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22 aprile 2021
In Universale Economica
C'est Super! Il blog sul bien vivre di Piersandro Pallavicini
Mi arrabbio, guardando la tv e pensando a Nettuno 4 febbraio 2009


Pensando a Nettuno, mi sono venuti in mente i sassi dal cavalcavia di Voghera. Siamo sempre lì: vuoto, nessun valore, diseducazione. In più ci vedo una cosa, che non so se posso chiamare razzismo. Sò questo: l’uomo a cui hanno dato fuoco è un indiano, un migrante, uno con la pelle scura. E questo fa la differenza. Non è un caso.
I migranti sono più deboli, i migranti, nell’immmaginario dell’italiano, sono meno pericolosi. Non possono difendersi, hanno paura, non gli conviene difendersi. E dunque non reagiscono. E dunque li si assale con la certezza vigliacca di non avere conseguenze. Ma sapete cosa? Purtroppo non è solo nell’immaginario. È nella realtà. Difendersi legalmente, per un immigrato è immensamente più complicato che per un italiano. E allora, piuttosto di complicarsi ulteriormente una vita che già è una corsa a ostacoli, si rinuncia.

Schifani in Tv diceva: bisogna che il legislatore intervenga contro il fenomeno del branco. Che sciocchezza. Bisogna che il legislatore intervenga sulle scuole, sulle tv, sui giornali: basta tiro al piccione contro cultura, intelligenza, buon gusto, educazione civica e moderazione. Basta battute dai politici, basta risse impunite. Bisogna ricominciare a tramettere valori, coscienza, intelligenza e cultura. E bisogna cominciare a far passare l’idea che chi discrimina, chi insulta, chi fa offese con un contenuto razziale, verrà punito. E che invece a tutti i migranti verrà invece facilitato l’accesso alla difesa.

E bisogna trasmettere anche un’altra cosa: che il migrante non è il reietto, non è il debole, non è il povero che soffre, il clandestino che eventualmente delinque. Il migrante è una delle colonne portanti della nostra società.
Uno dei miei migliori dottorandi in chimica è un migrante.
Il padrino di mia figlia è un ottimo scrittore, ed è un migrante.
Il chirurgo che mi ha operato l’anno scorso è un migrante.
Il farmacista da cui più spesso vado è un migrante.
Possibile che io sia un eccezione? Non sarà così per tutti gli italiani?

Lunedì, Porta a Porta. Si parlava anche di Nettuno. Forse mi sono perso qualcosa, ma ho visto solo i soliti: Crepet, i politicanti, la Armeni... In una battuta: il solito parterre di Nani e Ballerine.
Basta nani e ballerine! Si parla di casi concernenti l’immigrazione? Chiamiamo persone che diano conto di come l’immigrazione sia radicata, acculturata, seria, ragionante.
Faccio dei nomi: abbiamo un deputato, Jean-Leonard Touadi, congolese, persona pacatissima e fine intellettuale. Quanto spesso è stato invitato a questo tipo di tramsissiooni? Io non l’ho mai visto.
C’è un intellettuale, poeta, ex sindacalista, da sempre al lavoro sull’integrazione e sugli argomenti relativi alla discriminazione razziale, senegalese, sociologo, intellettuale finissimo, Aly Baba Faye. Mai visto in tv
Conosco bene Kossi Komla Ebri, togolese, medico, scrittore pieno di humour e da anni impegnato sul fronte della mediazione: mai visto di recente in tv.
Possibile? Possibile che non ci si renda conto di quanto bene si farebbe al paese a far parlare gente così?
Quanto aiuterebbe a dare una forma migliore a quello straccio di coscienza che è rimasto all’italiano medio, e che si forma, purtroppo, proprio guardando quelle trasmissioni lì.



[Nell'immagine: Cherin Cheri - L'Espoir Fait Vivre - Collezione Jean Pigozzi - www.caacart.com]
 
I vostri commenti
Il commento di maria Eccher 16 febbraio 2009


caro piersandro, ho visto il mio amico Erri, come lei dice, in tv e come tutti quelli che sono stati rivoluzionari (ma lo siamo mai stati?) quando la rivoluzione è passata (e mi creda senza fare poi del gran male) ci siamo dati al jazz, alle sacre scritture e falsamente ci siamo defilati, ma per poi esserci in ogni occasione, ma facendo finta di essere in tv per "fare quattro chiacchiere "(o che balzana interpretazione dei media). Il personaggio è ormai rassicurante è dentro al clichè dell'intellettuale di sinistra un-fashion, un-galmour e francamente un po' fuori dal mondo normale. Ma quando in Tv o sui rotocalchi finalmente comparirà il nuovo? E in termini rivoluzionari quando l'immaginazione andrà al potere e ci togieremo dai piedi quelli che non solo non ci sono riusciti a metterla al potere, ma fanno di tutto per continuare a rimanerci con la loro ingombrante, ma quanto inutile (per ora) presenza (parlo di intellettuali, poliici, attori, etc..). Non me ne voglia erri de luca, ma dopo la Pelle di malaparte, su napoli, il sangue sembra misero ...insomma noi ex 68 siamo ormai rassicuranti, siamo la normalità, siamo diventati quello che noi volevamo combattere; ma adesso questa nostra italia tanto bella, ma tanto, tanto devastata dalla nostra ipocrisia e dall'ignoranza dilagante ha bisogno di forze, di vigore di meno romanzi alla "neorealista" e di più realtà ...avanti coraggio facciamo un passo indietro e non ipotechiamo il futuro anche dei nostri nipoti, abbiamo già fatto il peggio per quello dei nostri figli. Non me ne voglia de luca è solo il pretesto per una discussione a più ampio respiro e comunque ho letto il suo libro ed è stato un piacevole intattenimento.


 
Il commento di Maria Eccher 14 febbraio 2009


Ebbene sono una veggente, leggo sul sito che il 15 febbraio ci sarà erri de luca a "che tempo che fa" ad alllietarci con chiacchiere su argomenti che ormai hanno 60 anni e se ricordo bene abbiamo passato anche il secolo! ma daltronde noi italiani caro piersandro siamo preda degli spaghetti, del mandolino, della mafia e della seconda guerra mondiale. Danno fuoco alle persone e noi scriviamo della seconda guerra mondiale; si muore nelle fabbriche, ma noi siamo ancora a dibattere cos'è meglio tra le foibe e i lager...scusi la crudeltà e il mio cinismo, ma in francia scrittori e intellettuali parlano di noi come se fossimo fermi agli anni 50. Ma santo cielo io ho 60 anni una vita spesa a spiegare che il mondo si evolve se i "vecchi" come me si fanno da parte e lasciano spazio, alla giovani idee, alle nuove voci che hanno qualcosa da dire. Le dico complimenti per non aver scelto il comodo racconto della guerra, dell'amore tra 14enni o delle storie ambientate nel Risorgimento, solo per elencarne alcuni. E credo che anche il signor barilli debba seguire il mio esempio: farsi da parte e far parlare chi vive di realtà e non solo di ricordi. Se lo ricordi caro Piersandro adesso si è contemporanei fra 2 anni si è storia. Ps in Italia le mostre sul futurismo citano nel titolo ancora la parola avanguardia !!! Pensi quante risate si farebbe il buon Marinetti
da Piersandro per Maria Eccher


Cara Maria,
l'ha poi guardato il suo amico Erri, ieri sera? :o)
Come compagno di casa editrice sospendo ogni giudizio (sia nel bene che nel male) su De Luca, ca vais sans dire.
Per il resto, devo dire che trovo i suoi commenti particolarmente centrati e ficcanti. Di fatto, per esempio, nel ricorrere del termine "avanguardia" quando di parla di Futurismo ci vedo anch'io non un semplice ricordare ciò che è stato (Futurismo = avanguardia all'inizio del 900), ma un tragico lapsus che ci fa vedere come, per troppa "intellighenzia", si sia davvero rimasti fermi la. La, o al massimo al 63 (nel senso del Gruppo)


 
Il commento di Carlo Santulli 14 febbraio 2009


Eppure, Piersandro, l'Italia, come paese sede della chiesa fondata da Gesù, dovrebbe ben capire il fenomeno dei migranti. Gli apostoli di Gesù erano dei migranti, e più d'uno era anche di pelle scura, a giudicare dall'origine. Eppure molti cristiani sembrano essersi dimenticati di questo. Te lo dico da credente, e puoi immaginare la mia amarezza in quel che sta succedendo.


 
Il commento di massimo 13 febbraio 2009


ti ho sentito alla radio. complimenti, il tuo è stato un intervento illuminante. la necessità di conoscersi e di convivere e non quella cattocomunista della tolleranza e della mitizzazione della sofferenza. per noi di sinistra chi soffre o vive male è per forza buono e va tollerato. ma le leggi devono essere rispettate; non si ruba anche se si ha fame!! perbacco anche la dignità. a parte che noi italiani forse la dignità l'abbiamo mandata al mare. ma sarà mai possibile svegliarsi in un paese multiculturale senza più quell'intollerabile e infastidente cantilena della lamentela? voi scrittori fate qualcosa perchè io voglio convivere con l'africano e non sopportarlo a stento?


 
Il commento di mimmo 12 febbraio 2009


Scusatemi io alla Libreria feltrinelli di Pavia non ho mica visto nessuno scaffale o scritta sulla campagna contro il razzismo. Forse è già finita? Non ho nemmeno visto quei cosi in cartone tipo quello bianco per il libro di de luca. Ma uno come fa a sapere qualcosa su quest'iniziativa?
Piersandro per mimmo


Caro Mimmo,
sono iniziative che dureranno tutto l'anno, ma non è un flusso continuo. Le prossime saranno comunque annunciate sul sito Feltrinelli, se vai al banner "il razzismo è una brutta storia" trovi foto e video di quel che è già stato fatto. Lì ci saranno le anticipazioni dei prossimi incontri


 
Il commento di madera C. 12 febbraio 2009


scusate, ma qui siamo alla storia di sempre i volti noti vendono, vanno in Tv, stanno sui giornali e i media si muovono solo se c'è qualcuno di "famoso"... poi però vogliamo fare quelli che amano le avanguardi, che scoprono i talenti... ma lasciam perdere!! Noi italiani siamo il conformismo, ricerchiamo il certo e ci piace il nulla raccontato bene. Perchè se il messaggio del romanzo è anche sociale e culturale Dio me ne guardi!! Piersandro io ti manderei nelle scuole d'Italia...a parlare con quelli che bruciano i "clandestini" ma sono consapevole che l'entusiasmo e gli affari non sono la stessa emozione, e per combattere il razzismo purtroppo, in quest'Italia, non basta più solo una fascetta :-)


 
Il commento di Ernesto Viganò 5 febbraio 2009


condivido il post di Maria. Bella coerenza dire "Il razzismo è una brutta storia! Copriamolo di NO!" e puntare banner e sconti del 15% e posizioni migliori in libreria su un libro bello, ma "inutile" in queto momento, come quello di Erri De Luca. Erri prenda lei l'iniziativa e da uomo di sinistra e responsabile faccia avere spazio a questo libro. Secondo me questo sarebbe impegno contro il razzismo e da un grande come Erri mi aspetto il FARSI DA PARTE per far conoscere una nuova idea per aiutare da intellettuali questa italia a rimanere civile. Erri per lei sempre la mia grande stima.


 
Il commento di Maria Eccher 5 febbraio 2009


Piersandro mi domando perchè la sua casa editrice, di sinistra (se non sbaglio), impegnata in un'eccellente campagna contro il razzismo, stia ancora a promuovere (soprattutto in TV ) autori che non hanno più impatto sulle coscenze, che dicono più niente che possa un minimo cambiare o se non altro stimolare un'opinione. In questo momento dovrebbe esserci lei e il suo romanzo in televisione (es. A che tempo che fa del buon fazio) a parlare della nostra società a aprire un po' il pensiero. Mi scusi, ma che senso ha promuovere sui media il solito libro che fa tanta letteratura, ma non serve per cambire un po' questa nostra società? Pensavo che Feltrinelli fosse un po' più coraggiosa e che credesse veramente nella campagna che ha messo in atto. Mandate questo libro in televisione, il popolo italiano ne ha bisogno!!
, da Piersandro per Maria Eccher


"Mandate questo libro in televisione, il popolo italiano ne ha bisogno" mi piace molto... :o)
Potremmo farne lo strillo per una nuova fascetta. ;o)


 
Il commento di Laura Frassetto 5 febbraio 2009


In effetti non hai tutti i torti: magari l'audience potrebbe stupirci. Io sono abbastanza prevenuta: ho appena svolto per un giornalista una ricerca sui gruppi razzisti presenti su facebook e dintorni; continuo a vedere gente "insospettabile" che si iscrive a tutti i gruppi forcaioli esistenti (titoli tipo: torture medievali con lame arrugginite agli stupratori romeni, raid contro gli stranieri in generale, cosi', per rappresaglia). sono sicura che molta gente apprezzerebbe un approccio al problema dell'immigrazione diverso da quello dei media piu' rumorosi e sarei felicissima se l'audience smentisse la mia cupa visione delle cose: intanto, il fatto che si stampino (e si scrivano!) libri come il tuo mi sembra un bellissimo segnale.


 
Il commento di Kossi 5 febbraio 2009


Caro Sandro, hai messo il dito nella piaga che si sta infettando sempre di più dei "casi di razzismo isolato"! Al di là del vizio di quelli che da sempre "parlano su di noi e per noi ", non possiamo non leggere in questi fatti il realizzare di un disegno ben studiato. Spostare l'attenzione dai veri problemi, additare "l'Altro " come capro espiatore , nemico comune, al nome di una certa "percezione di sicurezza". Presentarci sempre nella diabolica equazione: Immigrati=Clandestini=Delinquenti senno "Potenziali Terroristi" per creare e giustificare il clima di "giustizia fai da te". Domanda: a "noi", chi garantisce a "noi" la nostra sicurezza? Siamo solo in uno Stato dei doveri? Manca nei mass media una "etica di responsabilità" (una parolaccia?) che controbilanci la legge della notiziabilità. Guai dire che produciamo l'11% del PIL, che versiamo annualmente quasi 4 miliardi di euro di tasse all'erario e 5 miliardi di euro di contributi all' Inps. Guai sottolineare il paradosso che a "questi delinquenti" gli "italianibravagente" affidano quotidianamente i beni a loro cari: la casa , i figli, i propri genitori, la loro salute... Figuriamoci poi parlare della crescente ricchezza intellettuale! Figuriamoci poi di ricchezza culturale! "Culturale" che cos'è? Siamo qui seduti lungo il fiume...aspettando...le quote nere!
, siamo d'accordo per Kossi


Caro Kossi, che dire? Vedo che siamo d'accordo. Mi piacerebbe capire come mai anche la sinistra, che dovrebbe essere la naturale sostenitrice di questa posizione, latiti.
Di nuovo: non vedo tutto, forse mi perdo delle cose, ma anche i programmi "a sinistra" nel panorama televisivo (quel pochissimo rimasto), non è che diano spazio a quel tipo di intellettuale - se vogliamo "testimonial" - di cui stiamo dicendo.
Questa, a pensarci, francamente è una brutta sorpresa. Sempre e solo audience?


 
Il commento di Laura Frassetto 5 febbraio 2009


Ciao Alessandro, ho letto il tuo articolo con l'indignazione che ti puoi aspettare dalla futura moglie di un migrante (che poi, migrante lui? anch'io ho vissuto parecchio in Messico da straniera; ora e' il suo turno ma... siamo una generazione globale, non ci stupirebbe se dopodomani dovessimo trafserirci in Malesia -ihih magari- e fare di nuovo i migranti tutti e due!). I personaggi che citi non andranno mai in televisione, perche' i giornali vendono piu' copie quando parlano di stupri compiuti da stranieri (incuranti del fatto che le statistiche incoronino gli italiani come gli Stupratori dell'Anno), e di tv non me ne intendo, ma immagino che l'audience parli da sola. A chi giova, mostrare stranieri deputati, chimici, letterati? a nessuno; al massimo a quelle 4 persone che la tv non la vedono, e che ai giornali ci fanno la tara.
Una risposta per Laura Frassetto


Cara Laura, sono convinto invece che vedere in televisione migranti medici, scrittori, ingegneri informatici, politici e sindacalisti giovi ECCOME al malridotto immaginario e alla poca coscienza degli italiani. E' proprio vedendola e apprezzandone le qualità (senza che ti dicano prima: "ecco i bravi, guarda e impara!") che può cominciare a generarsi quel sentimento di rispetto, ammirazione, empatia che, purtroppo, per il momento manca tra italiani e migranti.
Che poi questo non giovi all'audience è tutto da dimostrare. Siamo talmente saturi di programmi TV, articoli giornalistici che affondanoil coltello nel lato splatter e scandalistico delle cose, che un articoli e programmi giocati su un registro cool, di gusto, intelligente, potrebbero rappresentare una novità fulminante.
Augias lo guardano in tanti e lo apprezzano. Ci fossero 10 Augias in tv, con 10 programmi diversi, già qualcosa si muoverebbe. E i vari Touadi, Komla, Faye (e tanti altri con loro) sono sicuro che sarebbero lì.



 
Il commento di Daniele Cauzzi 4 febbraio 2009


Caro Sandro, ciao, oggi ho preso African Inferno. Leggi queste parole di Calamandrei, dette nel '50. Come sono attuali; e se sostituisci scuola con televisione lo sono ancora. http://tinyurl.com/47yq4b nanoabbracci D.
non solo... per Daniele Cauzzi


Caro Daniele, grazie. Secondo me, purtroppo, il discorso di Calamandrei rimane attuale anche se lasci Scuola = Scuola (pensa alle scuole private, sia medie superiori e inferiori, pensa a quello che sta succedendo in università...)


 
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