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In Universale Economica
Pino Cacucci: blog per viandanti
Macelleria messicana? No, squisitamente italiana 26 giugno 2007


Il vicequestore Michelangelo Fournier è persona colta, o se non altro deve averci pensato a lungo (sei anni, circa) per scovare una citazione presa niente meno che da un Padre della Patria: Ferruccio Parri, sdegnato per l’esposizione dei corpi di Mussolini, della Petacci e di alcuni gerarchi appesi alla tettoia di un distributore in Piazzale Loreto, definì quello scempio come “macelleria messicana”. Ma che diamine c’entra il Messico? È una lunga storia. E riguarda il sensazionalismo pressapochista e superficiale dei giornalisti italiani tra gli anni 10 e 20 del XX secolo, quando pubblicavano articoli simili alle odierne edizioni di Studio Aperto di Italia 1, descrivendo la rivoluzione messicana come una bassa macelleria. Ferruccio Parri, senza alcun dubbio persona degna, chissà perché, a distanza di decenni, rispolverò quegli esempi di pessimo giornalismo affibbiando allo squallido spettacolo di Piazzale Loreto la qualifica di “macelleria messicana”. Fu una mancanza di rispetto nei confronti della prima rivoluzione del secolo, e proprio da parte di un comandante partigiano, per giunta. Pur essendo costati un milione di morti, quei dieci anni di incessanti e feroci battaglie non meritavano di diventare termine di paragone per episodi di “macelleria”. Villisti e zapatisti, va ricordato, non si sono mai macchiati di torture e vessazioni nei confronti dei prigionieri, fucilavano spesso gli ufficiali responsabili di gravi crimini ma senza arrivare a certe squisitezze tipicamente europee, come quelle viste nella Grande Guerra che di “grande” ebbe solo la bassa macelleria tra contadini da una parte e dall’altra delle trincee, per non parlare dei genocidi commessi in Africa alla ricerca del “posto al sole”, con l’uso dei gas – armi di sterminio di massa impiegate a profusione dalle truppe italiane contro la popolazione civile – e accondiscendenza da parte delle gerarchie militari nei confronti dello stupro e della tortura. Quella di Parri fu un’uscita fuori luogo e storicamente infelice, perché nel 1945 il Messico era una repubblica dove si eleggevano presidenti e deputati da circa un quarto di secolo, una democrazia forse “incompiuta”, certo, ma come non ricordare che nello stesso periodo l’Europa era flagellata dalle più sanguinarie dittature della storia dell’umanità? E per di più, il Messico era un alleato nella guerra che volgeva al termine: come l’avrebbero presa gli altri alleati se Parri avesse detto “macelleria britannica” riferendosi a Cromwell o al colonialismo, o “russa” pensando sia ai bolscevichi che allo stalinismo, o “statunitense” ricordando le numerose invasioni di paesi latinoamericani?
Quella di Fournier, invece, è solo una citazione strampalata in linea con l’ignoranza che pervade la nostra classe politica, sempre pronta a usare come termine di paragone l’America Latina, dicendo “questa è roba alla sudamericana” come se laggiù vi fossero ancora le dittature degli anni 70 (anch’esse istigate o addirittura instaurate da governi o potentati europei e statunitensi), senza attualizzarsi: magari avessimo in Italia governi progressisti come quelli sudamericani odierni, molto più laici e rispettosi delle diversità che i nostri… Del resto, sono gli stessi ignoranti che dicono “America” per intendere un paese anziché un continente, come se nelle Americhe dicessero “Europa” riferendosi esclusivamente alla Germania o alla Francia, e che non sanno neppure distinguere sul mappamondo tra Nord, Centro e Sud: il Messico, per esempio, è una federazione di stati che appartiene geograficamente al Nord America (altrimenti perché l’iniquo accordo commerciale con Stati Uniti e Canada si chiamerebbe North American Free Trade Agreement?), mentre il Centroamerica si estende dal Guatemala a Panamá e il Sudamerica comincia in Colombia e finisce nell’Antartico.
Amnesty International ha definito le sistematiche violenze e le torture praticate a Genova come la più grave violazione dei diritti umani avvenuta in una democrazia europea dalla fine della Seconda guerra mondiale. Dopo “fascismo” e “mafia”, termini pressoché identici in tutte le lingue del mondo, con il G8 di Genova rischiamo di aver coniato un altro modo di dire nel vocabolario internazionale delle infamie umane: “macelleria all’italiana”.

 
I vostri commenti
Il commento di la bikina 1 dicembre 2007


Sono qui per esprimere a Pino Cacucci la mia simpatia e apprezzamento.Mi piace molto il tuo stile Pino, e ..abbiamo in comune qualcosa.México en el alma,paese dove come te ho vissuto e vado ; molta genta lo ama, magari sogna di andarci in vacanza o scappare li pensando al messico come a un paraiso hecho de encantadoras playas de arenas blancas ...tu e io sappiamo molto di piu del messico.Nel tuo libro la polvere del messico io mi ritrovo molto; mi piacerebbe essere capace di esprimermi come te tutte le volte che sento la necessita di esternare agli altri ciò che è Messico..anche se, come tu ben sai ,il messico non si puo compartirlo describiendolo, si puo solo viverlo..amarlo, magari odiarlo, ma non si puo racchiudere il messico in parole


 
Il commento di viviana 14 novembre 2007


Buongiorno sig. Cacucci, Le scrivo per farle una richiesta un pò particolare. Non è per me ma è per il mio ragazzo innamorato di lei, dei suoi libri e del suo modo favoloso raccontare le storie tanto passate quanto attuali che hanno influenzato la nostra realtà ma che spesso cadono nel dimenticatoio. Io mi sono da poco avvicinata a un suo libro, Tina, sempre per merito di Andrea che si impegna con tutte le sue forze a trasmettermi l'entusiasmo con il quale si avvicina ad ogni sua lettura. Le chiedo, se possibile, se è previsto un incontro con i suoi lettori a bologna o in qualsiasi altro posto in modo. Le chiedo un'ultima cortesia se possibile di rispondere direttamente all'indirizzo di Andrea che è andry.77@libero.it grazie 1000


 
Il commento di Francesco 4 ottobre 2007


Sono completamente d'accordo. Continuiamo ad avere retropensieri colonialisti e parliamo non solo di un'America Latina che non esiste più, ma che noi stessi abbiamo concorso a creare. Si parla spesso di "repubblica delle banane" e, per quanto mi riguarda, il pensiero corre al Guatemala.Già, ma chi è responsabuile dello sfacelo di quel paese?I guatemaltechi - un popolo che negli anni '50 aveva un governo democratico e socialista avanzatissimo?O piuttosto la United Fruit nel nome della quale vi è stato portato il terrore? C'è solo una cosa che non mi convince...tu parli di governi sudamericani progressisti...il problema è che il Messico attuale, da Acteal a Oaxaca, mi sembra essere diventato, purtroppo, il fanalino di coda del Sudamerica..


 
Il commento di millepapaverirossi 17 luglio 2007


le parole del vicequestore-pentito (in ritardo) mi hanno dato molto fastidio, non prchè sia un sostenitore dei governi che si sono succeduti in Messico negli ultimi anni, ma per il ricorso ad un luogo comune abusato da gente che si sente superiore. della notte alla Diaz i giornali scrissero "notte cilena" io ilCile lo identifico con Allende e non con Pinochet, il Messico lo identifico con lo zapatismo e non con i govenri che masacrano gli indigeni, il G8 di Genova lo identifico con una cultura di governo basata sulla prepotenza di un governo asservito agli interessi delle multinazionali. Il vicequestore avrebbe fatto meglio a dire "a Genova abbiamo inventato la macelleria italiana"


 
Il commento di sergio 13 luglio 2007


ciao, Pino ti scrivo per chiederti se puoi mandarmi la tua email perché dovrei parlarti di un progetto che ho in mente da tempo e queste poche righe non bastano ... Sergio


 
Il commento di valerio 9 luglio 2007


scusa se ti scrivo ancora, questa è l'ultima puntata, giuro. volevo solo dirti che la mia opera di cui ti parlavo, un capolavoro ovviamente, giace tristemente in un cassetto in attesa che quei cattivoni delle case editrici se ne accorgano, peggio per loro! bene, ora ti saluto eanche se non pubblichi il mio commento non mi offendo. hasta pronto. valerio


 
Il commento di Valerio 9 luglio 2007


aggiungo solo, dicevo, che la magia di Polvere e di San Isidro non l'ho poi più trovata nei tuoi ultimi libri, ma forse sono io che sono cambiato, oltretutto mi sono cimentato in un'opera che per certi versi ricorda il tuo Polvere ma collocata in Centroamerica ed in particolare in Nicaragua, una zona che amo moltissimo e dove da diversi anni conduco anche personalmente un bel progetto di solidarietà, anzi se ti interessa vedere la mia faccia e leggere le amenità che scrivo quando sono a Granada basta che su google digiti valerio nicaragua ... e il gioco è fatto, ti consiglio mundo nica 2006, alcune puntate sono proprio belline. continua-


 
Il commento di valerio 9 luglio 2007


ciao Pino, è passato un po' di tempo da quando sei venuto a Padova e poi ti avevo scritto, ricordi? l'hai poi trovata la guida Clup del Messico? Ora ti scrivo perchè leggendo i commenti degli ultimi mesi ho notato l'acredine con cui molte persone criticano i tuoi giudizi su Mel Gibson. Ma io mi chiedo una cosa: queste persone sanno quello che dicono quando difendono il regista notoriamente etilista e ti attaccano come presunto comunista? Mah? Io posso solo dirti che condivido molte delle cose che dici e soprattutto molte di quelle hai scritto (avrei voluto scrivere io San Isidro futbòl o Polvere del Messico...), e che mi sono piaciuti moltissimo Ribelli e Camminando, aggiungo solo che la magia dei due libri citati tra parentesi- continua.


 
Il commento di Francesco 29 giugno 2007


Sempre d'accordo con Pino! Cambiando argomento, sono uno di quelli che hanno visitato il Messico (2 volte) e se ne è perdutamente innamorato - anche del Guate, amore vero e reale ;). Uno di quelli che è stanco di vivere qui, che si trascina giorno per giorno e che sogna di trasferirsi in Messico. Uno dei tanti, troppi, eh? Ok, lo ammetto: non avrò mai il coraggio di farlo. Allora, per gioco, chiedo: se uno volesse sfruttare le proprie ferie per fare un bel periodo in Messico alla ricerca di un posto ideale (per un italiano che non ha mai letto Siddartha, non conosce l'inglese, in Africa troppe malattie, troppa miseria) dove trasferirsi, quale consiglieresti? Facciamo due posti: uno sulla costa e uno all'interno. Con simpatia. Ciao e grazie


 
Il commento di Annalisa 29 giugno 2007


America per dire Stati Uniti, America per dire entrambi i continenti, sì, è un errore, un'abitudine, forse dovremmo fare più attenzione, forse, invece, si potrebbe pensare che non c'è niente di offensivo o di 'negazionista'. Non sto giustificando la superficialità, ma solo la fretta con la quale alle volte parliamo e pensiamo. Il resto, no, il resto (la 'macelleria messicana') mi preoccupa maggiormente. Perchè è un errore che dipende da un'ignoranza, ed è un'ignoranza che mi sembra più difficile da rimediare. Insegno lettere (scuola media) e sa quante volte, quest'anno, con le ore settimanali ridotte da quindici a nove, ho dovuto dire ai ragazzi: questa cosa sarebbe imprtante da sapere, da studiare, ma non ne abbiamo più il tempo?


 
Il commento di gianni 28 giugno 2007


Caro Pino, come sempre sei attento, preciso ed "informativo".Anch'io mi chiedevo da dove uscisse questa definizione cercandola anche su internet...d'altronde oramai fare citazioni (spesso e sovente sbagliate) è diventata una moda...ma in questo nostro benedetto paese le cose vanno cosi...un abbraccio


 
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