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A Venezia, elogio de LA ZUCCA 1 settembre 2008


Osteria La Zucca, Venezia (chiuso la domenica) – 7.5/10 – www.lazucca.it - 041 52 41 570

Venticinque anni fa o giù di lì regalai a mia madre un minuscolo volumetto – forse in 64° o forse in 128°, in ogni caso più o meno 7x5cm – firmato da Gina Lagorio e pubblicato da quel dandy dell’editoria che era Vanni Scheiwiller. Si intitolava Elogio della Zucca. Mi è tornato in mente ora che vorrei parlare del ristorante La Zucca, a Venezia.

Diamo a Cesare quel che è di Cesare, anzi, di Tiziano: al La Zucca ci sono stato mesi fa, grazie al prezioso suggerimento di un veneziano d.o.c., e cioè Tiziano Scarpa. Grazie Tiziano. È un posticino meraviglioso. Ma và detto: niente super-ristorazione, qui. Non c’è lusso sfrenato, non c’è particolare ricerca nel campo food design, non ci sono piatti funambolici che vi mozzano il fiato per la sorpresa. E la mise en place è discreta e simpatica, il personale è gentile e alla mano, il bagno semplicemente funzionale e i clienti sono clienti e basta (non, cioè, cristalleria umana da riverire, coccolare, adulare).
Ma è lo stesso un gran bel posto: caldo, minuscolo – 35 coperti – raccolto, intelligente. Eh sì, proprio come il libretto di Gina Lagorio, mica sta nel titolo di questo post solo per fare un semi-colto gioco di parole. Al La Zucca si fa una cucina moderatamante di invenzione e di ricerca, soprattutto vegetariana (ma non solo). L’arredo gioca molto sul legno riuscendo a dare una bella sensazione di intimità e accoglienza, a metà tra quella del ristorante trendy e quella dell’osteria di una volta. Una delle pareti è uno scaffale-cantina, dove si può scegliere una buona bottiglia a prezzi sensati. Ai fornelli trovate due giovani, brave e intelligenti chef in rosa, Paola Salazar e Rossana Gasparini.
Ricordo con entusiasmo:
il Flan di Zucca con Ricotta Stagionata, sapido e intenso, complesso sul palato, con un bel gioco di contrasti sia nelle consistenze che nel gusto di zucca e ricotta;
le Lasagne al Forno con Radicchio, apparentemente semplici ma tutt’altro che banali all’assaggio, tutt’altro che scontate sul palato;
una Macedonia Arance e Fichi Secchi con Cannella, semplicissima ma centratissima, fresca all’assaggio, calda e lunga nelle sensazioni.
Ci si arriva in vaporetto am chiedo scusa, ci sono stato troppi mesi fa e non ricordo la fermata. E’ tra Calle Larga e Calle del Megio, non sarà difficile rintracciarlo. Poi, lo sò che ci sono migliaia di pagine di letteratura sul camminare per Venezia, ma lasciatemi dire lo stesso della bellezza di girare per una calle, salire un ponticello, ruotare per la centesima volta una mappa in cui non ci capite più un cavolo, svoltare un angolo preso a caso o per disperazione e trovarvi finalmente La Zucca lì davanti, magari di sera e già con il buio, le luci del ristorante che vi scaldano il cuore e quel certo profumino di zucca al tegame che vi prende per il collo e vi tira dentro.
Sì, merita una passeggiata, merita una gita in vaporetto, merita (di questi giorni) perdersi un film della Mostra per mangiare anzichè un paninetto qualcosa che vi riempia di piacere e di gioia.

L’Elogio della Zucca di Gina Lagorio, nella minuscola edizione Scheiwiller, lo vedo offerto, oggi, dopo 25 anni dalla pubblicazione, a 90 euro in un catalogo di rarità per bibliofili. Qui il parallelo con il ristorante La Zucca per fortuna cade, perchè ci mangiate benissimo spendendo intorno ai 35 euro. Cosa che a Venezia è un piccolo miracolo. Miracolo a Venezia (anche non in 128° o in 64°) l’ha mica già pubblicato qualcuno?
 
I commenti dell'autore
per er superman 5 settembre 2008


La cucina romana mi piace quanto ascoltare un'intervista a Francesco Totti


 
I vostri commenti
Il commento di Roberta 8 settembre 2008


Caro P. sono stata alla zucca con il mio splendido marito, anzi più che marito il mio favoloso amante. la macedonia all'arancia, mandorle e uva passa è stata un godimento pazzesco. Da raccomandare prima e dopo il sesso!!


 
Il commento di superman 4 settembre 2008


Sono un superman e qui che è tutto super mi sento a mio agio. Ma io preferisco la cucina romana: caro Piersandro, conosci Checchino e il suo menù storico? Se non lo conosci, mi dispiace ma sei un uomo comune.


 
Il commento di Rino 3 settembre 2008


Esimio Pallavicini, ci sono stato, confermo che è un bel posto, che si mangia bene e che si paga un conto ragionevole. La fermata del vaporetto più vicina è San Stae, linea 1


 
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