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9 dicembre 2021
In Universale Economica
Pino Cacucci: blog per viandanti
E se domani... 30 settembre 2008


E se domani…
E sottolineo se…
E se domani andando al bancomat sotto casa lo trovaste spento?
E se domani… subito dopo, inquietati dal bancomat spento, andaste alla filiale della banca dove versate da anni i vostri risparmi, e doveste trovarla con le saracinesche abbassate?
E se domani…
Scopriste in una sola mattina che i soldi guadagnati e risparmiati e consegnati alla banca erano soltanto numeri in un computer, e una volta lasciati spenti i computer, quei soldi sono svaniti nel nulla?
Catastrofismo? Sì, infatti. Ma sta accadendo già nel paese con la più alta percentuale di oscenamente ricchi al mondo, solo che lì, negli Stati Uniti d’America (ma anche in Gran Bretagna, Francia, Belgio, e vediamo il prossimo), il governo pompa un fiume di dollari dalle tasche dei contribuenti, quelli che una volta si chiamavano cittadini - cioè gli esseri umani che lavorano e pagano le tasse, non i broker o i banchieri - e convoglia la massa di denaro reale, quello che deriva dal lavoro e non dalle “transazioni”, nei computer di cui sopra, scongiurando – o soltanto rimandando – la catastrofe delle banche chiuse e dei bancomat spenti.
Prima, tutto questo era successo nel paese che per mezzo secolo ha costituito l’economia più solida dell’America Latina, ed è il paese al mondo che più somiglia all’Italia, anche perché il sessanta per cento dei suoi abitanti è di origine italiana: l’Argentina. Un paese dall’economia solida perché produceva le due cose più concrete per l’umanità: grano e carne. Roba che si mangia. I più vasti campi di frumento e il maggior numero di capi di bestiame al mondo. Poi, ha preso a seguire alla lettera le “ricette” del Fondo Monetario Internazionale, che imponeva privatizzazioni selvagge, svendita del patrimonio nazionale creato da generazioni di lavoratori, la deregulation del “libero” mercato, finché un giorno gli argentini si sono svegliati con i bancomat spenti e le banche chiuse. I loro soldi erano numeri dentro computer, e non c’era più nessuno ad accendere quei computer.
Gli argentini hanno invaso le strade, distrutto le filiali e i bancomat, urlando “que se vayan todos”, che se ne vadano tutti, i politici marci (tutti) e i consiglieri del FMI e della Banca Mondiale e così via. Hanno pagato un caro prezzo, non solo in termini di soldi persi, ma di morti ammazzati: la polizia ha sparato su di loro difendendo i bancomat spenti e le banche fallite, ha sparato su quelli che pagavano i loro stipendi per difendere i feticci di un potere che si era sgretolato. Intanto, le fabbriche abbandonate dagli eredi dei fondatori sono state mandate avanti dagli operai e dagli impiegati e si è scoperto – miracolo! – che producevano di più e meglio rispetto a quando gli eredi dei fondatori le usavano solo come fonte di denaro da investire e con cui speculare, anzi scommettere, in borsa. Oggi l’Argentina va molto meglio dell’Italia, anche se gli “eredi” sono sempre lì, a ostacolare l’umano progredire e a boicottare qualsiasi forma di progresso (ultimo esempio: i latifondisti che preferiscono bruciare i raccolti di soia transgenica piuttosto che pagare una tassa che servirebbe a migliorare sanità e scuola pubblica). Se l’umanità non è ancora riuscita a liberarsi dalle zanzare e dalle zecche, come mai potrebbe essere così progredita da liberarsi di parassiti ben più perniciosi?
L’uomo più ricco del mondo non è più Bill Gates, ma un messicano: si chiama Carlos Slim. Sono fermamente convinto che qualsiasi ricchezza oscena sia un crimine, perché non si può diventare oscenamente ricchi senza aver rovinato l’esistenza a milioni di persone, però… Carlos Slim è indubbiamente diverso dagli altri ultraricchi. E non lo dico certo perché ho un debole verso la sua nazionalità (anche se, sarà un caso, ma è messicano…). Slim possiede aziende che producono tante cose diverse e tutte materiali, concrete (e la telefonia, certo, che comunque è fatta di cavi e centraline e tante persone che ci lavorano, non di numeri luminosi sui computer), non ha fatto fortuna speculando in borsa, e dedica una parte sostanziosa dei suoi enormi proventi a sviluppare la microeconomia, finanzia progetti per i meno abbienti, acquista opere d’arte ma non se le tiene nelle ville bensì apre musei perché tutti possano ammirarle (e gratuitamente!). Insomma, è abissalmente lontano dai comportamenti dei tanti pescecani del nord e pure nostrani, e se a suo tempo, quando voleva comprare la Telecom Italia, lo avessero lasciato fare (la At&T era soltanto socio di minoranza nell’affare), per quel che mi riguarda mi fiderei più di lui che di Tronchetti Provera. Un po’ come dire che sarebbe stato meglio fidarsi di Air France anziché di Colaninno & la sua banda. Nei giorni scorsi, Carlos Slim ha tenuto una conferenza stampa – cosa rara, perché rarissimamente compare in pubblico – affermando che il suo paese può limitare i danni della crisi ingenerata dai corsari statunitensi solo puntando sui posti di lavoro, cioè contrastando la scellerata prassi dei licenziamenti per “far cassa”, ha esortato a metterre al primo posto in agenda la disoccupazione tralasciando di preoccuparsi di inflazione e prodotto interno lordo, e di imporre regole che eliminino ogni spazio di manovra ai cosiddetti “capitali volatili”. Insomma, ha parlato di manodopera, di esseri umani, anziché di vacue formulette da finanziere, di quelle che continuiamo a leggere sui nostri giornali, elargite da sedicenti esperti in demenzialità borsistica.
Vi hanno rintronati con una miriade di termini intraducibili, stock options, bond, future, trend, asset under management, e presi per i fondelli con i più comprensibili quanto perversi “fondi di investimento”, anche se a quanto pare nessuno li ha compresi nella loro essenza: persino i razziatori delle liquidazioni dei metalmeccanici scommettevano quei soldi sulla roulette della Lehman Brothers, e vi ricordate quanta propaganda hanno fatto, al momento di togliere i soldi all’Inps e alle aziende per darli ai disinvolti investitori “di sinistra”?
Nel ’77 Berlinguer ci derideva definendoci “untorelli”, nel ’94 ci hanno chiamati “zapaturisti”, nel 2001 a Genova ci hanno massacrati con tutto l’odio riservato ai vituperati “no global”, ed è sempre la stessa storia che si ripete: noi avevamo ragione, loro avevano torto, eppure… i topi vanno sempre dietro ai pifferai.
Proprio nel ’94, all’indomani dell’insurrezione degli indios maya del Chiapas, che ci parlavano di cose come “neoliberismo selvaggio” o “globalizzazione”, termini che allora nessun sindacalista nostrano sapeva neppure come cercare sul vocabolario – e infatti sui vocabolari non c’erano – e che ci mettevono in guardia su ciò che sarebbe successo, e che ora abbiamo davanti, ricordo che lessi alla radio la dichiarazione di un autorevole economista, voce solitaria e inascoltata, che diceva: “La dottrina del libero mercato si basa soltanto sul fatto che tutti dicono che va tutto ottimamente, perché se qualcuno si dovesse voltare indietro e vedere che tutto ciò è una bolla speculativa in crescendo, quella bolla scoppierebbe e l’intero sistema crollerebbe”.
Era il 1994.
Ora la bolla è scoppiata.
Possibile che fossimo in così pochi a sapere come sarebbe andata a finire?
Comunque, ora è troppo tardi: tenete d’occhio il bancomat sotto casa, e verificate ogni mattina che riaccendano i computer della banca dove avete i vostri volatili, fragili numerini luminosi. Se volete rasserenarvi, togliete tutto, poco o molto che sia, e piantatela di “investire”, ridando a questo termine il suo giusto significato: “travolgere qualcuno sotto un veicolo”. Con quei risparmi godetevi quel che vi resta da vivere: e sarebbe davvero una rivoluzione negli usi e costumi, davvero, una rivoluzione dirompente, perché nelle sale borsa resterebbero con un pugno di mosche in mano. E l’economia di chi produce cose reali, corroborata dalle vostre spese gaudenti, riprenderebbe a marciare. Facile a dirsi, lo so… Ma quando dicevamo che saremmo arrivati a questo scatafascio, in quanti ci hanno ascoltato?
E comunque, più i baroni della finanza ci dicono di stare tranquilli, più è lecito preoccuparsi. Perché loro nel frattempo hanno convertito i lauti guadagni da speculazione in ville, terreni, vigneti, aerei privati, elicotteri, yacht, eccetera eccetera, mentre i cocci rotti li paghiamo sempre noi, sempre gli stessi, quelli che avevano ragione… ma a che serve ormai avere ragione?

 
I vostri commenti
Il commento di coda di lupo 20 gennaio 2009


ciao pinooo ti ringrazio ancora infinitamente per la tua mail...io ti ho risposto all'indirizzo da cui ho ricevuto la tua mail...dovevo risponderti qui? intanto mi organizzo per la fuga!!grazie ancora per la tua disponibilità!!


 
Il commento di antonio marcolin 3 gennaio 2009


Mazunte (Oax.- mex.) 1.1.09 Poesia. Miracolo a Nordest Tichiedono di lavorare per mesi e mesi in nero ti chiedono di lavorare sempre piu' veloce ti chiedono di lavorare con orari impossibili ti danno lavori sempre piu' faticosi, tipagano di meno e quando voglionti fanno lavorare senza nessuna sicurezza contro infortuni malattie, maltempo. Ti fanno lavorare senza garanzie di una protezione per l'anzianita' e in piu' ti umiliano quando dicono; se non accetti possiamo chiamare extracomunitari o clandestini, lavorano anche per meno. Ancora non contenti, ti chiedono di votare per loro o per i loro protettori politici e propongono questo modello come unico e lo chiamano: il miracolo del nordest, e poi si meravigliano perche' non sono d'accordo e perche' mi ribello a questo miracolo di modello. Toni Marcolin. Aggiungo due parole in fretta: a spese mie ho stampato 4 raccolte di poesie con alcune prose dentro. i titoli: Ulisse naviga tra noi, Domande di viaggio, Sentieri, Amore di Montagna.. Scrivo articoli sul T.M per il giornalino del paese, Valrovina,una frazione di Bassano del grappa, con poesie nuove che non potro' mai stampare in nuove raccolte.. Lavoravo in alpeggio d'estate e d'inverno via..India Nepal, Africa America Latina..un po'per conto mio un po' di volontariato selvaggio ..e personale . No ong Le mie raccolte sono come dei diari di viaggio, la vita e' un viaggio...purtroppo ne ho stampate poche copie secondo le mie possibilita'...Tanti dicono che sono belle , anche per le scuole...parlano di natura e buoni sentimenti e passioni... Solo che non so a chi rivolgermi per vedere se utilizzarle in qualche collanna...insomma farle uscire dalla ristretta cerchia del paese..non per superbia o per soldi..ma perche' sono una memoria, una testimonianza... Questa qui sopra non e' una poesia vera e propria e' piu' un'incazzatura...(quelle nelle raccolte sono piu' belle..)sempre meno trovo lavoro..dicono che sono vecchio...a 59 anni e sono gagliardo... Ho provato a farla vedere nel Giornale di Vicenza e Gazzettino nelle "Lettere al Direttore"..Bassano , a Bassano e' difficile per me...per come sono..i motivi li puoi immaginare...non siamo a Bologna.. Mi saprai dire q.cosa oppure no...in ogni caso BUON ANNO e.. hasta la vitoria cabron Toni Marcolin


 
Il commento di antonio marcolin 3 gennaio 2009


Mazunte (Oax.- mex.) 1.1.09 Poesia. Miracolo a Nordest Tichiedono di lavorare per mesi e mesi in nero ti chiedono di lavorare sempre piu' veloce ti chiedono di lavorare con orari impossibili ti danno lavori sempre piu' faticosi, tipagano di meno e quando voglionti fanno lavorare senza nessuna sicurezza contro infortuni malattie, maltempo. Ti fanno lavorare senza garanzie di una protezione per l'anzianita' e in piu' ti umiliano quando dicono; se non accetti possiamo chiamare extracomunitari o clandestini, lavorano anche per meno. Ancora non contenti, ti chiedono di votare per loro o per i loro protettori politici e propongono questo modello come unico e lo chiamano: il miracolo del nordest, e poi si meravigliano perche' non sono d'accordo e perche' mi ribello a questo miracolo di modello. Toni Marcolin. Aggiungo due parole in fretta: a spese mie ho stampato 4 raccolte di poesie con alcune prose dentro. i titoli: Ulisse naviga tra noi, Domande di viaggio, Sentieri, Amore di Montagna.. Scrivo articoli sul T.M per il giornalino del paese, Valrovina,una frazione di Bassano del grappa, con poesie nuove che non potro' mai stampare in nuove raccolte.. Lavoravo in alpeggio d'estate e d'inverno via..India Nepal, Africa America Latina..un po'per conto mio un po' di volontariato selvaggio ..e personale . No ong Le mie raccolte sono come dei diari di viaggio, la vita e' un viaggio...purtroppo ne ho stampate poche copie secondo le mie possibilita'...Tanti dicono che sono belle , anche per le scuole...parlano di natura e buoni sentimenti e passioni... Solo che non so a chi rivolgermi per vedere se utilizzarle in qualche collanna...insomma farle uscire dalla ristretta cerchia del paese..non per superbia o per soldi..ma perche' sono una memoria, una testimonianza... Questa qui sopra non e' una poesia vera e propria e' piu' un'incazzatura...(quelle nelle raccolte sono piu' belle..)sempre meno trovo lavoro..dicono che sono vecchio...a 59 anni e sono gagliardo... Ho provato a farla vedere nel Giornale di Vicenza e Gazzettino nelle "Lettere al Direttore"..Bassano , a Bassano e' difficile per me...per come sono..i motivi li puoi immaginare...non siamo a Bologna.. Mi saprai dire q.cosa oppure no...in ogni caso BUON ANNO e.. hasta la vitoria cabron Toni Marcolin


 
Il commento di coda di lupo 22 dicembre 2008


ma pinooo??? dov'è finito???? sto aspettando di leggere qualcosa di nuovo!!! e intanto..."un cordiale fanculo anche a questo Natale"!!!!


 
Il commento di coda di lupo 17 novembre 2008


gesti come questi, che potrebbero cambiare molto le cose, non sono più importanti,adesso si nascondono tutti (i fantomatici "loro") dietro il "politically correct" ,mentre vogliono solo restare tranquilli senza doversi schierare mai poi d'altronde anche quando lo fanno non è che questo impedisca il repentino salto sul carro dei vincitori...che pena!comunque mai vista tanta buona volontà nel non pensare minimamente con la propria testa quasi contenti di dover restare solo "appecoronati" al salvifico "protocollo"..quanto a me.."non se ne abbia la gente per bene se non mi adatto a portar catene..."


 
Il commento di PierSUVio 17 novembre 2008


Cara Coda di Lupo, vedi il mio post precedente su Pertini...Marcello Guida era particolarmente cattivo...noi abbiamo l'onore di vivere in una casa in cui il precedente inquilino - ora scomparso - era stato in villeggiatura a Ventotene in compagnia di Pertini (erano grandi amici) e del caro Guida...


 
Il commento di PierSUVio 17 novembre 2008


Da Wikipedia su Pertini : Per dare un esempio del suo attaccamento ai valori della Resistenza e dell'antifascismo, va ricordato un episodio avvenuto poco dopo la strage di Piazza Fontana, quando Pertini, Presidente della Camera dei Deputati, si recò a Milano in visita ufficiale e, incontrando l'allora questore Marcello Guida, si rifiutò pubblicamente di stringergli la mano, ricordando l'attività di Guida come direttore del confino di Ventotene nel ventennio fascista[4]. Un gesto che ruppe il rigido protocollo a cui doveva formalmente attenersi un esponente delle istituzioni, e che ebbe una forte importanza simbolica."


 
Il commento di coda di lupo 14 novembre 2008


PINOOOO!!!! ADOTTAMII!!!!!!!!


 
Il commento di coda di lupo 14 novembre 2008


per il processo alla scuola diaz hanno condannato solo 13 stupidi esecutori materiali...le "menti"son oancora saldamente al loro posto..anzi! uno di loro ora è capo dell' AISI (ex SISMI)..mi viene in mente che qualcuno disse.."..e anche se avete chiuso le vostre porte sul nostro muso,la notte che le pantere ci mordevano il sedere LASCIANDOCI IN BUONA FEDE MASSACRARE SUI MARCIAPIEDI,anche se ora ve ne fregate voi quella notte voi c'eravate....SIETE PER SEMPRE TUTTI COINVOLTI!!"nn si può restare indifferenti!! per coerenza,per onestà per buon senso..almeno questo è il modo in cui sono cresciuta..magari arrabbiata,forse eageratamente coinvolta...ma mai zitta e a capo chino!


 
Il commento di PierSUVio 13 novembre 2008


Cara Coda di Lupo...non prendertela!!! e non pensare che nelle altre regioni la cosa sia diversa...anche la nostra "rossa" emilia romagna...cerca il testo "Odio gli indifferenti" di Gramsci...


 
Il commento di coda di lupo 9 novembre 2008


personalmente mi spaventa la gente che dimentica.Vedo la storia ripetersi e vedo che tanti,troppi lasciano che sia.i fascisti tornano in piazza a istigare platealmente chi protesta,cercano di entrare in un movimento che non gli appartiene sostenuti e spalleggiati da chi siede sugli "scranni" del potere..io ai tempi di "valle giulia" non c'ero ma so cosa è successo in quel periodo e non si può imenticare...è pericoloso che l'antifascismo non sia più un valore da tramandare. "finchè ci sarà un fascista sulla faccia della terra ci sarà un buon motivo per essere antifascisti"scusa lo sfogo Pino!!..ma a roma sembra che l'aria non sia mai cambiata....


 
Il commento di PierObama 8 novembre 2008


Ci scusi, dott. Cacucci...nelle foto Lei sembra scuro di pelle...Si riferiva forse a Lei il ns. magnifico, unico, super Presidente quando ha detto " Giovane, carino e abbronzato" ?...viva l'Itaglia


 
Il commento di coda di lupo 29 ottobre 2008


saremo ancora delle cassandre inascoltate quando ci daranno ragione...anche della catastrofe del sistema scolastico e della ricerca...oggi è stato approvato il decreto gelmini e dietro questa geniale manovra non poteva che esserci il mago dell'economia tremonti...così come fu per la moratti anche dietro la genlmini c'è questo stratega della cazzata questo decreto farà della scuola un'impresa che come tale dovrà produrre degli utili e allora che succederà?..perchè se il re è nudo davanti agli occhi di tutti...tutti continuano a girarsi dall'altra parte?


 
Il commento di valerio 29 ottobre 2008


di San Isidro? Mi mancano molto quel tipo di libri. Per finire solo una cosa: tra pochi giorni me ne parto per il Nicaragua, un paese a cui credo tu sia legato, almeno da quello che scrivi sul tuo ultimo libro-raccolta di pezzi della tua vita, vado a verificare come segue il progetto per aiutare i niños di Granada che ho messo in piedi anni fa, e da lì scriverò molto, quindi, visto che questo è un blog per viandanti, per chiunque fosse interessato rimando a: http://www.viaggiareliberi.it/Nicaragua_progettoValerio.htm e a partire dal prossimo 9 di novembre potrete seguire le mie vicissitudini, dai Pino, fammi un po’ di pubblicità, e magari se sei da quelle parti vieni a trovarmi. A presto valerio


 
Il commento di valerio 29 ottobre 2008


ma forse qualcosa di peggio. Se si desse credito alla buona fede su una cosa del genere potremmo spingerci anche oltre, e dare persino ragione a quei signori che voglio farci credere che per la repubblica di Salò lottarono persone in buona fede. Loro dicono che la causa era sbagliata ma che quelle persone credevano in un ideale di patria. Cazzate! La verità è una sola: che anche il peggiore dei partigiani (che magari ha anche rubato e ammazzato) stava dalla parte giusta, mentre il migliore di chi stava dall’altra parte appoggiava una dittatura sorretta dagli assassini, dall’olio di ricino, dalle torture, e la differenza non è cosa di poco conto. Detto questo caro Pino ti faccio un appello: quand’è che ci scrivi un altro libro sul genere


 
Il commento di valerio 29 ottobre 2008


Intervengo un po’ in ritardo sulla polemica del sondaggista, colpito dalla virulenza delle argomentazioni. Secondo me è sempre sbagliato giudicare chi non si conosce e a volte lo è anche farlo con chi si conosce. Poi l’essere figlio di operai o di contadini non da la patente di essere un hombre vertical, anche se è indubbiamente vero che si fa più fatica di tanti altri a conquistarsi un buon lavoro ecc., e infine non sono neppure d’accordo sul fatto che andarsene da un paese “di merda” sia l’unica scelta coraggiosa che si possa fare, forse è più difficile rimanere e lottare. Per contro sono assolutamente d’accordo che non si può fare un lavoro che danneggia il prossimo in buona fede, se fai un lavoro del genere sei come minimo un cinico


 
Il commento di cosimo 27 ottobre 2008


qualcuno ha detto "questo è il miglior mondo possibile,forse non il più giusto,ma il migliore che potessimo avere" io mi rifiuto di crederci e dico: c'è qualcosa di meglio..c'è qualcosa di meglio che non costringa banche,aziende,imprese a fallire e a sbattere sul lastrico migliaia di famiglie solo perchè si persegua il profitto e tutte quei mirabolanti obiettivi che riassumiamo nella parola capitalismo..


 
Il commento di michela 24 ottobre 2008


....ieri le poste mi hanno rimandati indietro un pagamento perchè nel conto mancavano E 1,62... mio marito ed io non avevamo calcolato una piccola tassa...insomma risulto insolvente. quanto mi manca loc. sandino nella riserva miraflor e quella bimba che mi diceva :aiutame a parar el cerdo


 
Il commento di coda di lupo 23 ottobre 2008


......crìa cuervos y te picaràn los ojos....vero?...a proposito "un po' per amore, un po' per rabbia".....ci voleva!


 
Il commento di claudio "millepapaverirossi" 15 ottobre 2008


... segue il vero problema è per politici-affaristi-economisti, la ripresa dei mercati, il sogno di un guadagno facile, senza troppi sforzi, senza produzione, senza lavoro, sognano di continuare a spostare milioni di dollari/euro con un semplice click di mouse guadagnando somme che non riuscirebbero a spendere in sette vite. Il mio sogno invece è quello di una DECRESCITA FELICE che garantisca a tutti una vita degna di essere chiamata tale


 
Il commento di claudio "millepapaverirossi" 15 ottobre 2008


mentre economisti, politici, analisti, banchieri ecc discutono della crisi la Caritas pubblica il suo annuale rapporto sulla povertà http://s2ew.caritasitaliana.it/materiali/Pubblicazioni/libri_2008/rapp_poverta2008/scheda_sintesi.pdf l'Italia ne esce a pezzi, in questo paese contano più le vendite dei SUV che il benessere della popolazione, sempre più famiglie devono ricorrere a piatto di minestra offerta dalla Caritas. Il problema è che di tutto questo non importa niente a nessuno, famiglie che non riescono a pagare il mutuo, affitti, alle stelle, il lavoro è sempre meno sicuro, sia in termini di sicurezza fisica che sociale, i nuovi lavoratori sono veri e propri schiavi, persone usa e getta.


 
Il commento di PierANGELAcarfagna 9 ottobre 2008


Ci scusi signor Cacucci, ma Lei ci sembra un pò instabile


 
Il commento di charaspace 7 ottobre 2008


E se domani ricominciassimo a (ri)pensare ai nostri reali bisogni? allora forse un crack stile "argentina" sarebbe un male che non verrebbe totalmente per nuocere...e chissà che finalmente anche nel nostro disgraziato paese se vayan todos! que viva la revolucion (y los delicados!)


 
Il commento di PierSUVio 2 ottobre 2008


che dire ?...purtroppo non è finisce solo ora...tutto dicono che dobbiamo ridimensionare il nostro stile di vita...mi ricorda una vignetta di 25 anni fa o più sulla borsa con Giovanni Agnelli che diceva "Un giorno vinco, un altro giorno perdono"...


 
Il commento di claudio "millepapaverirossi" 1 ottobre 2008


... sta crollando la società del nulla, della finanza sarebbe ora che la gente se ne rendesse conto, sarebbe ora che il capitalismo (che a me fa schifo) tornasse ad essere fatto da imprenditori e non da speculatori. Ho conosciuto Ferruccio Lamborghini, dopo aver ceduto a fabbrica di automobili aprì una bella cantina in Umbria e a volte il vino nelle damigiane te lo versava lui, mentre raccontava dei suoi trattori o della Miura, lui era un imprenditore, investiva in cose concrete producendo trattori, automobili,vino ecc ecc creava posti di lavoro e metteva in moto l'economia, altro che Tronchetti! Sono anticapitalista e credo nell'abrogzione della proprietà privata, ma rimpiango imprenditori come Lamborghini Piaggio Olivetti Ferrari


 
Il commento di claudio "millepapaverirossi" 1 ottobre 2008


hai ragione a cosa serve avere ragione? Lavoro in banca, cassiere, non consulente, venditore di "prodotti" che depauperano i poveri cristi che investono la propria liquidazione in tutte quelle cose che hai descritto nell'articolo. MA fare il cassiere oggi in banca è faticoso e con il rischio di trovarsi nel breve periodo senza lavoro. Ci stanno sostituendo con dei computer, li mettono i apposito spazi, entri e fai tutto, la banca automatica, va bene fate come volete, ma non mi piego licenziatemi pure ma io i vostri "prodotti" non li venderò mai. ma tanto ormai siamo agli sgoccioli, forse una di queste mattine arriverò in banca e vi troverò la guardie giurate che diranno "non potete entrare, la banca è chiusa" tutto finito.


 
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