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9 dicembre 2021
In Universale Economica
Con le parole e con le immagini: il blog di Cristina Comencini
Uomini e donne, l'anima della questione 2 aprile 2007


Dai vostri commenti sento il desiderio di andare oltre l'aspetto della Vita pratica nel rapporto uomo donna, che pure ancora pesa così tanto sulla donna! Ma vi seguo, perché anche io in fondo sono interessata all'ANIMA della questione, come la chiama Fiore Zuccarini... Credi veramente, Grazia, che l'identità femminile sia così formata? Se guardo me stessa direi di no. Faccio tante cose, scrivo, giro film, cresco bambini... Eppure basta niente per farmi sentire un nulla assoluto, ogni donna e ogni uomo che vedo mi
sembrano migliori di me. Da dove viene questa insicurezza? Dalla troppa forza che cerchiamo di dimostrare per essere all'altezza degli uomini o da un senso di limite o indegnità? Se un uomo potesse aiutarci a capire
questo, volentieri lo aiuterei a liberarsi dell'angoscia dei traguardi soddisfacenti, come li definisce Davide Erre.
 
I vostri commenti
Il commento di augusto faraglia 17 aprile 2007


carissima cristina, cosa fa la differenza tra grandezza e inadeguatezza? Credo sia qui il nocciolo della questione. E' qui che l'anima si dilata o si ritira: Il senso che demmo alla nostra vita quando eravamo piccoli, ma così piccoli senza uno straccio di esperienza, ha fatto di noi e di te, grande. Il coraggio di indicare la strada, come tu fai col tuo lavoro, dà ampiezza all'anima tua e di riflesso all'altrui. Quando il trasporto che c'è nel vivere è gratuito, non può più esserci inadeguatezza. Porre un limite o una indegnità comporta una cattiva fede. Non c'è quindi alcun limite all'anima quando la donna indica una strada, solo così sia lei come tutti noi riavremo l' anima nella sua grandezza. E' la maturità.


 
Il commento di Carmen 13 aprile 2007


Spesso ci sentiamo inutili, perchè sembra che tutto ciò che facciamo non sia mai quello che vorremmo che fosse. Viviamo, amiamo, aiutiamo, a volte ci perdiamo...e poi, quando chiudiamo la porta di casa alle nostre spalle, ci ritroviamo a stringere un pugno senza sentire le dita. Facciamo tutto e di tutto, senza sapere, a volte, che basterebbe fare poco, per sentirci davvero parte del mondo. E di noi stessi.


 
Il commento di Davide Erre 10 aprile 2007


Addolorato per la scomparsa dell'indimenticabile Luigi. Un abbraccio.


 
Il commento di www.moviemotions.com 7 aprile 2007


Grazie anche a tuo padre! che ci ha lasciato ed ha lasciato un vuoto, ....in tutti noi. >Da dove viene questa insicurezza? Tuo padre ci ha fatto capire i limiti dell'umanità tutta e ci ha insengnato ad amarla, .... mi spiace tanto per tuo padre. Penso che forse il mio post sia off-topic, ...ma forse no,... I tuoi film sono un segno del fatto che hai raggiunto la declinazione al femminile di quello che esprimeva tuo padre? ho incontrato un paziente e ho consigliato di vedere "la bestia nel cuore", ...ma avrei potuto consigliare di vedere "Pinocchio". In fondo ci sono sessualità "di legno" che prendono "corpo" con le declinazioni culturali del tempo. Un tempo avrei consigliato “Pinocchio” adesso consiglio “la bestia nel cuore”


 
Il commento di Ivan Raganato 7 aprile 2007


Chiedo cortesemente di far leggere o inoltrare questo mio messaggio alla signora Cristina. Sono cresciuto col Pinocchio e ho sofferto come l' "Incompreso", poi sono divenatato adulto e ho capito i miei tumulti interiori, anche grazie a lei Cristina, nel periodo di "Liberate i Pesci", dove ho avuto un piccolo ruolo (prima mia vera esperienza cinematografica, che mi ha portato fortuna, e che mi ha strappato ad un destino in declino...) non so quale recondito filo mi congiunge alla famiglia Comencini, comunque grazie! Grazie anche se lei non sa quanto mi ha aiutato! Il Maestro Luigi, mancherà anche a me! Ma da queste importanti e dolorose assenze, nascono forze che loro stessi ci regalano. Ivan Raganato


 
Il commento di Davide Erre 3 aprile 2007


Hai ragione, Cristina: l'ANIMA della questione ci attrae, l'analisi emozionale ha sempre la meglio sugli aspetti pratici. Non credo che l'insicurezza femminile derivi dal tentativo di dimostrarvi all'altezza degli uomini (ci lusinghi, siete ben oltre..) ma da un innato spirito competitivo tra donne stesse. Quando vi sentite in svantaggio, avvertite ciò che vi circonda come freni alla vostra realizzazione: i figli, la casa, i suoceri, il lavoro. Noi, più banalmente, ci accontentiamo di ciò che abbiamo; voi soffrite per ciò che vi manca. Parlavi di un senso del limite femminile; al contrario: la donna non accetta limiti, questo la rende inappetente a vita.


 
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