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9 dicembre 2021
In Universale Economica
Pino Cacucci: blog per viandanti
Avvelenati e multati, ovvero, cornuti e mazziati 4 maggio 2008




Bologna ha sforato di almeno il triplo il massimo di giornate concesse dall’Unione Europea riguardo i livelli di inquinamento, soprattutto da polveri sottili. Per questo, la UE comminerà multe in base al numero di giorni in cui l’aria è considerata altamente nociva per la salute dei cittadini. Risultato: i cittadini dovranno sborsare i milioni di euro della “punizione esemplare” tramite il prelievo fiscale, come dire che dopo essere stati avvelenati veniamo pure rapinati. Il classico “cornuti e mazziati”. Se le pene previste dalla UE fossero in giorni di carcere per gli amministratori, o quanto meno se le multe venissero prelevate dai loro stipendi (oddio, sto facendo del populismo-qualunquismo?) sono pronto a scommettere che chi gestisce la cosa pubblica si sarebbe preoccupato non poco di salvaguardare la nostra salute. Per esempio, convertendo a metano, ma meglio ancora a energie rinnovabili (leggi pannelli solari) il vergognoso numero di condomini e palazzi storici che in centro bruciano tonnellate di gasolio per il riscaldamento nel lungo periodo invernale e il semplice uso di acqua calda anche d’estate. Non è per un caso fortuito che gli sforamenti avvengano esattamente a partire dal giorno in cui si accendono i riscaldamenti (un solo centro commerciale brucia energia quanto una portaerei, per di più, i suddetti palazzi patrizi del centro ospitano banche, uffici pubblici e privati, esercizi commerciali). E aggiungendo a tanta scelleratezza la perniciosa pigrizia dei bolognesi (la maggioranza, e stragrande) che usano l’auto anche per andare a comprare la mortadella dietro casa, ecco come siamo messi.
Altro caso di cornuti e mazziati è quello di Rete 4: se non va sul satellite lasciando libere le frequenze assegnate a Europa 7, milioni, anzi centinaia di milioni di euro di multe per ogni giorno che Rete 4 continua a trasmettere. E così, per vedere la faccia di Emilio Fede e le sue irrestibili gag comiche spacciate per un telegiornale, paghiamo di tasca nostra pure le multe. Perché l’assurdo è che a essere multato è lo stato italiano – quindi le sue casse - non Mediaset che rastrella proventi pubblicitari con Rete 4. E ora che lo stato e Mediaset sono tornati a essere la stessa cosa, a pagare siamo sempre e solo noi, i cornuti e mazziati che non evadono le tasse.
Stesso copione per la munnezza bruciata a Napoli: quelli non riciclano, producono diossina, interrano mostruosità chimiche, e tutti gli abitanti del paese a forma di scarpa vecchia pagano le relative multe, compresi quanti stanno ormai da anni riciclando un’alta percentuale di rifiuti senza bruciare niente o quasi. A tale proposito, il prof. Montanari ci ricorda che nel pianeta ci sono metropoli come San Francisco, Seattle, Perth o Canberra che non hanno inceneritori semplicemente perché riciclano tutto. Incredibile, visto da qui.
Ecco perché a suo tempo eravamo così contrari all’Europa di Maastricht, sostenendo che c’era la fregatura per i cittadini e tutti i vantaggi per le imprese: loro fanno cazzate, e noi paghiamo i cocci rotti. Ma ricordo che un certo Romano Prodi era il più convinto assertore del trattato di Maastricht… E in un’intervista fattagli da Paolo Barnard e trasmessa da Report, diceva: “Ciò che è buono per le multinazionali, perché non dev’essere buono anche per i cittadini?”. Non si tratta di essere contro la UE (mi basta che lo siano il neo-no-global Tremonti e il neanderthaliano Bossi con tutta la sua banda di sbracati lanzichenecchi per stare dall’altra parte), ma di essere contro quegli accordi che imponevano esattamente la logica dei cornuti e mazziati, avvelenati e multati, rincoglioniti dalla tv e salassati anche se la teniamo spenta.
 
I vostri commenti
Il commento di PierCofferati 10 ottobre 2008


E ora come la mettiamo con il Sindaco ? "...scusate non mi hanno fatto partecipare alle elezioni politiche, però mi hanno dato il posto di Sindaco a Bologna...ora mi sono stancato e non gioco più..."


 
Il commento di Alberto 16 settembre 2008


Caro Pino, già in passato ti ho scritto e tu, molto gentilmente, hai risposto. Spero lo faccia di nuovo perchè sto per chiederti una cortesia. Sono interessato ad approfondire la mia conoscenza sull' argomento "arditi del popolo". Pochi sono i libri che ne parlano, tra cui il tuo "Oltretorrente". Puoi darmi qualche dritta? Ti ringrazio anticipatamente e mi scuso per la mia richiesta che nulla ha a che vedere con il post. Ciao.


 
Il commento di PierSilvio 4 settembre 2008


Scena : Bar vicino alla stazione di Cluny (Borgogna, Via verde in bici stupenda), zero italiani, arriva un Suv con bionda 60enne completamente rifatta e tamarro al seguito, entra nel bar (vero bar francese anni 60, con signora oltre 70enne ipergentile, clienti noi ciclisti) esce subito e dice al tamarro : "andiamo via, sembra un bar del nostro meridione"...che bello se ne andata!!!


 
Il commento di Andrea 3 settembre 2008


Ciao Pino!Sto leggendo "un po' x rabbia..."FANTASTICO!Letterariamente ti conosco da un po' e mi complimento!!Ti si legge sempre con voglia!HASTA LA LOCOMOTIVA!


 
Il commento di marta 16 agosto 2008


caro Pino,sono un po' emozionata nello scriverti,ma tant'è... volevo solo dirti che,giunta al termine della mia quarta rilettura di"Ribelli!",mi era venuta voglia di dirti grazie per il sentimento che anima questo libro...un sentimento che sento molto mio,quel sentimento che ti spinge a voler disvelare la verità, a tirarla fuori dai meandri dove l'hanno cacciata,il sentimento che ti spinge a mettere la tua ragione e la tua capacità critica davanti a tutto,e mettere ogni notizia al vaglio,al confronto...sarà che da studentessa ventenne di filosofia ste cose me le sento dentro ma è bello avere un riscontro,fa sentire più pieni. ah!"meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine"è anche parte di uno dei volantini della Rosa Bianca.


 
Il commento di Bianca 14 agosto 2008


Ciao Pino..mi chiamo Bianca, ho da poco scoperto i tuoi libri grazie ad un'amica ed ora sto leggendo "Un pò per amore un pò per rabbia". Vorrei poter dire tante cose su questo libro ma il tema di cui si deve parlare non è questo, lo spazio è poco, perciò.. Ho 20 anni e ormai poche speranze nel cambiamento di questo paese (a questa età credo sia una cosa grave) e condividendo tutto ciò che hai scritto in questo intervento, mi/ti/vi chiedo: nella situazione in cui versa l'Italia oggi,dove democrazia,libertà, giustizia, diritti,giovani, stanno vivendo momenti difficili, si può fare qualcosa per creare una cultura diversa da quella da cui siamo imbevuti da 15 anni? E' un'urgenza.. di questo passo, dove andremo a finire? Bianca.


 
Il commento di guido piccoli 30 giugno 2008


caro Pino, le volte che scrivo sul mio blog, lo faccio di getto, tant'è che non bado alla forma e talvolta il mio essere poco diplomatico mi fa schematizzare un po' troppo (comunque lo preferisco all'ipocrisia perbenista omologante e omologata che c'è in giro). Arrivo al punto: quel tuo "quelli nonriciclano" su Napoli,sembra riferito ad una tara dei napoletani. Invece dovrebbe essere: a Napoli i poteri locali e nazionali (ora Bassolino-Berlusconi) non fanno differenziare perchè i loro amici ci guadagnino di più (Impregilo...) con discariche e inceneritori (grazie al malefico Cip6 sulla bolletta Ene). I sovversivi (me compreso) siamo passati dall'invocare il comunismo all'invocare la raccolta differenziata! E rischiare 5 anni x questo!


 
Il commento di claudio "millepapaverirossi" 20 giugno 2008


mi riallaccio all'ultimo post, LA POLVERE DEL MESSICO è secondo me la migliore guida mai scritta sul Messico, per chi viaggia per conoscere e non per spuntare un catalogo " visto" "da vedere" ... Gracias Pino


 
Il commento di marcello 16 giugno 2008


Ciao, mi chiamo marcello da anni desidero dirti una parola; GRAZIE!!! Anch'io sono un innamorato cronico del Mexico, avendoci vissuto quando avevo 13 anni prima, ed ai tempi della 2° liceo dopo ( eravamo a Lazaro Cardenas, Michohcan ). Volevo ringraziarti per avremi fatto rivivere le emozioni provate tutte le volte che sono stato li...E' stupefacente leggere come vengono descritte, le situazioni, i suoni e colori e l'eterna apatia fatalista di questa gente che narri nei tuoi racconti; penso che qualche tuo libro dovrebbe essere allegato a qualche guida a compendio della stessa!!! quest'anno ci tornerò per la 5° volta e un pò mi sento come se ritornassi a casa dopo anni di viaggi in centro-sud america...strano davvero...Gracias Pino!!!


 
Il commento di Barbara 3 giugno 2008


Buongiorno! Ho iniziato e ormai quasi terminato Un po' per amore, un po' per rabbia. E' stato divertente leggere i tuoi commenti su Jim Thompson, gettare un'occhiata sul comodino, dove, tra l'allegra confusione che solo tanti amici di carta sanno generare, si trova anche Hell of a woman... Ridacchiando tra me e me, senza dire una parola ho mostrato i due libri ad un'amica gradita ospite in quel momento, ma non credo che abbia capito fino in fondo. E subito mi è venuto in mente lo splendido passaggio de Il nome della Rosa, dove Eco narra di "libri che parlano di altri libri". Un caro saluto Barbara


 
Il commento di claudio "millepapaverirossi" 16 maggio 2008


dici bene cornuti e mazziati non fai qualunquismo è la politica ad essere qualunquista, menefreghista, autoritaria ... adesso la nuova moda parlamentare è il CuloCamicismo, sorrisi strette di mano per cambiare l?italia per le Riforme, ma quali riforme devono fare? qui si tratta solo di rimboccarsi le maniche e scegliere tra morire di inqunamento violenza ingiustizia o decidere di vivere senza inquinamenot con giustizia e pace, mi fa rabbia la faccia sorridente di Veltroni di fronte al sorriso artificiale dell'uomo coi capelli dipinti sul cranio pelato


 
Il commento di Valter 13 maggio 2008


Pino bello. ma che fine ha fatto la tua lettura dei giornali via podcast? Mi manca. Da te ho saputo cose che altrimenti... bacioni Valter


 
 Pino Cacucci: blog per viandanti
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