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In Universale Economica
C'est Super! Il blog sul bien vivre di Piersandro Pallavicini
HORRIBILE VISU 3. Musei, arte contemporanea e Sandro Bondi: l’8 per mille alle nuove formazioni clandestine socialmente utili 12 agosto 2008


Oggi compro i giornali e leggo le reazioni e i commenti sull'uscita del ministro Bondi, quella che suona "Nell'arte di oggi non c'è bellezza. Alle mostre faccio finta di capire ma non capisco."
Inorridisco, pensando che Bondi è pure ministro della CULTURA, e che dunque dovrebbe contribuire a promuoverla, anzichè affossarla a colpi di disarmanti banalità di questo tipo. Ma inorridisco ancora di più a leggere la levata di scudi bipartisan tutta a supporto di Bondi e altrettanto banalmente anti arte-contemporanea.
Leggo tra l'altro che Gasparri dichiara: "rispetto tutti per non apparire ignorante ma o sono stupido io o sono stupidi loro" (seguono sorrisetti ironici da destra e da sinistra, ca vais sans dire).
Leggo tra l'altro che l'ex ministro Nicolais, in quota al PD, non conosce la Beecroft, non conosce Boltanski, e che Giovanni Bachelet, commissione cultura alla camera, PD pure lui, ha fatto il classico e "dunque" le sue conoscenze arrivano fino a Raffaello e poi stop.
Non sto a completare l'elenco, il livello è sempre più meno questo: mi limito a inorridire. E a arrabbiarmi (e a apprezzare almeno un poco uno dei meno antipatici tra i nostri politici, e cioè il ministro Brunetta, che dichiara "se non capisco tendo a dare la colpa a me stesso").

Quando c'è da assegnare il proprio 8 per mille sulla dichiarazione dei redditi non sò mai bene a chi darlo. Ultimamente l'ho destinato all'Università di Pavia, per cui lavoro, ma adesso vorrei assegnarlo a qualcosa di davvero socialmente utile...
Sono contro la violenza. Sono contro il terrorismo, ci mancherebbe altro. Detesto pistole, fucili, sangue, bombe, attentati. Aborro le prevaricazioni, gli assolutismi, gli estremismi. Ma mi è venuto fatto di pensare, più volte: non c'è modo di destinarlo alle BR, questo otto per mille?
Ma no, non dico le Brigate Rosse che hanno gambizzato, rapito e ucciso. Riutilizzo solo l'acronimo e intendo: Brigate Ragionevoli.
B.R., Brigate Ragionevoli, simbolo mano a cinque dita ben aperte.
Formazione clandestina la cui massima espressione di violenza è lo scappellotto, cioè quella leggera ma secca sberla dietro le orecchie che rifiliamo ai nostri figli quando se ne escono con una scemata particolarmente irritante.
Con il mio otto per mille e con quello di centinaia di migliaia di altri cittadini italiani - che, sono certo, sarebbero d'accordo con me - pagherei volentieri dei signori, magari dei pensionati, magari dei nonni di buona cultura, di grande ragionevolezza, di buona integrità morale e discreta intelligenza, che vorrei che indossassero un passamontagna e un pastrano nero e che si appostassero negli anfratti di musei, gallerie, esposizioni.
Per fare cosa? Per saltar fuori dall'ombra e rifilare un sano scappellotto a chi, davanti a un Rothko, a un Pistoletto, a un Mondrian, a un Cattelan, da di gomito alla moglie o al marito, fa la risatina e dice "ma questo lo sò fa pure io: dù colpi col rullo d'aa tempera, dù schizzi de smarto e ce siamo..."

Sì, a ogni mostra che ho visitato ho provato questo desiderio di minima ma salutare violenza, a fronte di questo genere di commenti, purtroppo ubiqui. Ciò che mi irritava non era tanto l'ignoranza in sè quanto la protervia, la sufficienza, l'indulgenza verso sè stessi e il proprio colpevole non sapere. Mi fremevano le mani, mi scattava la voglia di litigare, di mandare a quel paese. E ora, mi figuro, thanks to the poet laureate Sandro Bondi, commenti di questo tipo si moltiplicheranno.
Non posso litigare praticamente tutti i giorni. Non posso rischiare querele, denunce, diffide giornaliere. No, ci vuole proprio una nuova e socialmente utile associazione clandestina, che io mi limiterei a finanziare insieme a centinaia di migliaia di altri cittadini italiani. Arrabbiati, ma troppo miti per reagire.

 
I commenti dell'autore
per Robespierre 12 settembre 2008


Caro/a Robespierre, che bello che esistano persone con la tua pazienza. Io non ce l'ho più, quella pazienza lì. Ma ammiro incondizionatamente chi riesce a fare un bel respiro, sorride, e, come te, prova a fare qualcosa invece di arrabbiarsi e sentirsi prudere le mani come succede a me.


 
praticamente in chat con Bubu 16 agosto 2008


Caro Bubu,
la piega che sta prendendo questa quasi-chat tra me e te (strana, tra l'altro, per un sabato 16 agosto), non mi piace. Io ti ho risposto con una battuta, vedo invece che tu insisti e ci vai giù duro. Non mi piace e in più non aggiunge niente alla possibile discussione che il post poteva generare (a parte farci capire che tu non sei d'accordo con quel che ho scritto, ma per questo già era sufficiente il primo dei tuoi due commenti).
Per far uscire qualcosa di interessante da tutto questo, vorrei chiederti una cosa. Mi hai scritto che i post-umani non li conosci, e allora mi prende la curiosità di sapere cosa hai visto che tanto ti ha fatto arrabbiare, quali artisti moderni ti hanno tanto disgustato. E anche: cosa metti dentro questa "arte moderna" che tanto detesti? Cioè quando comincia, per te, quel che chiami "arte moderna"? E di Piero Manzoni, "merda d'artista" a parte, davvero non ti piace nemmeno tutto il resto? Lo dico perchè a me, invece, di fronte ai suoi monocromi bianchi fatti di cotone e lana di vetro è capitato di sentire bellezza e grazia. A proposito, Yves Klein, come lo vedi?
Ti saluto, abbandono questa specie di chat, tra poco esco per andare a cena.
Niente super-restaurants questa volta, ma una bella trattoria trentina a 1600 metri slm: alle pareti niente decor modernista, solo teste di cervo e pannelli di legno con pecore e funghi porcini. Buona serata a te.


 
Piersandro per Bubu 16 agosto 2008


Insomma, sei per il vero scontro fisico? Ma guarda che contrariamente a quello che si può credere la maggior parte di quelli che fanno arte contemporanea sono tutt'altro che tisici. Se conosci anche un po' di arte post-human saprai che a quelli piace il sangue... Vedi tu! ;o)


 
Piersandro per Valentina 15 agosto 2008


Cara Valentina
grazie per il supporto. L'idea è proprio quella: manina leggera (ma secca), e una voce serena ma autoritaria che dice: "taci e torna a studiare".
Ah, quanto ci sarebbe bisogno di più umiltà, più fatica, più studio, ultimamente...
(va bene Valentina, lo sò che se mi leggesse Arbasino aggiungerebbe un "signora mia" come commento al mio commento. Ma è il 15 agosto, e spero mi perdonerai)


 
I vostri commenti
Il commento di ROBESPIERRE 11 settembre 2008


Solo oggi leggo il commento e solamente oggi posso aggiungere qualcosa. ebbene si, anche io ho provato spesso l'irrefrenabile istinto del santo scappellotto alla pronuncia della fatidica frase: "ma quello lo può fare anche un bambino!". Cercando di frenarmi ho sempre risposto che no, ad un bambino certe idee non vengono neppure in mente, certi equilibri di forme e colori non possono averle, certe idee presuppongono una preparazione di base e così via. Adesso ho scelto un'altra strada: con un grande sorriso un pò seduttivo, spiego. Questo è così per questo motivo, questo per quest'altro, e così via. Qualcuno ascolta qualcuno no. Chi ascolta, impara e migliora, chi non ascolta peggio per lui.


 
Il commento di silvana 20 agosto 2008


Tempo fa ho incontrato un artista greco a Milano che mi ha illuminato la vita con una frase rivolta agli ignoranti dell'arte: "Non capisce? E' un problema suo, non mio" non è presunzione, se si adotta questa visione in tanti aspetti della vita ci si sente più leggeri ciao


 
Il commento di Bubu 16 agosto 2008


sicuramente altre. Concludendo, l'arte per me è una cosa seria, deve essere significante e tecnicamente ineccepibile. Ma non deve avere nessuna caratetristica "esoterica", un'arte non immediatamente comprensibile ai più non serve a nessuno, oggi come oggi. Quindi arte oggi è quella che tale appare ai molti, così com' era in passato. Non c'era nessun bisogno di spiegare alla ggente la bellezza di una scultura di Michelangelo, né era necessario andare a scuola per capirla. Le arti visive sono tali quando tutti vedono e sono esattamente ciò che tutti vedono, la scrittura e la poesia sono un altro paio di maniche. ma un gregge di pecore è un gregge di pecore, checché ne pensi l'artista e gli "iniziati" al seguito. Ciao.


 
Il commento di Bubu 16 agosto 2008


... che non sia "cronometrico". Non considero nemmeno tutto quello che sta nei musei antichi necessariamente "arte", anche in quel caso si tratta per lo più di artigianato. Di Manzoni apprezzo le provocazioni, non i manufatti. Di per se la scatoletta di merda non ha nessun senso se non collegata alla volontà dissacratoria, così come la bellezza e grazia di cui tu parli la si può ravvisare in molte cose che non consideriamo necesariamente artistiche. Considero artistica la volontà dissacratoria di Manzoni, e in questo senso il barattolo è un autentico capolavoro, come lo è il cesso di Duchamp. Ma solo perché servono a sputtanare la presunta "arte moderna", di per sé non avrebbero nessuna rilevanza 8anche se le intenzioni di Duchamp erano -s


 
Il commento di Bubu 16 agosto 2008


Caro Sandro, tu hai scherzato e io pure (nessuna volontà di durezza, a me piace essere spiritoso, ognuno è come è). Ti dico in generale come la penso. L'arte moderna ha una buona qualità "artigiana" ma nessuna significanza artistica. Yves Klein lo vedo come uno di questi artigiani, artisticamente non ha nulla da dire se non qualche banalità post-decadente fuori tempo massimo. Cioè, per me si può paragonare l'arte moderna alla sartoria, se un abito Valentino è arte allora anche Klein lo è. per me non lo è, questo è chiaro. Sono ottimi quadri d'arredamento, per chi può, ma l'arte non c'entra, è artigianato. L'arte moderna per me non è mai cominciata, per rispondere all'altra tua domanda, perché è un concetto privo di significato -segue


 
Il commento di Bubu 16 agosto 2008


Caro Sandro, conosci la trit-art? Consiste nel mettere un artista post-human vivo nel tritacarne, l'opera d'arte è quella che esce dalla griglia. Bene, la trit-art è l'unica arte moderna che approvo. ;o -Quanto al fisico negli scontri fisici si vede che non te ne intendi, il fisico con il tisico ci rimette sempre. Più so' grossi e più è facile, basta uno sganassone secco alla punta del mento a far cascare chiunque. Il problema è che quelli più grossi ci vuole più tempo a svegliarli, dopo. L'arte moderna: il discorso della "merda d'artista". è l'unica realtà vera dell'arte moderna, il resto è aria fritta. (sui post-human scherzavo, ovvio. Non so che bestie siano, ma falli campare uguale, ce li vogliamo far mancare?)


 
Il commento di Bubu 16 agosto 2008


Anch'io provo un sano desiderio di violenza davanti all'arte moderna, sfascerei tutte quelle buffonate ignorantissime esposte in spazi pubblici che sarebbe meglio farci la raccolta di monnezza vera piuttosto che di arte moderna che è monnezza finta. Poi menerei agli autori e a chi gli ammira. Ah, come mi piacerebbe! gli farei gli occhi neri che glieli accopperei per un mese di fila. Magara passasse la legge che ai musei d'arte moderna si può menare, io ci sto! quando cominciamo?


 
Il commento di Bubu 16 agosto 2008


Ho letto l'atomico e mi ha divertito, ben scritto. Però sull'arte non ci siamo, ha ragione Bondi (sembra na cosa esagerata, ma è così). nell'arte moderna non c'è un casso da capire, e chi non lo capisce non capisce un casso. Hai presente Totò quando sputa in nell'occhio di "picasso"? uguale la penso, l'arte moderna è una buffonata.


 
Il commento di Valentina 14 agosto 2008


Evviva! Finalmente un'idea come si deve!!! sarebbe proprio fantastico! Eliminiamoli tutti: con un bello scapellotto! ...tipo manina invisibile con vocetta correlata: e allora? la finiamo di fare gli asini?... Approvo! il mio 8 per mille è nelle loro mani! Valentina


 
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