é chiara: non é più il cortile di casa degli Stati Uniti. La distrazione di Washington verso l'Oriente petrolifero, i disastri del neoliberismo senza misericordia, i passi falsi di una diplomazia arrogante e idiota come poche altre hanno portato l'America Latina ad un grado di autonomia, che forse esisteva quasi duecento anni fa ai tempi di Bolivar. Un'autonomia gradita in Europa, per la possibilità di avere terreno libero per fare affari, ma anche sgradita per i suoi insegnamenti ai progressisti di casa nostra che vivono di pane e liberismo. Fin quando i Chavez e i Morales scherzano, tutto bene, ma quando fanno sul serio é il panico. Quando fanno sul serio e soprattutto quando rappresentano un'alternativa per gli altri governanti più moderati come Lula e Kirchner e gli altri, tranne il paramilitare e mafioso Uribe. Questa svolta dovrebbe porre domande e seminare dubbi sulla globalizzazione, sul neoliberismo e suggerire una diversa politica dell'Europa verso l'America Latina. Invece no, soprattutto in Italia é da prevedere che il governo Prodi faccia finta di non capire, soprattutto se alla Farnesina ci andrà il compagno D'Alema, così comunista per Berlusca e così diffidente verso qualunque processo democratico in America Latina (i ds italiani sono da sempre alleati dell'opposizione golpista venezuelana... sarà per qualche voto di più da conquistare?).
Ma i politici sono politici, e va bene... ma i giornalisti dovrebbero distinguersi, mostrare un po' di onesta intellettuale, non scrivere a vanvera, fornire qualche verità ogni tanto. Purtroppo quelli che scrivono sui grandi giornali italiani producono quel micidiale effetto di costruire un mondo immaginario che fa sbagliare gli stessi politici (che é già tanto se leggono qualche articolo per formarsi le proprie idee di un mondo lontano...). Insomma raccontano balle. Due su tutti, Omero Ciai e Rocco Cotroneo... Le loro non sono analisi diverse da quelle di altri o dalle mie, sono ricostruzioni in malafede e magari dovute anche (ma solo parzialmente) alla pigrizia di uscire dagli schemi e di uscire dai grandi hotel che li ospitano.
Gli ultimi esempi sono sulla nazionalizzazione del gas da parte di La Paz e, come da un bel po', sulla descrizione parossistica del ruolo di Chavez... A questi signori non conta nulla collezionare figure di merda, sentono di avere una certa immunità a raccontare balle... Mi chiedo: ma fanno tutto questo solo perché i loro direttori glielo chiedono e solo per guadagnarsi stipendio e rimborsi spese? Cosa costerebbe loro essere un po' più equilibrati? Perderebbero forse qualche prebenda... Scusate, ma mi viene spontaneo chiedere: chi li paga? Rocco Cotroneo, ad esempio, da quando è stato invitato nell'agosto scorso a Medellin, tutto spesato, a seguire apparentemente la Fiera della Moda, è diventato il cantore della nuova Colombia del paramilitare Uribe... E con lui altri embedded che si sono svenduti per quattro soldi, scrivendo panzane che non sarebbero pubblicate in nessun altro paese civile. Leggetevi El Pais (che pure ha la sua posizione moderata...) o Le Monde o The Independent e non troverete delle colossali balle come quelle che confezionano i nostri inviati o corrispondenti...
La domanda che mi faccio é come bloccare questo flusso di bugie, come far sentire a questi colleghi il bisogno di un po' di dignità, buon dio!?
Per una critica puntuale sulle ultime imprese letterarie dei due contaballe vedetevi l'intervento dell'amico Carotenuto sul sito www.gennarocarotenuto.it
e di Giovanna Vitrano su www.selvas.org


secondo intervento, nella mattinata del 9 maggio
Cavallini, la caduta di stile è indubbia, ma anche, più o meno consapevolmente, voluta... perchè ritengo occorra rompere col teatrino dell'irresponsabilità per cui un giornalista può scrivere (articoli, non parlo di commenti o interventi sul blog) e soprattutto dire alla Tv qualunque panzana, senza subire alcun attacco, senza soffrire alcuna conseguenza (come gli embedded in Irak, ad esempio, che ci raccontavano ogni giorno la favola dei liberatori e che adesso se la passano da star). Quindi, signor Cavallini, m'interessa poco farmi nemici o mantenere uno stile salottiero. Non cerco il "tanti nemici, tanto onore", ma ritengo che, talvolta, la ragione e la passione possano usare delle strade anche non raffinate per scalfire gli impermeabili tutelati di sempre.
D'altronde anche lei, Cavallini non scherza: mi dà del cretino perchè sostengo che i ds preferiscono affiancare (e dialogare)con l'opposizione golpista in Venezuela... Come minimo parla a sproposito, avendo dimenticato le prese di posizione dei ds nei due, tre giorni del golpe del 2002 o i commenti forzati sulla vittoria di Chavez dopo il referendum dell'agosto 2004: la compagna Sereni, responsabile esteri dei ds, è stata tra le ultime persone al mondo ad accettare la legittimità del risultato, quasi aspettando che si convincesse anche il dipartimento di stato Usa. A scusante dei ds c'è che le loro uniche fonti d'informazione sono i giornalisti, come lei, me, ma soprattutto come i Ciai e i Cotroneo...
Arriviamo quindi ai Ciai e i Cotroneo. Le prese di posizione di questi ultimi signori sono sotto gli occhi di tutti hanno tempo e voglia di leggerli. Non perdo molto tempo a dimostrare l'evidenza. Ricordo due affermazioni.
Ciai scrive, tra molto altro folcloristico e fantastico, su La Repubblica del 3 maggio che Chavez finanzia la guerriglia colombiana. Inutile chiedergli prove, non le ha lui perchè non le ha mai avute il governo Bush e neppure il governo Uribe. Ma se questi ultimi, per lo meno, non ripetono questa menzogna da un bel po' di tempo, Ciai continua impunemente a farlo, tanto sa che nessuno gli chiederà conto di tale menzogna, non certo il signor Cavallini che pure scrive (ma è lui?) su un giornale di un partito che certo non condivide questa menzogna.
Cotroneo invece sul Corriere del 4 maggio non vuole essere meno creativo e scrive, tra l'altro, che "aprirsi agli Usa piuttosto che ai vicini è molto conveniente per le piccole economie che hanno interesse a esportare nel più grande mercato del mondo e poco da perdere aprendo le proprie frontiere"... Lei Cavallini critica la mia mancanza di stile. Ok, ma in casi come questi le possibilità sono solo due: o chi scrive é uno stupido o è in malafede... non vogliamo dire in malafede?, diciamo allora interessato a raccontare balle. Tranne gli esperti di Washington e delle istituzioni serve di suo Impero, come FMI o Banca Mondiale, e tranne i loro rappresentanti nelle cosiddette "piccole economie"... mi trovi un economista minimamente serio in America Latina, e non solo, che dica una stupidaggine del genere. Lei, Cavallini, ha mai letto un Trattato di Libero Commercio? E si chieda perchè mai, ovunque, questi trattati sono rifiutati non solo dal popolo che lei forse riterrà bue e miope, ma anche da settori enormi dell'imprenditoria locale o di altre categorie reazionarie, ma non suicide, come gli allevatori di bestiame, ad esempio. Perché? I Ciai e i Cotroneo, che hanno un balla sempre pronta, risponderebbero perchè c'è Chavez che compra le coscienze dei popoli e dei loro governi con i suoi petrodollari. Crede anche lei a queste balle, che superano quelle che ci ha raccontato Berlusconi qui in Italia?
Credo che basti per ora

ps 2: un'ultima cosa sui giornalisti che accettano i viaggi vitto, alloggio e trasporto pagati dai governi, come quello colombiano, e che poi contraccambiano tessendo le loro lodi. BR>Quello che valeva per i medici, messi alla gogna perché erano soliti andare alle Maldive pagati dalla Bayer o dalla Roche.... non vale per loro? I giornalisti hanno uno speciale lasciapassare etico? Me lo spieghi, se vuole.
 
I vostri commenti
Il commento di Irene Scalici 22 maggio 2006


Salve signor Piccoli, sorvolo su complimenti e onori. Forse ricorderà un suo articolo pubblicato su smemoranda brothers and sisters. E' passato parecchio tempo. Parlava dei mercenari. Dopo averlo letto ho deciso che, al termine del mio percorso di studi, avrei voluto svolgere la tesi su questo argomento. Mi sembrava un doveroso e necessario percorso di ricerca. Ci siamo. Sto mettendo insieme tutto il materiale che riesco a trovare, ma le confesso che non è semplice trovarne di buona qualità. Sarei lieta di leggere il suo parere in proposito e di citarla nella tesi, se me lo permette. ringrazio per ogni neurone che ha scosso e traumatizzato e costretto a camminare.... buon lavoro, Irene


 
Il commento di guido 18 maggio 2006


A Josè Marti e poi a tutti, lo schieramento del governo Prodi negli affari esteri verso l'AMerica Latina è imbarazzante. Non so se Josè Marti fa dell'ironia o meno... Distinzioni dell'Unione col Polo sull'Irak ce ne sono state, sulla visione dell'America Latina, Cuba, Venezuela... molto poche o nessuna. D'altronde basta vedere il curriculum della senatrice Marisa Bafile più antichavista della stessa opposizione antichavez... Chissà perchè ha optato per l'Unione e non per il Polo? Mi sa che questo sarà un tema di questo blog nel futuro...


 
Il commento di José Marti 18 maggio 2006


Finalmente un sottosegretario competente per l?America LAtina! Donato di Santo è uno dei pochi che non ha dimenticato gli ideali e che in questi anni ha lavorato per costruire un'alternativa al fidelismo a Cuba. Complimenti Unione!


 
Il commento di annalisa 17 maggio 2006


Il corriere della Sera si ostina a definire Chavez "l'ultimo dei dittatori sanguinari che opprimono i paesi poveri" sia con l'articolo di Ian Buruma del 14/05 ripreso poi nelle opinioni il giorno dopo da Pierluigi Battista che associa Chavez, in un guazzabuglio confuso di nomi, a personaggi come Lenin, Mao, Stalin, Castro, Hitler e Mussolini. Non è un pò eccessivo? Intanto forse sì un vero dittatore anche sanguinario si appresta a governare la Colombia per altri quattro anni.


 
Il commento di Maurizio Zanetta 16 maggio 2006


E’ inspiegabile la tendenza di certi commentatori capaci di stigmatizzare fatti pur oggettivi decontestualizzandoli. Reportage sul liberticida in Venezuela (con media in mano all’opposizione), critiche all'uso del petrolio per piani sanitari ecc. Ma per cosa altro si dovrebbero impiegare le ricchezze? Per ridurre le tasse o la mortalità? Democrazia ... e mai una comparazione con S. De Lozada che in 2 mesi di proteste fece 80 morti, con la repressione del fondomonetarista De La Rua, con il mediatico Uribe che lascia parte di Colombia ai paramilitari (hanno parlato al parlamento, se lo facesse Provenzano…). C'è il riarmo del Cile e vai con quello, inferiore, della Bolivia. Accettano 10 e deplorano 1. Casualmente in sintonia con gli USA.


 
Il commento di Annalisa Melandri 11 maggio 2006


Sig. Cavallini grazie per la risposta. Capisco come gli orrori e gli errori del passato ci portano ancora oggi a vedere mostri dappertutto ma non è detto che ogni "uomo della provvidenza" poi lo diventi. Marcos ha creato un mito intorno alla sua immagine e non lo è. Forse le FARC hanno fallito perchè Tirofijo ha "costruito" poco intorno alla sua personalità e ha creato poca identità e poca empatia con il popolo che dice di voler salvare.E' ovvio che a chi sia stata sistematicamente negata ogni dignità, chi gliela mostra e offre diventi "uomo della provvidenza". Cordiali saluti.


 
Il commento di Massimo Cavallini 11 maggio 2006


Breve risposta ad Annalisa Melandri. Io provo una grande simpatia per tutti i movimenti popolari (ne ho persino per le FARC che, nonostante la deriva criminale, restano parte della storia della sinistra latinoamericana). E se questo non traspare da quel che scrivo, mi dispiace. Quelli che invece detesto sono gli uomini della provvidenza (particolarmente quando sono, o dicono d'essere, di sinistra). Abbiamo gia' sacrificato troppo (quasi tutto in effetti) sugli altari del culto della personalita' per permetterci di ricadere nel vizio.


 
Il commento di Paolo Miscia 10 maggio 2006


Ciai e Cotroneo (che leggo su internet, il più delle volte) mi paiono dei normali inviati di un giornale generalista in un continente che importa poco all'Italia ed agli italiani. Le loro posizioni non sono più estreme di quelle di un Le Monde Diplomatique che vede ad un passo l'unione latinoamericana, solo perchè c'è un po' di ricambio nella classe politica locale... Quanto al chi li paga, non ho mai avuto la sensazione che passassero veline di Uribe o di Bush. Saluti, Paolo Miscia


 
Il commento di marlon 10 maggio 2006


premetto che non sono un giornalista e che non conosco il mondo del giornalismo dal di dentro,ma sono convinto che il cosiddetto uomo della strada sia comunque in grado di farsi un apropria opinione sui fatti dell'A.L. odierna. ChAvez e Morales ad esempio con tutti i loro difetti ed incongruenze rappresentano il volere popolare, la speranza dell'A.L., la volontà di cambiare il disastro sociale ed economico dell'A.L..Avete mai visto una favelas?Sapete che la sanità è un lusso in A.L.?Perchè paesi così ricchi vivono tanta miseria?QUESTO DOBBIAMO SPIEGARE E QUESTO DEVONO SPIEGARE I GIORNALISTI!!! VIVA L'AMERICA LATINA!


 
Il commento di guido 10 maggio 2006


Cavallini, con le cui analisi concordo di più, ha meno ragione... Il discorso sulla relazione tra Chavez e Farc (al di là se l'accusa è di finanziare o appoggiare) è ugualmente una stupidata, che per ora ci si dovrebbe aspettare da un giornale anticastrista di Miami piuttosto che dalla Repubblica... e, con la realtà economica evidente in AL, lo stesso potrebbe dirsi sui trattati con gli Usa e tirando in ballo il Corriere. Paolocci, poi, non mi sembra abbia fatto una bella fine e non c'entra solo la corruzione...


 
Il commento di guido 10 maggio 2006


Cotroneo ha ragione. Non ha partecipato al tour colombiano. Comunque, se non ricordo male, su "Io donna" ha cantato le lodi della nuova Medellin normalizzata nel suo centro e paramilitarizzata nei suoi barrios miserabili, cosî come hanno fatto gli invitati di quel tour. Ma questa, convengo, è un'opinione che potrà non considerare quello che denunciano Amnesty e altri, e sulla quale non concordo ma comunque rispettabile. Per quanto riguarda gli embedded, non ho preferenze... servili verso Usa, Cuba o Colombia, uguali sono.


 
Il commento di Massimo Cavallini 10 maggio 2006


(segue) Quanto alle affermazioni di Rocco Cotroneo sui TLC, non vedo lo scandalo. Antonio Palocci (ex) ministro economico di Lula e Danilo Astori (ministro delle finanze di Tabare' Vasquez) hanno a piu' riprese espresso concetti analoghi. Sui giornalisti, infine, concordo pienamente con te: non dovrebbero mai farsi pagare vitto ed alloggio dai governi oggetto dei loro articoli. Si tratti di quello di Bogota, o di quello dell'Avana. Passo e chiudo ( e scusa il doppio commento).


 
Il commento di Massimo Cavallini 10 maggio 2006


Almeno in questo non posso che darti ragione: quello che hai scritto basta ed avanza. Nell'articolo in questione, Ciai ha scritto che Chavez appoggia e non che finanzia le FARC. E l'appoggio di Chavez alle FARC - vero o presunto che sia - e' oggettivamente un motivo di contrasto tra Colombia e Venezuela. Poiche' proprio a questo era dedicato l'articolo: al riaccendesi - alla luce di un aumento delle spese militari - delle frizioni regionali in America Latino, a dispetto d'un pressoche' generalizzato spostamento a sinistra. Non mi sognerei mai di proporre il pezzo di Ciai per un premio Pulitzer, ma non vedo nulla, in quello che scrive, che possa anche solo lontanamente giustificare un'accusa di disonesta'. (segue)


 
Il commento di annalisa melandri 10 maggio 2006


...sicuramente saranno personaggi anche pieni di contraddizioni, alcuni affetti da "logorrea messianica" come Chavez, altri non proprio limpidi come il candidato Humala, Morales che speriamo non porti la Bolivia chissà dove (ma peggio di dove è stata fin'ora?) ma certo non peggiori di chi li ha preceduti o di alcuni attuali (primo tra tutti Uribe) con la differenza che rappresentano ed attuano ciò che il popolo vuole. E questo in quella parte di mondo non è poco. E quindi partendo dalla premessa di prima su cui siamo tutti d'accordo, non le viene mai da pensare (magari con un pò di passione): era ora? Forse sarà un'analisi fin troppo semplicistica , ma credo coerente. Saluti.


 
Il commento di annalisa melandri 10 maggio 2006


Al di là del fatto su chi le spari più o meno grosse, il discorso è un altro e cioè il dibattito sul Sud America tra posizioni più moderate ma secondo me più contraddittorie ed altre più radicali ma forse più coerenti. Se sul punto di partenza siamo tutti d'accordo e cioè che alcuni popoli latinoamericani hanno ormai coscienza del fatto che la politica colonialista dell'Impero USA (e non solo) li ha condotti in un baratro di miseria e lutti, perchè allora tante critiche o per lo meno tanta diffidenza verso quei governanti che dando voce al popolo, attuano forme diverse di politica da quelle applicate fino ad ora? Sul suo sito Sig, Cavallini (è lei?) non traspare nessun accenno di simpatia per nessuno di loro se non per la Bachelet....


 
Il commento di Rocco Cotroneo 9 maggio 2006


Oltre che sull'abc dell'economia, la trovo assai poco preparato sui miei spostamenti. Non sono stato a Medellin su invito del governo colombiano, nè alla settimana della moda. Rifiutai quell'invito. Ci sono andato qualche mese dopo, a spese del mio giornale (ma pensi...). Conosco sì alcuni giornalisti embedded. soprattutto dalle parti di Cuba e delle casas de protocolo. Ho come il sospetto che lei li stimi più di quanto faccia con Omero Ciai e il sottoscritto. Ognuno ha i suoi parametri di etica, d'altronde. Se mi dà un email le mando anche una risposta nel merito alle sue obiezioni sul mio articolo.


 
Il commento di Massimo Cavallini 8 maggio 2006


Nessuna difesa della categoria. Soltanto il desiderio di rammentare come il definire "venduto" - o comunque privo di dignita' - chi non la pensa come te - sia il peggior servizio che la sinistra italiana possa fare a se stessa. Chiedersi "chi paga i contaballe italiani sull'america latina come Ciai e Cotroneo?" e' soltanto un modo insultante e gratuito di aprire un dibattito. Ed affermare che "i ds sostengono da sempre l'opposizione golpista venezuelana" e' soltanto una cretinata. Degna - essa si - di un autentico (e piuttosto volgare) "contaballe".


 
Il commento di guido 8 maggio 2006


Un articolo è altro da un editoriale o da un intervento su un blog. Forse Massimo Cavallini è lo stesso che scrive su Liberazione. Sono andato a leggermi qualche suo pezzo per capire come gli viene questo suo commento. Posso concordare o meno con lui e per lo piu' concordo, ma non vedo disonestà o stravolgimento della realtà. Allora forse il suo commento deriva da una difesa della categoria. Rispetto a ciò la penso diversamente da lui. Quando si superano limiti di decenza, non si può far tanto i signori. Appena ho tempo crecherò di accontentare Cavallini "dando argomentazioni" agli insulti....


 
Il commento di Massimo Cavallini 8 maggio 2006


Ho letto gli interventi dell' "amico Gennaro Carotenuto" e li ho trovati declamatori e superficiali, nella parte migliore. Decisamente disonesti nella parte peggiore. Un po' come il tuo blog. Perche invece di insultare non provi ad argomentare?


 
Il commento di annalisa melandri 6 maggio 2006


C'è chi usa la penna, spesso senza nemmeno grandi soddisfazioni economiche, come un fucile al servizio di giustizia e verità e chi invece, magari pagato profumatamente la usa come strumento di potere. E menzogna e falsità sono strumenti di potere. Soprattutto di quei grandi poteri colonialisti che pur di continuare a diffondere i loro interessi in territori che vengono saccheggiati e sfruttati da più di cinquecento anni a questa parte utilizzano tutti i mezzi a disposizione non ultimo la disinformazione facendo leva sull'ignoranza della gente. E questo si chiama plagio. Grazie Guido, Gennaro e gli altri per rappresentare ancora la parte più onesta e libera da interessi del nostro giornalismo.


 
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