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9 dicembre 2021
In Universale Economica
Con le parole e con le immagini: il blog di Cristina Comencini
La mia esperienza in Africa 16 luglio 2007


Sia "Bianco e nero" che "Il mio Ruwanda" sono film che hanno a che fare con l’Africa, nonostante io non mi senta legata in modo particolare a quel continente. Ci sono stata la prima volta per girare il documentario, ho conosciuto là delle persone con le quali ho instaurato un bel rapporto di amicizia e grazie a quel viaggio ho avuto l’idea per il film. Niente di strano: penso che il cinema sia anche un atto di conoscenza nei confronti della storia che racconti, un modo per saperne di più. Però
non so dire se e quando ci tornerò. L’idea del bianco in Africa mi ispira un senso di diffidenza. Non so trovare una “giusta posizione”... come dico anche nel film. Da un lato c’è il turismo, che non mi interessa molto, e che non ti fa entrare veramente in contatto con chi abita l’Africa. Non sempre la gente del posto vede il bianco di buon occhio, anzi.
Dall’altra c’è il lavoro, che è forse la dimensione più giusta per instaurare un rapporto. Ma certo non è una cosa che può capitare tutti i giorni. Voi cosa ne pensate? Quali sono stati i viaggi più importanti
della vostra vita? Vi hanno lasciato delle relazioni interessanti?
 
I vostri commenti
Il commento di Simone 17 dicembre 2007


gentili Cristina, trovo solo ora questo post... tanto per dirle "l'Africa secondo me": 1) in uno sperduto villaggio mozambicano io e mia moglie ci siamo chiesti di sposarci... sono 6 anni che siamo sposati e aspettiamo imminente la terza figlia. 2) Ho avuto occasione di stroncare in una recenzione il famoso libro di Walter Veltroni... ecco come non vedo io "l'Africa". Anche se capisco che emotivamente possa far scrivere certe cose. 3) l'Africa non esiste. Nè esistono centinaia. con alcuni amici, cerchiamo di dirlo anche su un piccolo blog che trova all'indirizzo www.diaridalsud.org Grazie.


 
Il commento di silvia 7 agosto 2007


la zingara che gentilmente ti chiede:"Do you speak english?",la vecchia francese che improvvisa una danza moolto particolare in metro...insomma.. del viaggio mi ricorderò soprattutto la Gente, la convivenza(non sempre pacifica!)tra varie culture,tra diversità,a tratti sconosciuta in Italia(o forse del tutto!) .. allora mi chiedo"perchè?" Perchè non impariamo a viaggiare prima di tutto con la mente?! In fondo, il tema del "Viaggio", trattato fin dall'antichità, a che cosa serve se non per conoscere noi stessi attraverso il confroto con il Mondo.. ciao,Silvia


 
Il commento di silvia 7 agosto 2007


Ciao cristina!Ti scrivo nuovamente e con piacere dopo averti narrato in breve la mia avventura a Stoccolma! La scorsa settimana sono partita per Parigi,stavolta però con il mio ragazzo.Vi ero già stata due volte e non avevo mai notato la vastità multiculturale di questa città così romantica ed immensa.La vita quotidiana è piacevolmente "invasa" da una molteplicità di etnie,per le strade e sulla metropolitana incontri il ragazzo di colore in giacca e cravatta,due giovani innamorati che si guardano negli occhi:lei è bianca,quasi pallida,lui è nero,imponente.. loro questo nemmeno lo notano,è l'Amore che li unisce e che li rende sì,diversi..ma dal resto del mondo! Incontri il giapponese intento a fotografare qualsiasi angolo della città,


 
Il commento di Silvia Maione 1 agosto 2007


Gentile Cristina,sto leggendo sempre più cose sul tuo nuovo film e mi sto documentando anche sull'Africa...ho letto più cose circa la difficoltà di binchi ad integrarsi in questo continente tanto misterioso!Comunque mi piacerebbe molto venirti a vederti sul set,anche solo per 10 minuti..a costo di passare agosto a Roma,farei di tutto per passare 10 minuti lì!spero che sia possibile..grazie. Silvia Maione


 
Il commento di silvia 28 luglio 2007


Anche la seconda si è rivelata molto simpatica! Con loro abbiamo comunicato in inglese...a dir la verità è stata Ilaria, una delle mie due amiche a dialogare maggiormente, causa del nostro inglese ... per così dire... "maccheronico"!!Soprattutto con l'orientale si è subito instaurato un bel rapporto tanto che oltre a scambarci l e-mail abbiamo insegnato a vicenda qualche parola delle nostre rispettive lingue (la prima che abbiamo imparato è stata "Ocinci"= membro maschile...Non ci smentamo mai noi romani!).Sono passati due anni da allora e la vita ci ha indirizzato verso strade diverse ma nel cuore possiedo ancora il ricordo di un' emozione intensa ma soprattutto la conferma che..Berlusconi non è poi così conosciuto all' estero!! Silvia


 
Il commento di silvia 28 luglio 2007


Ciao cristina, ho appena finito di leggere il tuo commento sull' esperienza che hai vissuto in Africa...ogni volta rimango sempre più colpita dalla tua sensibilità! Durante la mia vita non ho avuto molte esperienze all' estero anche se l' ultima è stata un pò particolare. Esattamente due anni fa sono partita con due mie care amiche per Stoccolma, una città nordica, globalizzata, europea, nulla a che vedere dunque con l'Africa. Abbiamo dormito in un ostello per la gioventù a forma di battello e situato nell' acqua ghiacciata. Le camerate comprendevano sei persone, è stato quindi possibile relazionarsi con ragazze di altri continenti, tra cui un' americana ed una cinese. La prima era molto estroversa, rideva sempre!


 
Il commento di Giovanni Invitto 25 luglio 2007


Gentile Sig.a Comencini, Lei non si ricorderò di me (sono docente di filosofia e preside di Facoltà), ma alcuni anni fa io ho presentato a Lecce, da Palmieri, "Matrioska". Poi andammo a cena alla presenza di Anna e io Le dissi che non mi era piaciuto "Liberate i pesci", perché confondeva in maniera esasperata il Salento con "certa" Sicilia. Vi fu una lunga discussione nella quale Lei disse che il tono era grottesco, quindi il film andava letto non in maniera localistica. Poi non ci siamo più visti, anche se in questi anni ho parlato più volte di Lei con Roberto Cotroneo. Ora le scrivo per ringraziarLa per la "Bestia nel cuore": un film che vedo e rivedo sempre con ammirazione e commozione. Rimarrà in tutti noi. Giovanni Invitto


 
Il commento di Elisabetta Dozio 23 luglio 2007


Trovare la giusta posizione...é davvero un'impresa ardua o almeno io non ci sono ancora riuscita. Lavoro in Africa da 3 anni, prima in RDC, poi in Liberia e adesso in Sierra Leone. Lavoro per delle organizzazioni umanitarie e quindi in teoria per e con gli africani, ma nonostante tutto questo tempo, nonostante quello che credo di avere visto e imparato, non mi so posizionare rispetto a "loro". Un bianco in africa, per turismo, intervento umanitario o business... resta sempre "strano". E' difficile capire cosa vedono in noi, cosa vogliono di noi, cosa detestano di noi. E' troppo complesso e non ho trovato una semplificazione esauriente. Nel mio cammino ho trovato degli amici, ma l'Africa ancora non la riesco a capire.


 
Il commento di Annalisa 19 luglio 2007


Ciao,ci siamo conosciute durante lo stesso viaggio in Rwanda; abbiamo parlato di più quando ci siamo viste insieme ad altri ragazzi per fare le riprese a Roma del documentario..come dissi già in quell'occasione per me andare in Africa è stato realizzare un sogno, uno di quei sogni che si pensa saranno realizzati solo da grandi,invece per me si è realizzato prima del previsto..Un'esperienza unica ed indimenticabile!Torneri in Africa, anche subito!Non per motivi lavorativi,nemmeno per turismo, andrei in Africa perchè credo che quella sia casa mia..in quei giorni vissuti in Rwanda mi sono sentita a casa,per la prima volta non mi sentivo fuori posto!L'Africa è ancora il mio sogno!


 
Il commento di Silvia Maione 18 luglio 2007


Scusami Cristina, sono sempre io, ma ho dimenticato di scrivere che io in Africa, più che per turismo o per lavoro,mi recherei per fare volontariato: credo che in questo modo potrei instaurare un rapporto molto più umanitario e autentico con le pesone del luogo.Riuscirei a vedere un crudo volto di questo continente che tanto mi affascina.Un grande in bocca al lupo alla mia regista preferita che tanto seguo a distanza e che tanto mi insegna. Silvia Maione


 
Il commento di Silvia Maione 18 luglio 2007


Cara Cristina, il tuo nuovo film mi intriga da morire...se penso ad un film ambientato in Africa, mi viene in mente "La Mia Africa" di S.Pollack... é vero quello che dici:il bianco in Africa dà un senso di diffidenza, così come, in generale, lo "straniero" (purtroppo) crea un senso iniziale di diffidenza e credo che sia dovuto al fatto che non è facile aver una forma di "slancio" verso il prossimo che ha abitudini e forma mentis diverse dalle proprie...ma credo che siano proprio le differenze tra le persone a far sì che si instaurino rapporti interessanti tra di loro!Il mio viaggio più importante l'ho fatto a Londra dove ho conosciuto un mio cugino lontano con cui ho instaurato un rapporto stupendo, nonostante sia più grande di me.Baci


 
Il commento di Carmen 17 luglio 2007


Sono molto giovane e non ho viaggiato molto...ma credo che i viaggi, sia brevi sia lunghi, sia con destinazioni lontane sia vicine, insegnino sempre qualcosa. Cioè che la diversità nel modo in cui si vive, la cultura, le abitudini, il modo di parlare, sono tutte dimensioni da conoscere. Meglio turismo o lavoro? Credo che la giusta posizione stia nel mezzo. Per quanto ci si possa distaccare, essendo lì solo per lavoro, in fondo, quella terra la si attraversa. Per quanto ci si possa essere immersi, essendo lì da turisti, chissà che non venga in mente qualche ispirazione per un nuovo libro, o un nuovo film...quindi per lavoro... Un bacione Cristina!


 
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