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9 dicembre 2021
In Universale Economica
Con le parole e con le immagini: il blog di Cristina Comencini
Studio, scrittura, cinema, famiglia: si può rinunciare a qualcosa nella vita? 15 ottobre 2008


Ogni tanto è difficile riuscire a scrivervi, non mi basta il tempo di una giornata per fare quello che vorrei. A diciannove anni ho iniziato l’università e ho avuto un figlio. Da allora figli, studio, scrittura, cinema, famiglia, si sono alternati a un ritmo sempre più serrato. Spesso mi chiedono: come fai? Ci penso e non lo so esattamente. Provo a rispondere. Quando è nato Carlo, il mio primo figlio, ho deciso che non volevo rinunciare a laurearmi, e poi a scrivere e poi a fare altri figli… ora che ci penso, da piccola invece di camminare, saltellavo, correvo avanti. Forse è da lì che viene tutto. E voi, come fate? A cosa rinunciate? A cosa no, mai?
PS Chi mi aiuta? Dobbiamo trovare un titolo bellissimo per la commedia “Due Partite” che il regista Enzo Monteleone ha trasformato in film. Due Partite non va (dicono) per il cinema, perché è troppo vago. Chi l’ha visto, potrebbe per favore darmi un’idea?
 
I vostri commenti
Il commento di Limonta Francesco 25 gennaio 2009


Avevo pensato come titolo : un buco nel serraglio. Motivazione: Nulla e' nel contempo piu' istintiva della donna nel saper riconoscere molti aspetti della vita..e nello stesso tempo, nulla e' piu' razionale...E' cosi', proprio come degli animali di diverse spece chiusi in un serraglio, nel quale viene praticato un buco da uno di essi..per esprimere la volonta' di fuga e di istintivita', il bisogno di liberta' e di "rubare" la vita, qualcosa della vita che prima vedevano solo da dentro le sbarre..! Ma fuori si ritrovano ad una nuova condizione: quella di doversi osteggiare, combattere, confrontarsi, per sopravvivere al male di vivere, presunto o reale..che regna sovrano nei loro pensieri.


 
Il commento di cinzia 22 gennaio 2009


Buongiorno, ho letto da qualche parte che il titolo sara' "quello che le donne non dicono". In realta' mi sembra che queste donne di Due Partite non nascondono proprio niente...forse sono i loro uomini che non ascoltano o non sanno ascoltare.


 
Il commento di UMBERTO PENNESTRI' 18 dicembre 2008


SPECCHIO DELL'ANIMA


 
Il commento di samalugi 13 dicembre 2008


premetto che la versione teatrale mi è piaciuta moltissimo e le attrici sono favolose... come titolo ti suggeriso "Tali madri tali figlie?"


 
Il commento di irma 12 dicembre 2008


Oggi giorno, quelli che erano i titoli più scontati, sono divenuti i più originali! il film di "due partite" dovrebbe chiamarsi " il ciclo della vita" perchè altro non è che questo.. e noi donne lo sappiamo bene quando leggiamo negli occhi delle nostre figlie adolescenti le stesse illusioni e le nostre medesime insicurezze di allora e le nostre mamme ci hanno indicato la via per arrivare alla meta comune: con la stessa chiave di lettura! Mille auguri per le molteplici attività: condivido con te i ritmi frenetici di una vita impegnata nella famiglia come madre, miglie, figlia (con madre completamente paralizzata), lavoro, trovando tempo per laurea e post-laurea, laboratorio teatrale e impegno sociale in varie iniziative (Comitato pari opportunità di Ateneo, Forum delle Donne di Ancona, ecc. Noi donne abbiamo mille interessi che sinergicamente allontanano i pensieri negativi ed alimentano la gioia di vivere!!!!!Buon lavoro! Irma


 
Il commento di Agape77 4 dicembre 2008


mi son venuti in mente questi, spero ti suggeriscano qualcosa nella giusta direzione. "Prendersi gioco del destino" "L’amore è una carta, una vita, un gioco." "Il destino non ha segni, solo giochi di parole" "Le carte del destino" "Parole di donna in donna" "Il tempo di una partita" "Ti ho attesa da sempre" "L’appuntamento" "parole in tavola!" "buona sorte, amica mia!" buona fortuna Cristina!


 
Il commento di raffa 2 dicembre 2008


Buonasera Cristina,per il titolo del film non ho un'idea mia ma credo che il suggerimento di Brandy "Partita doppia" sia sulla buona strada.Rimanda a "Doppio sogno"di Schnitzler....che è sempre un libro,però dato il successo del film... Vivo a Milano da un pò,cosa a cui avrei volentieri rinunciato.Ma forse ho da fare qualcosa qui...Con affetto


 
Il commento di Agape77 26 novembre 2008


ci son cavalli che nascono in corsa, e al loro passo tutto travolgono. son così liberi e sfuggevoli che agli occhi di chi si perde nella loro scia sembra tutto venga rapito dal loro vortice. a cosa rinuncio io? a ciò che gli altri non vedono, non sentono,ho rinunciato in partenza a non aver vissuto in un'altra città, un'vita, un'altra storia. son troppo fortunata, e forse è una condanna, non mi sputo sulle mani, no. ma ogni rinuncia è il destino su un altro binario. eppure "Due partite" è splendido...se sono ancora in tempo ti rispondo la prossima settimana, scusami ci penso un pò. Buona Vita!


 
Il commento di alessandra 20 novembre 2008


Salve, scopro solo oggi questo blog, al quasi termine di una notte insonne un po' faticosa. Io non ho una vita cosi' piena d'impegni, il non avere figli lascia del tempo, ma nei periodi in cui il lavoro la faceva da padrona, non rinunciavo mai ad andare al cinema, mi ritagliavo sempre un paio d'ore per scappare dal mondo e immergermi in un film, davanti ad uno schermo grande, con le poltrone intorno che mi facevano compagnia, sia se piene di altri spettatori, o anche vuote, e' comunque sempre magica una sala cinematografica. Ora non mi viene un suggerimento per il titolo, ma ricordo che lessi con molto piacere il libro da cui e' tratta la commedia, lo lessi durante un viaggio in treno, ottima compagnia!


 
Il commento di Pietro 18 novembre 2008


Per il titolo del film pensavo "Al solito posto"


 
Il commento di Marisa 27 ottobre 2008


Buongiornio Cristina, è bello leggerla, proprio perchè so che ogni volta è veramente motivata e perchè immagino quanto sia difficile riuscire a fare tutto. Mi permetto di suggerire per il film di Due Partite: "Rinunciare mai, Amare sempre" perchè da Due Partite ho capito che il segreto è proprio quello di non rinuciare mai ai proprio sogni e desideri ma solo l'amore per loro ti porterà lontano...dove ognuno di noi ha sempre voluto essere. Con affetto


 
Il commento di Francesco Martelloni 24 ottobre 2008


per "Due partite" Doppia coppia. Doppia coppia con dame. Doppia coppia di dame e di fanti.Donne di cuori, donne di picche. Regine di carte. Ma vengo al punto. Sono nato il 2 maggio dell'"indimenticabile 56". A diciannove anni ho iniziato l'università e ho avuto un figlio. Da allora figli, studio, scrittura, politica, lavoro, famiglie - una volta anche cinema si sono alternati a un ritmo quasi sempre più disutile. Insomma, a farla breve - per non rinunciare – se Le servisse ancora un Mario mi farei avanti. Ho scritto e interpretato in "Eccomi" (corto in "Levante" di Winspeare,2003) una parte da comunista, divorziato, padre (per di più di figlia neo-carmelitana). Plurisconfitto ma non arreso. Non cieco ma fermo. Con stima, saluti taurini


 
Il commento di Sonia 20 ottobre 2008


Bella domanda! Me la pongo da sempre...e non ho mai trovato una risposta soddisfacente. Nel senso che le risposte trovate volta per volta sono andate bene solo per un certo periodo, più o meno lungo, per poi diventare del tutto approssimative e superficiali..... Mi viene spesso in mente una piccola poesia, credo di Jimenez, che recita più o meno così: "Che immensa lacerazione la mia vita nel tutto, per voler stare, con tutto me stesso, in ogni cosa; per non smettere di stare con tutto me stesso, in ogni cosa"... Non sono molto d'aiuto vero? Cordialità


 
Il commento di Marco Matteucci 18 ottobre 2008


Buongiorno Cristina, ieri sera ho visto "Due partite", mi è piaciuta molto, come mi è successo con altre sue opere, anche questa commedia, in alcuni momenti, ha fatto vibrare dei punti particolarmente sensibili della mia anima. Vorrei dilungarmi e dirle altre cose su alcuni aspetti delle sue opere che mi hanno colpito, ma i 750 caratteri che il suo editore, pur così generosamente, ci mette a disposizione non me lo consentono. Anch'io mi permetto di suggerire qualcosa per il titolo del film: "Non se ne uscirà mai" "Povere bambine" "I ritagli delle principesse" "Ha sgravato la signora?". La saluto e le auguro buona domenica.


 
Il commento di Marco Matteucci 17 ottobre 2008


Direi che bisogna rinunciare a delle ore di sonno, e mi sembra di capire che lei ci abbia già rinunciato da un bel po'. D'altra parte le persone che, come lei, hanno la necessità, riuscendoci, di esprimere se stesse in modi diversi (la maternità, la scrittura. il cinema, l'amore ecc.) non devono mettere a tacere nessuna delle personalità che le compongono, perché non si può mentire a se stessi. Provi a chiedere un aumento delle ore della giornata, da 24 a 28 o 30! Il suo editore può intercedere presso qualcuno? Stasera guarderò "Due partite".


 
Il commento di Brandy 16 ottobre 2008


Ho rinunciato ad un figlio, e poi ai figli in generale. Ho rinunciato ad un uomo che amavo perchè non potevo sopportare di allontanarlo dai suoi figli, ho rinunciato ad avere quello che la mia mente di ragazza sognava per me, quello che credevo di meritare. Si, si può rinunciare. Certe volte si è costretti, altre si sceglie di farlo. Non so bene se ho scelto oppure mi sono sentita costratta a fare così. Fatto sta che una volta rinunciato a cose che parevano indispensabili, poi si scopre che si vive, o meglio si sopravvive anche decentemente, con delle rinuncie. Ho visto due volte a teatro la sua commedia l'ho trovata sempre più bella ma non sono brava a suggerire titoli, forse mi verrebbe in mente "Partita doppia". Buon lavoro


 
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