Cosa c'è di nuovo Tutte le informazioni sugli scrittori Gli autori raccontano Approfondimenti, notizie e libri Appuntamenti con gli autori L'arte del web e i libri La sezione Feltrinelli Digital Le classifiche dei più cliccati e dei più venduti I Blog dei nostri autori Feltrinelli Podcast


Risultati: in rosso i libri; in nero gli autori
22 aprile 2021
In Universale Economica
C'est Super! Il blog sul bien vivre di Piersandro Pallavicini
HORRIBILE VISU 1 - La sindrome di Tonio Cartonio 7 luglio 2008


Passeggiavo sul porticciolo di Caldè, qualche giorno fa. Caldè è la perla della sponda lombarda del lago Maggiore. Sito tra Laveno e Luino, è un posticino terribilmente esclusivo con piccolo club nautico, qualche barca (benchè niente di eccessivo), qualche bella villa, vecchie case ben ristrutturate, un paio di campi da tennis, ristorantino vista lago, e questa splendida piazzetta in un micro-golfo che sembra disegnato da un architetto con borghesissimo gusto retrò piuttosto che dalla mano di Dio. Uno dei posti più belli e chic della parte varesina del lago, insomma. Passeggiavo e basta, non ho una barca. Passeggiavo, vedevo parecchi di questi signori over 40, verosimilmente benestanti, probabilmente milanesi, molto abbronzati, un poco stempiati, con le scarpe da barca, la camicia fuori dai pantaloni... E quei pantaloni...

Tonio Cartonio è stato il personaggio interpretato dal 1999 al 2004 da Danilo Bertazzi nella Melevisione, un bel programma per bambini di Rai Tre. Nel 2004 Bertazzi se n’è andato, con la coda di una sgradevole leggenda metropolitana circolata sul suo abbandono, e il suo personaggio è stato sostituito da Milo Cotogno. Nella Melevisione rimangono invece immutati altri personaggi del Fantabosco quali Principe Giglio, Principessa Odessa, Orco Rubio... Il Fantabosco è il luogo per l’appunto rupestre e fantastico dove questi personaggi conducono le proprie coloratissime, ingenue, fanciullesche esistenze.
Danilo Bertazzi è nato nel 1960, dunque ha interpretato Tonio Cartonio all’inizio dei suoi “anta”. Come imponeva il dress code del Fantabosco, indossava pantaloni dai colori squillanti: azzuro-anice, verde menta, arancio-carota...

Non era la prima volta – sono tornato a parlare di Caldè – in cui notavo quel tipo di signore over 40, o più spesso anzi over 50, e i suoi pantaloni: arancio-carota, verde-menta, azzuro-anice. Notavo anche la discrepanza tra quei colori squillanti e la signorilità che un signore, intrinsecamente, dovrebbe avere. E pensavo: ma perchè?
Perchè questi signori nei loro “anta” si mettono questi pantaloni da ragazzino? Oh, ma ce n’è a frotte, mica solo a Caldè! A Pavia, Milano, Como, Torino, Verona... Visti dappertutto. Da anni. Perchè squillare agli occhi per via delle scarpe da barca, la camicia bianca slacciata di tre bottoni, il capello semilungo con la stempiatura, e quei pantaloni arancio-carota? Verde-menta? Azzurro-anice? Perchè, quando la pelle è quella rugosa e afflosciata che vogliono l’età e l’ossessiva esposizione al sole?

Non si sembra più giovani, se si indossano pantaloni con quei colori lì. Si sembra solo, e tragicamente, uno che vuol sembrare giovanile.
Si sembra un quarantenne, un cinquantenne, un sessantenne, che si veste con dei pantaloni che risultano “simpatici” al proprio nipotino. Ecco cosa mi è venuto in mente, come un’illuminazione, sul porticciolo di Caldè: si sembra Tonio Cartonio, capite?

 
I commenti dell'autore
per Antonio Mancinelli 10 luglio 2008


La camicia a maniche lunghe, vero, verissimo! Grazie per averlo ricordato, Antonio. Sempre a maniche lunghe, per favore. Anzi, per favore: si può instaurare una "fashion fine" (ai legislatori, quelli del "question time" e del "welfare", se non glielo dici inglese livello scuola media non lo capiscono) per chi porta giacche con sotto camicie con l'horrida manichina corta?


 
per Lucamala 9 luglio 2008


Caro Luca, interessante teoria quella della concorrenza in vistosità con le mogli. Ragionevole anche l'idea dello stacco. Ma mi sono messo un po' in tinello a ricamare sulla psicologia degli emuli di Tonio Cartonio e sono giunto alla conclusione che, invece, costoro indossando il pantalone color carota pensano proprio di esser fighi


 
per Carlotta 8 luglio 2008


Cara Carlotta,
vero. In Italia, ultimamente, girano cose (atteggiamenti, stili, abiti, accessori) orribili, nel senso di pessimo gusto. E la cosa che sorprende è che siamo sempre stati considerati (o meglio CI siamo sempre considerati) i depositari del buon gusto. Sono anni e anni che la buonaeducazione degenera verso la propria sparizione. La sparizione del buon gusto ne è la conseguenza.
Sugli occhiali pacchiani a stanghettone separate (con tanto di patacca dorata della griffe di turno) hai assolutamente ragione. Brutti e di pessimo gusto.
Horribile Visu è una serie, proseguirà...


 
I vostri commenti
Il commento di Antonio Mancinelli 9 luglio 2008


I pantaloni colorati come bandiere - un vero crimine contro il buonsenso del buongussto - sono la risultante matematica tra la volontà di non invecchiare e quella di far finta di essere aperti, moderni, à la page. Che poi uno, in polo rosa, pantaloni verde prato e pullover giallo sole buttato sulle spalle gridi "ricchione" a un altro perché è vestito tutto di nero, mi sembra uno scenario non probabile. Ma certo. l'ho visto io con i miei occhi, oscurati dai Ray-Ban Wayfarer e con il mio peccaminosissimo completo di lino grigio chiaro sulla camicia - a maniche lun ghe, sempre! - azzurro cielo. O tempora, o modes!


 
Il commento di lucamala 8 luglio 2008


tutta colpa delle mogli. succede così: vanno a far shopping coi mariti, nei negozi accessoriati di sarto, e le signore - a loro volta coloratissime, rugosissime, doratissime - suggeriscono la tinta un po' osè. il marito sorride, fa qualche battuta sull'età che passa, il sarto dice "che si vendono molto". poi li mettono - ma solo d'estate, al mare, con quelle scarpe e quel colore lì in faccia. perchè lo fanno? probabilmente perchè "stacca"; grigi e incravattati tutto l'anno, vivono il colore e il taglio jeans come liberazione. senza contare un pizzico di regressione infantile e un'inconsapevole concorrenza con le vistosissime mogli.


 
Il commento di Carlotta 7 luglio 2008


Meno male che qualcuno ha notato che questi attempati signori colorati sono un po' ridicoli. Non penso che piacciano nemmeno alle giovani così addobbati e pittati! La sobrietà? l'eleganza? ma dove l'abbiamo lasciata? Noi che ci consideriamo il popolo del buon gusto siamo a volte "tamarrissimi" troppo abbronzati, troppo liftati, troppo colorati, troppo strizzati in taglie da adolescenti! E cosa ne pensi caro Piersandro degli occhiali con stanghette divise in 2 e coloratissime che vanno per la maggiore? Potrebbero essere l'Horribile Visu 2


 
 C'est Super! Il blog sul bien vivre di Piersandro Pallavicini
 Bar Trattoria Cento Torri, Pavia
 Un canzone per l'estate
 Da Portopeo, a Pavia: Mr. Stretta di Mano e Sguardo Altrove
 L'Unità, e l'interessante caso dei doveri dimenticati
 Settembre 2009
 Agosto 2009
 Maggio 2009
 Aprile 2009
 Marzo 2009
 Febbraio 2009
 Gennaio 2009
 Dicembre 2008
 Novembre 2008
 Ottobre 2008
 Settembre 2008
 Agosto 2008
 Luglio 2008
 Giugno 2008
 Super Restaurants
 entertainment
 cose
 Super Uomini
 scienza (bella, anzi: meravigliosa)
 Questo invece proprio no
copertina

Romanzo per signora
Compra su lafeltrinelli.it
 La scheda autore di Piersandro Pallavicini