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3 dicembre 2020
In Universale Economica
Faq (per chi va o torna a vivere da solo). Il blog di Francesco Gungui
Ikea Generation 14 aprile 2008


Sapete cos'è un Alfhild Fagel?
Vi siete mai imbattuti in un Amorf Frost?
Avete mai visto un Bjoberg?

Nell'invitarvi alla presentazione del libro, colgo l'occasione per lanciare un nuovo argomento:
L'IKEA
E' bene?
E' male?
Distrugge le identità e colonizza le culture?
Permette ai giovani squattrinati di arredarsi la casa?
E' etica? O fa finta di esserlo?
E' un simbolo?
E' come Mac Donald?

Dite la vostra!
 
I vostri commenti
Il commento di Francesco 19 maggio 2008


Ikea è un effetto, non una con-causa. L'individuo consuma secondo i bisogni ma soprattutto le possibilità. L'uomo meccanicamente segue, precario e globale in epoca precaria e globale mentre l'estetica ed i consumi si modellano sul ciclo economico non sugli individui. La mia casa Ikea parla molto di più di Mr.Ikea che di me. Tutte le case Ikea come una grande opera unica all'aringa sottosale. Individui modulati per vite vite modulate e viceversa, Mr. Ikea come Le Corbusier. Santo Subito!


 
Il commento di Franz 13 maggio 2008


Risposta per Eleonora: questo è un signor complimento! Ikea come Bauhaus. Però anche io penso che l'idea di partenza sia quella. Leggevo un po' di tempo fa che il signor Ikea si era molto ispirato ai designer italiani, ma nell'ottica di una democratizzazione del design. Quindi credo che la tua visione rispecchi la sua. E a questo punto non posso fare a meno di consigliare il libro del mio amico Nanni Delbecchi (anche se è per la concorrenza la Feltrinelli non mi vorrà male...). Si intitola "Il signor Ikea". Da leggere.


 
Il commento di Franz 28 aprile 2008


Risposta per Feliciana: io credo che l'arredamento Ikea si presti più che altro per le vite flessibili: case in affitto, lavoro senza contratto che poi magari te ne vai in un'altra città, vita sentimentale anarchica. Comunque te li portano a casa i mobili, no? Io in realtà l'ultima volta che ci sono stato me ne sono tornato a casa con un materasso a una piazza e mezza in metropolitana...


 
Il commento di eleonora 28 aprile 2008


qualche tempo fa riflettevo su un concetto ...cioè che ikea è un pò come il bauhaus. vengono prodotti in serie degli arredamenti con lo scopo di dare a tutti la possibilità del grande design in casa. perciò direi si, ikea! :D


 
Il commento di Feliciana 25 aprile 2008


Per me è semplicemente impossibile. Tra andare (non l'ho vicinissima),farmi portare a casa i mobili e farmeli montare (single e nessun amico maschio volenteroso, a meno di non pagarlo in.... natura, e non in senso di verdura e frutta), mi viene a costare uguale se non di più che acquistare i mobili qui vicino, di qualità decisamente migliore. Ho trovato delle lenzuola carine.... ma al prezzo di un grande magazzino vicino a casa. Degli amici hanno arredato un appartamento da affittare.... magari così va bene, anche se hanno mobili scadenti, chissenefrega, ci vivono gli inquilini...e l'effetto ottico è buono.


 
Il commento di Franz 25 aprile 2008


Caro Roby, mi piace proprio la tua teoria anche se non sono per un secco No ma per un "usare con cautela". E mi ha fatto pensare a un'altra teoria: quella della decrescita. Che in un mondo che consuma sempre di più e che lega al consumismo e all'aumento del capitale la causa del proprio benessere, è decisamente impopolare.E che secondo me invece merita una riflessione.


 
Il commento di Roby 25 aprile 2008


Ciao Franz! Mi getto anche io nella mischia con il mio secco NO all'Ikea. Non sono un'integralista, anche se con questa uscita potrebbe sembrare, ma credo che in questo periodo storico dove il globale ha molto vantaggio sul locale, nel limite del possibile l'impegno del singolo dovrebbe essere volto a riequilibrare questo rapporto.


 
Il commento di Franz 23 aprile 2008


Cari Utente7, Martina e Naz, a questo punto, fuori e dentro di metafora, vorrei invitarvi a recuperare un po' di informazioni, anche link o roba simile, sul funzionamento (etico o meno) dell'Ikea. L'invito è aperto a tutti.


 
Il commento di Martina 20 aprile 2008


Ma è poi vero che viene fatto tutto con legno di scarto? Quanto al business, non c'è dubbio. Sta bene a tutti, si spende poco e comunque non stai comprando armi per i bambini (anche se s', alimenti un mercato non proprio etico).


 
Il commento di utente7 20 aprile 2008


E' business: tu compri e loro fanno i soldi. Se non ti va non compri e loro non guadagnano. Visto il successo, vuol dire che va bene a tanti che se ne fregano se è bene o male...... Il problema è: se è tutto fatto di legno di scarto, con la parte buona quanti cavolo di mobili ci fanno e chi li compra?!


 
Il commento di Franz 20 aprile 2008


Sottoscrivo quello che dice Naz. Non si può negare che l'Ikea risponda a delle esigenze reali, ed è pure vero che se altre imprese decidessero di rispondere a quelle esigenze, ci sarebbe un'ulteriore competizione e una maggiore varietà. Ma è possibile sfidare l'Ikea? E se sì, come? L'argomento è vasto sì...


 
Il commento di Naz_ 20 aprile 2008


L'Ikea parte dal presupposto della semplicità e dell'economicità. Noi italiani siamo diametralmente opposti: tutto costosissimo in quanto italiano. A questo punto l'ikea fa bene al mercato, secondo me, perchè è in accordo con le esigenze REALI della nostra vita quotidiana. Poi l'obiettivo deve essere quello di far diventare l'ikea un'alternativa e non l'unica soluzione ad alcuni problemi. Scusate la brevità dell'intervento su un discorso molto lungo e complesso, spero di essermi spiegato...


 
Il commento di Mirco 20 aprile 2008


Concordo con Naz. Nel precedente commento dicevo che non ci può essere un'alternativa all'Ikea se non un colosso ancora più grande. Ed è vero che con la forza e la fama che ha il desing italiano, un'Ikea tutta italiana sarebbe più che possibile, ma, forse, sconveniente per chi non ha interessi nella democratizzazione del design.


 
Il commento di Franz 19 aprile 2008


Bravo Naz. Io non ci avevo mai pensato. Ma caso vuole che questa sia proprio la settimana del Mobile qui a Milano. E così la risposta si è come formulata da sola nella mia testa. Cioè, è possibile democratizzare le grandi firme del design italiano? O meglio, ci può essere qualche interesse nel farlo?


 
Il commento di naz_ 19 aprile 2008


Ciao. Secondo me gli imbecilli siamo noi: abbiamo la professionalità e la creatività per fondare un'"ikea" italiana e la possibilità di fare un mucchio di soldi. Sul perché non lo facciamo sarebbe interessante discutere...


 
Il commento di Nadia 19 aprile 2008


Ma allora cosa dovremmo fare? Non comprare più mobili dell'Ikea. Qual è l'alternativa? Io nel consumo etico e critico ci credo solo fino a un certo punto. Il mercato si alimenta in molti modi: conosco molte persone che non comprerebbero mai un mobile dell'Ikea a 90 euro e che però fumano un pacchetto di sigarette al giorno, e quindi in meno di un mese danno gli stessi soldi alle multinazionali del tabacco... tutto è collegato. Bisogna ricordarselo.


 
Il commento di Martina 19 aprile 2008


Concordo con Roberto: anche l'Ikea promuove più o meno indirettamente il consumo rapido. Quindi di etico io ci vedo proprio ben poco. Anche se, da questo punto di vista, quasi niente nel mercato di adesso, è etico. Quindi è tutta ipocrisia?


 
Il commento di Roberto 17 aprile 2008


Buon giorno a tutti! E complimenti a Franz per la questione sollevata. Mi inserisco così nel dibattito, suggerendo un nuovo ingrediente, ovvero il consumismo: il mobile Ikea è il mobile che non dura, è il mobile usa e getta. In questo senso, da questo punto di vista, l'ikea non può essere etica. No?


 
Il commento di Franz 17 aprile 2008


@Gaia: hai aggettivizzato la praola Ikea, ed era ora che qualcuno lo facesse. D'ora in poi di fornte a fenomeni di massa e di omologazione, indipendentemente dal valore di questi fenomeni, potremmo dire "è molto ikea, non trovi?".


 
Il commento di Franz 17 aprile 2008


@Silvia: complimenti! Involontariamente hai raggiunto una sintesi perfetta tra stili di vita e arredamento. Quelli dell'Ikea sono a tutti gli effetti mobili precari.


 
Il commento di Silvia 15 aprile 2008


Secondo me l'Ikea rappresenta in pieno la nostra generazione...alla fine compri un mobile temporaneo, precario ed economico...o forse rappresenta la nostra situazione lavorativa?! Cmq io alla presentazione ci vengo sicuramente e non vedo l'ora!!!!


 
Il commento di Martina 15 aprile 2008


Per Gaia: concordo e aggiungo, le mode, block buster e i fast food. Il risultato è sempre quello, si privilegiano in massa certi consumi e si annulla la scelta e la diversità.


 
Il commento di Gaia 15 aprile 2008


Secondo me il problema non è tanto estetico. Cioè, del fatto di trovare gli stessi mobili in tutte le case, me ne potrei anche (in parte) fregare. Oppure vale allora la pena di guardare quanti fenomeni Ikea ci sono nella nostra vita, e concentrarci anche su quelli: televisione, acquisti, opinioni.


 
Il commento di Vittorio 14 aprile 2008


Ikea Ikea...quanto ci siamo abituati ad entrare in una casa e riconoscere quei mobiloi, belli all'apparenza, ma con quell'inclinazione particolare, con quelle mensole che cadono ( se non tutto il mobile.....) ....cade il buon gusto e il senso delle cose belle e FATTE BENE....uno compra oggi...a meno è vero..ma domani sa già che dovrà ricomprare...bello se si vuole cambiare casa ogni giorno..ma poi..conviene veramente?? eppoi dov'è finita l'originalità?? io sono io ..tu sei tu..e loro sono loro...ma abbiamo tutti gli stessi mobili...quindi un po viviamo nella stessa maniera.... beh...grazie dell'interesse...


 
Il commento di Mirco 14 aprile 2008


Ma il potere dell'Ikea è proprio il suo diffondersi in maniera tentacolare. L'ikea prende stili dai diversi paesi e li fa suoi. In questo modo realizza uno stile internazionale in tutti i suoi prodotti. Non ci può essere un'alternativa all'Ikea se non un colosso ancora più grande dell'Ikea.


 
Il commento di Franz 14 aprile 2008


Brava Martina! Il tuo commento mi è proprio piaciuto. Forse se esistesse un'equivalente dell'ikea, magari, che ne so, francese, le cose sarebbero diverse. P.S. ho intenzione di non sbilanciarmi troppo all'inizio...


 
Il commento di Martina 14 aprile 2008


Per Luca: con la differenza che l'Ikea non ha concorrenza. E forse è questo a renderla ancora più global, troppo global... pensa agli hamburger, e pensa ai mobili. Quanti nomi ti vengono in mente?


 
Il commento di Luca 14 aprile 2008


Io la vedo così: come fai la spesa al supermercato e non nei piccoli e costosi alimentari, così ti compri i mobili all'Ikea e non nei piccoli e costosi show room, piuttosto che dagli antiquari o che altro. L''ikea è una gran cosa, ma dal punto di vista del mercato non ha inventato niente di nuovo. Ha creato un colosso specializzato in una certa categoria di prodotti, non diversamente da quello che hanno fatto altre catene. O no?


 
Il commento di Marco 14 aprile 2008


Omogeneizzante? Mmh... non so. Però si capisce. Io non so se appartengo all'Ikea generation, come stile di vita in generale. La mia casa però sì...


 
Il commento di Martina 14 aprile 2008


Non voglio fare la noglobal a tutti i costi, però l'Ikea è veramente un po' troppo omogeneizzante (si dice così?). Detto questo al portafogli non si comanda...


 
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