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9 dicembre 2021
In Universale Economica
Con le parole e con le immagini: il blog di Cristina Comencini
Chi ha più difficoltà: gli uomini o le donne? 19 marzo 2007


La mia commedia " Due partite" mette a confronto due generazioni di donne: anni sessanta, dedicate ai figli, alla famiglia, giocano a carte, si sentono sole, si intrattengono con le loro storie... E oggi: lavoro, lavoro, niente bambini, poco tempo per gli affetti, rovesciamento di ruoli uomo donna, continuano a intrattenersi con le loro storie... Vi chiedo: e' possibile mettere insieme vita, lavoro, bambini... A che prezzo? Chi ha più difficoltà: gli uomini o le donne?
 
I vostri commenti
Il commento di fabrizio 9 gennaio 2008


Trovare il coraggio di parlare di ciò che siamo in realtà e di quelo che vogliamo. E se l'amore cambia destinazione, anche seppur momentanea...un uomo che accetta la diversità nei sentimenti e nel sesso della donna che ama, nella pienezza di quest parola. Si può questo rappresentare attraverso le immagini e le parole di uno schermo??


 
Il commento di silvia 21 agosto 2007


ciao cristina, ho una madre casalinga che per sposarsi ed avere figli ha lasciato lavoro,studio e tempo lbero...ancora oggi sono le donne secondo me a rimetterci...mia madre purtroppo ne è un esempio! silvia


 
Il commento di Pensieridicarta 13 agosto 2007


non credo sia solo una questione di cose "più difficili" per uomini o per donne. temo che la situazione odierna sia difficile per tutti. l'evoluzione che le dinamiche familiari ed interpersonali hanno subito, hanno forse reso agli uomini le cose "meno facili" di una volta. per il resto, suppongo si tratti di sensibilità personale, individuale appunto. quelle "persone" di cui parlano Sofia e Gabriella e Claudia nel primo atto, gli "individui" di cui leggono le loro figlie nella lettera della madre di Giulia in chiusura del secondo. è tutto complesso. il che sarebbe anche un bene, solo che è anche tanto "complicato", nell'accezione peggiore del termine.


 
Il commento di Silvia Maione 15 luglio 2007


Cara Cristina, ho visto il tuo spettacolo due volte e l'ho trovato molto interessante, ben interpretato e anche "provocante", perchè è vero che oggi c'è tanto lavoro,niente bambini etc... Credo che, tuttavia, sia ancora possibile coniugare insieme tutte queste cose, ma il problema è che si è molto meno disposti a sacrificarsi, a faticare..oggi si vuole tutto subito (che poi è ciò che la tecnologia offre!) e con il minimo impiego di energie. Credo che siano le donne ad avere più difficoltà perchè hanno anche più responsabilità ma, tuttavia,non credo che gli uomini ne abbiano di meno.Insomma, difficoltà per entrambi ma diverse.


 
Il commento di angela, a.maria 6 maggio 2007


sicuramente le donne.sono arrivata da napoli unicamente per vedere a teatro il tuo lavoro dopo averti incontrata alla Feltrinelli di Napoli.Mi aveva colpito il tuo modo di rapportarti con il pubblico che faceva emergere una profonda sensibilità.Ottimo lavoro.Grande interpretazione. Perchè non lo rappresenti anche a Napoli?I nostri mariti sono sembrati meno entusiasti.Ma lo avranno capito?


 
Il commento di Davide Erre 27 marzo 2007


Il mondo è cambiato con maggiore rapidità per le donne, sono d'accordo con Grazia. Ma non credo vi facciate carico dei problemi maschili. C'è un fatto ineluttabile: uomini e donne hanno sensibilità diverse, diverse priorità, differente concezione del rapporto di coppia. Anche quando ci appare di farci carico dei problemi dell'altro o dell'altra, in realtà stiamo semplicemente cercando di capirci qualcosa.. L'idea di caricarci addosso i problemi del partner è un modo indolore di definire il reciproco sopportarsi quando non si ha abbastanza forza per dirsi "ti lascio".


 
Il commento di GRAZIA CORMACI 27 marzo 2007


Per noi donne il mondo è cambiato più rapidamente che per gli uomini, ma nonostante tutto, noi siamo sempre le persone le quali si fanno carico dell'altrui problemi maschili. Per questo...noi siamo riuscite a formare precocemente la nostra identità femminile.Grazia


 
Il commento di Fiore Zuccarini 26 marzo 2007


Perdona se approfitto per un secondo commento. Nel primo ho consumato i 750 caratteri. Ma davvero la tua domanda è una dolcissima provocazione che mi ha fatto tornare in mente dei versi di Sandro Penna. Penso di scriverli senza commento... perchè non necessitano di commento. Offrono una riflessione sublime su "maschile e femminile"! Eccoli: "Tu mi lasci. Tu dici:la natura! Ma cosa ne sanno le donne della tua bellezza?"


 
Il commento di Fiore Zuccarini 26 marzo 2007


Forse hanno difficoltà gli UOMINI che non riescono ad ascoltare a capire ad accettare e ad integrare la parte FEMMINILE che è dento di loro!? E e DONNE che non riescono ad ascoltare a capire ad accettare e ad integrare la parte MASCHILE che è dento di loro!? E' importante (oltre che emozionante) la tua opera artistica... che è colta, intelligente, profonda, raffinata... perchè educa alla scoperta di se stessi! Con il tuo cinema, il tuo teatro i tuoi romanzi fai un po' come ha fatto Jung con la sua psicologia analitica. Penso a quei suoi archetipi misteriosi e affascinanti: all'ANIMUS e ANIMA e a quel che combinano rispettivamente nell'anima di una donna e di un uomo; penso al suo Mysterium Coniunctionis, all'Alchimia, alla Sincronicità


 
Il commento di Davide Erre 21 marzo 2007


Il prezzo davvero più alto da pagare non è in merito alla possibilità di conciliare gli affetti, la famiglia, il lavoro. Io credo, Cristina, che in tantissimi (uomini e donne) raggiungano traguardi soddisfacenti - sentimentali, professionali - in tempi clamorosamente brevi rispetto alla generazioni passate. Da questo momento nasce il vero problema: otteniamo tanto e subito, poi necessitiamo di nuove sfide. Siamo ancora giovani o, peggio, avvertiamo l'esigenza di sentirci tali; potremmo accontentarci di ciò che abbiamo ed invece rimettiamo in discussione gli affetti, togliamo tempo ai figli, perchè accontentarsi fa rima con deprimersi. Cerchiamo ancora di affascinare, cerchiamo ancora di..vivere?


 
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