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Horribile Visu 2 - Busto Arsizio anni 70, polo e buzzurrismo ante litteram 20 luglio 2008


Sono a Gallio per il Festival del Cinema. Qui, nel nostro stesso albergo, c’è in ritiro la squadra di calcio del Vicenza, che milita in Serie B. Giocatori a parte, c’è l’entourage della squadra, ci sono i curiosi e ci sono i tifosi. A osservare il loro dress code mi si impone questo Horribile Visu n.2.

La prendo da lontano. Negli anni settanta ho abitato a Busto Arsizio. Busto, allora, era una città ricca della provincia di Varese, dove fioriva una borghesia rancorosa, chiusa e attaccata ossessivamente alla lira, una borghesia fatta di industriali medio-piccoli, i cui figli popolavano il Liceo Scientifico cittadino (che io stesso frequentavo). In questo Liceo, penso caso pressochè unico in nell’Italia di quegli anni, nelle elezioni dei rappresentati degli studenti la destra stravinceva. Parlo di una destra studentesca che era vera destra-destra, insomma destraccia, cioè destra fascista nel senso più proprio e anni settanta del termine.
Ebbene, i figli di questa borghesia industriale bustocca, quelli che eleggevano i rappresentati “neri” nel mio liceo, erano destestabili e, come tutti i gruppi con una forta identità in quel periodo, fortemente connotati nel vestire e nell’atteggiarsi. Portavano capelli lunghi ma solo fino alle orecchie, usavano RayBan scuri, giravano col KTM, calzavano mocassini penny-loafer. E indossavano le polo col colletto tirato su.
Ora, forse è colpa di questo imprinting ancestrale e bustocco, ma più probabilmente no: fatto sta che l’italica tendenza datata 2007 e 2008 a portare le polo col colletto tirato sù, ben rappresentata qui a Gallio da chi gira attorno al Vicenza-Calcio, mi pare esecrabile. Che non ci sia nessuna connotazione politica dietro mi pare ovvio. Che alzare il colletto delle polo - Fred Perry profilate in primis - oggi non sia nè di destra nè di sinistra, direi che vada da sè. Tuttavia, riconosco in questo pessimo modo di usare le polo lo stesso germe: e cioè la stessa arroganza, la stessa voglia di mostrarsi aggressivi, la stessa voglia di mostrasi “fighetti e pericolosi”.
Sto facendo psicanalisi da tinello, va bene: eppure nessuno mi leverà dalla testa che chi tira sù il colletto di una Fred Perry lo fa al 10 per cento perchè pensa che così si vedano meglio i profili colorati (e già qui ci sarebbe da ridergli in faccia) e al 90 per cento perchè pensa che ciò gli doni quell’aria tagliente, misteriosa, maledetta, aggressiva, pericolosa che, nell’immagionario, regalano i baveri tirati sù. I baveri dei giubbotti o degli impermeabili in un polar francese ambientato a Marsiglia e d’inverno, forse. Non certo i collettini delle Fred Perry, delle Lacoste o delle Ralph Lauren in piena estate, magari accompagnati da un bel paio di occhialoni neri non a coprire iridi sofferenti ma piazzati inutilmente nel bel mezzo del cranio.
No signori miei, niente aria misteriosa, tagliente, maledetta e marsiglise, così: solo aria da Busto Arsizio anni 70. Cioè aria da anni e luoghi in cui attecchiva e cresceva ante-litteram quell’atteggiamento buzzurro, maleducato, arrogante e aggressivo che sembra essere il must dei maschi dai 15 ai 40 anni nella sfranta Italia dei giorni nostri.

 
I commenti dell'autore
per Gianni 31 luglio 2008


Hey Biondillibus! Anche tu dalle parti di Busto Arsizio, negli anni 70? A parte, ma quand'è che andiamo davvero a cena insieme? Anche per una pizza, neh? Che mica mangio sempre "super"! (vorrei, ma non posso)


 
I vostri commenti
Il commento di gianni biondillo 30 luglio 2008


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