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22 dicembre 2014
In Universale Economica
Guido Piccoli: Non solo massacri, please!
A Napoli è strage? Su Napoli è strage: di stupidaggini 2 novembre 2006


Strunzate, direbbe Eduardo e anche Massimo Troisi. Strunzate l'esercito, l'appello alla mobilitazione, la manifestazione dei sindacati, gli incontri con le facce decise dei governanti nazionali e locali... tutte strunzate. Per varie ragioni. Primo: perchè non è successo niente di strano o di diverso da quello che succede da anni, decenni, secoli no, decenni. Qualche morto di camorra, qualche morto di cultura importata da tv e canzonette (ma avete sentito quel hit che fa "o ti amo o t'ammazzo"?)... Niente di più. Magari sta ricominciando una guerretta di camorra... Una domanda: se non ne stesse ricominciando una, cosa vorrebbe dire? che non c'è la camorra? che la civiltà democratica e partecipativa è avanzata a Napoli? Strunzate...
Secondo: perchè non c'è cura, il malato è cronico, ma non preoccupatevi, non muore mai, non guarisce ma non muore (a meno che non ci pensi il Vesuvio). Leggetevi Goethe e Dumas, prima ancora di Saviano... Napoli è così, bene e male, signori e malamente convivono e si confondono. E convivono (sempre) e si confondono (da qualche parte) gli amministratori e i camorristi. Il compagno Bassolino lo sa bene. Arrivato a Palazzo San Giacomo una quindicina di anni fa, + o -, cominciò una guerra interna alla quale rinunciò subito (se non sbaglio con il potente clan dei vigili urbani)... troppo forti gli interessi consolidati... E da allora si diede al look. In attesa di cambiare la sostanza (quando? mai) diamoci al look, in fondo Napoli dall'aereo e dal pino mediterraneo di Posillipo è bellissima (abitata male, disse Eduardo, ma questo è un altro problema)...
Disfattismo? Pessimismo? Anche le mie parole sono strunzate? Forse. Qualcuno, forse Saviano (diventato subito una star: uno non può scrivere un bel libro e dire verità sacrosante in bella forma noir che viene trasformato in soubrette e cooptato dai potenti di turno...) ha detto: invece di militari ci vorrebbero insegnanti, maestri... Giusto, ma nella sceneggiata della democrazia che interviene, l'esercito fa più effetto, tanto lo show durerà poco, tra qualche giorno, settimana Napoli continuerà come oggi, come sempre e l'Italia perbenista dei Napolitano e forcaiola dei Calderoli avrà altro a cui pensare. Chi darebbe soldi ai maestri di strada, con questa e le precedenti Finanziarie?
Per cambiare la realtà. bisognerebbe innanzi tutto riconoscerla, non camuffarla o incipriarla, aprire il corpo e avere il coraggio di vedere la metastasi. E agire, dandoci dentro di bisturi, tanto come dicevo il malato non muore, non c'è rischio. Senza pretese di cambiare tutto e subito, ma qualcosa si. Ma prima di tutto, vadere l'esistente.
Aprire il corpo e prendere atto del tumore. Come? Perchè, ad esempio, non finanziare uno studio su quanto commercio, dai supermarket ai negozietti, è in mano alla camorra e quanto no. Tutti, dico tutti, sanno che la tal catena di negozi di abbigliamento o di pizzetterie è del clan X piuttosto del clan Y... A Napoli, la camorra non controlla il sommerso o l'illegale. Si è mangiata anche buona parte dell'emerso e del legale...
E' solo uno degli organi del corpo malato su cui indagare. Poi mi viene in mente la macchina comunale, gli abusivi (ce ne sono dappertutto, come mai... e vigili e agenti stanno a guardare quando non prendono la mazzetta), le consulenze milionarie....
E agire, riportando legalità, dando fiducia alla maggioranza di napoletani rintanati in casa a rincoglionirsi davanti alla tv, sfiduciati e spesso complici obbligati...
E in questo agire si farebbero più morti, perchè ci si scannerebbe e si scannerebbero di più, perchè si toccherebbero interessi consolidati. Ma sarebbe l'unica strada. Non c'è altra strada.
Or bene. Il progetto è confuso. Ma chi dovrebbe esserne protagonista? Quale forza politica, quale giustiziere? A uno viene in mente Di Pietro, poche idee ma decise... Fermi tutti. A Napoli, per le ultime elezioni, chi ha imbarcato il bravo Di Pietro (che ha il mio appoggio e comprensione in tutte le battaglie interne al governo, a cominciare da quella dell'indulto)? Chi ha imbarcato nella sua Italia dei Valori il Di Pietro? Sergio De Gregorio, il moderno voltagabbana napoletano, uno che conosco bene, uno con cui ho lavorato anni ad un programma di radio Uno, "Al rogo... al rogo", uno che -quasi quasi prima o dopo- deciderà le sorti del governo (quando passerà dall'altra parte): e questo la dice tutta sull'Italia, dei valori e non, e su Napoli, essendo il suddetto un prodotto tipico napoletano.
Non c'è speranza? Io direi di no, ma se volete dico di si. L'esercito, la manifestazione dei sindacati, la visita di Napolitano, le sparate di Calderoli...
Comunque Napoli, dall'aereo e dal pino di Posillipo rimane una città incantevole.
 
I vostri commenti
Il commento di Annalisa Melandri 6 novembre 2006


potrebbe essere un buon inizio, (segue) quali sono le reali responsabilità della situazione attuale e da dove provengono e quanto poi convenga che la situazione resti tale, esasperandone anche in determinati momenti le reali dimensioni. Saluti.


 
Il commento di Annalisa Melandri 6 novembre 2006


Beh Sig. Testa, l'esercito non mi sembra certamente un buon inizio, sembra più una fine piuttosto. Passerebbero anche i militari (alcuni beninteso) ad allargare le fila della malavita organizzata. Un buon inizio potrebbe essere quello di ridimensionare il tutto, non credo che Napoli sia più violenta di Roma o di Milano o di altre grandi città. In ogni luogo la violenza poi si maschera e si veste in modi diversi ma questo dipende dalla storia, dalle tradizioni, dal tessuto sociale e da tanti altri fattori. Si forse Napoli ha qualcosa in più, ha una storia e problematiche antiche, che sono quelle del Mezzoggiorno d'Italia che è un pò anche la storia di tutto il sud del mondo, per cui conviene chiedersi anche, e questo (segue)


 
Il commento di Stefano Perrucci 5 novembre 2006


Caro Guido, parlando con un'amica comune è uscito in mezzo il fatto che la nostra vita è una vita minore, e qui non c'entrano nè Dio nè i suoi figli. E' proprio una questione di popolo che si mastic,a si digerisce e si esplelle da sè, hai voglia di citare Eduardo, le verità non finiscono mai o giùdi lì. Passa a trovarci, ti ho likato qui: http://www.napolimilano.splinder.com


 
Il commento di Andrea Testa 4 novembre 2006


Ciò che ho appena letto mi lascia un pò l'amaro in bocca. Doppiamente toccato, sono napoletano e carabiniere, non vedo un minimo di speranza, un'alternativa costruttiva, una luce infondo al tunnel in questo articolo. Napoli non è splendida solo se osservata da Posillipo o dall'aereo.. Napoli è un unicum in tutto.. nei colori, nelle grida per strada, nell'architettura, nel caos e nella violenza. Napoli, pur invivibile, è città viva, vivida, piena di controsensi, rappresentante dell'umanità. L'esercito non serve? E cosa servirebbe? Berlusconi? Investimenti? Lavaggi del cervello? Non ne ho idea.. ma da qualche parte si dovrà pur iniziare.. quindi perchè no dall'esercito ?? Andrea Testa http://www.andreatesta.com/


 
Il commento di peppe 3 novembre 2006


Parole sante, adesso lo stanno dicendo tutti ste cose, anche i politici... Mah


 
Il commento di antonio 2 novembre 2006


Beh, i media solitamente distorcono la realtà,sono le cose peggiori quelle che fanno notizia, quelle che ci danno in pasto. Certo, ci sono molti problemi a Napoli ma spesso si dicono cose che non corrispondono alla complessa realtà dei fatti e delle situazioni della nostro vivere quotidiano. Comunque, c'è chi preferisce non capire e si attacca allo stereotipo dell' immagine e al mito. Sono pregiudizi che danno sicurezza e che sono duri a morire.


 
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