Cosa c'è di nuovo Tutte le informazioni sugli scrittori Gli autori raccontano Approfondimenti, notizie e libri Appuntamenti con gli autori L'arte del web e i libri La sezione Feltrinelli Digital Le classifiche dei più cliccati e dei più venduti I Blog dei nostri autori Feltrinelli Podcast


Risultati: in rosso i libri; in nero gli autori
9 dicembre 2021
In Universale Economica
Arabi Visibili: il blog di Paola Caridi
Le figurine di Bab el Hara 15 dicembre 2007


I bambini si accalcano di fronte al negozio. Ma patatine, bibite e merendine non suscitano nessun interesse, nei bambini palestinesi della Città Vecchia, a Gerusalemme. Tutti con il proprio shekel in mano, hanno in questi giorni che precedono la Festa del sacrificio (musulmana) e il Natale (nelle varie declinazioni cristiane) un solo obiettivo. La busta con una figurina, e la possibilità di vincere la fotocopia - invero, non di ottima qualità - di una delle immagini di Bab el Hara.
Le figurine sono sbarcate nel mondo arabo, insomma. Niente a che vedere con la raffinatezza delle nostre Panini, certo. Ma non importa. Importa che nei bambini palestinesi sia scattato lo stesso meccanismo. “Ce l’ho, ce l’ho, mi manca”. Non con i calciatori, stavolta. Bensì con i miti di quest’anno. I protagonisti della telenovela d’eccezione trasmessa durante l’ultimo ramadan: Bab el Hara seconda serie. Un melodramma storico, ambientato nella vecchia Damasco. La storia di un microcosmo, di un piccolo quartiere in cui accade di tutto, dalle beghe familiari alle questioni che si risolvono sulla strada, in cui tutti conoscono tutti. Per la seconda volta, Bab el Hara, nel ramadan 2007, aveva spopolato, vincendo su produzioni importanti, come quelle girate in Egitto, da sempre il paese principe del cinema e della tv in tutto il mondo arabo.
I serial più importanti sono concentrati nel mese del ramadan, e diventano un appuntamento quotidiano – spesso immancabile – per l’intera famiglia, riunita per rompere il digiuno e mangiare assieme il pasto più importante della giornata, al tramonto. Dopo, tutti di fronte alla tv, trenta puntate in trenta giorni, a seguire i beniamini delle fiction, quelle che in arabo sono chiamate le musalsalat. E che si trovano su tutti i canali televisivi.
Tanto è diventata un fenomeno di costume Bab el Hara, fiction prodotta in Siria, che non è bastato trasmetterla durante il ramadan. È andata in replica in queste settimane. E di Bab el Hara sono stati anche i tormentoni dell’anno. La sigla d apertura, i modi di dire siriani entrati nel linguaggio quotidiano, fan schierati con l’uno o l’altro personaggio. E poi, in questi giorni, via libera alla fantasia di qualche piccolo businessman. Che si è inventato album, figurine, e tutto ciò che si può vendere (a poco prezzo) ai bambini che ancora si divertono con poco. Che vanno a casa da soli, tra i vicoli della Città Vecchia. E che ricordano, ma veramente tanto, com’eravamo noi, i figli del boom.
 
 Arabi Visibili: il blog di Paola Caridi
 Gli Arabi Invisibili in piazza!
 Viva la web-rivoluzione tunisina!
 Fuori dai sotterranei (italiani)
 UN SILENZIO TROPPO RUMOROSO
 Gennaio 2011
 Novembre 2010
 Luglio 2010
 Marzo 2010
 Dicembre 2009
 Novembre 2009
 Ottobre 2009
 Settembre 2009
 Luglio 2009
 Giugno 2009
 Maggio 2009
 Aprile 2009
 Marzo 2009
 Febbraio 2009
 Gennaio 2009
 Dicembre 2008
 Ottobre 2008
 Settembre 2008
 Agosto 2008
 Luglio 2008
 Giugno 2008
 Maggio 2008
 Marzo 2008
 Febbraio 2008
 Gennaio 2008
 Dicembre 2007
 Novembre 2007
 Ottobre 2007
 Settembre 2007
 Agosto 2007
 Luglio 2007
 Giugno 2007
 Aprile 2007
 Marzo 2007
 Febbraio 2007
 Gennaio 2007
copertina

Hamas
Compra su lafeltrinelli.it
 La scheda autore di Paola Caridi