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9 dicembre 2021
In Universale Economica
Pino Cacucci: blog per viandanti
Vola via, Eluana 9 febbraio 2009


Vola via, Eluana.


Articolo 33 della Costituzione Italiana:
“Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

La specifica “se non per disposizione di legge” venne acclusa soprattutto perché nel dopoguerra, e in prospettiva negli anni 50 e 60, alcune vaccinazioni erano obbligatorie e quindi sancite per legge come “trattamenti sanitari”. Ma il rispetto della persona umana è al di sopra di qualsiasi legge.

Persino il Catechismo della Chiesa Cattolica, che annovera ben più numerosi articoli della Costituzione, sancisce al n. 2278:
“L’interruzione di procedure mediche sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’accanimeto terapeutico. Le decisioni vanno prese dal paziente o da coloro che ne hanno legalmente diritto”.

Incredibile: il Catechismo dà diritto a un padre di rifiutare l’accanimento terapeutico se il paziente non è in grado di esprimersi. Persino il Catechismo!

Quanta oscena ipocrisia, ci viene riversata addosso in questi giorni di oscurantismo lefebvriano. Il manipolo di inquisitori che bivacca davanti alla clinica di Udine è capeggiato da un “esorcista” che la polizia conosce come “esperto in vampiri” e La Stampa di oggi, 9 febbraio, titola: “Un prete antisatana guida la crociata per Eluana”.
Il telepredicatore in eterno conflitto di interessi ne approfitta per dare spallate alla Costituzione, perché sarebbe stata partorita sotto l’influenza “sovietica” e comunque gli impedisce di “lavorare”.
In questo desolante paese senza opposizione in parlamento – a eccezione di uno sparuto gruppo di irriducibili del tutto inutili a cambiare alcunché – anche l’informazione è ridotta a poca cosa. Si levano qua e là voci isolate, che non raggiungono clamore nazionale.
Ma tutta la mia ammirazione per il coraggio da vero giornalista del caro amico Maurizio Chierici – ci uniscono tante passioni latinoamericane e incontri pubblici e privati al riguardo – che oggi 9 febbraio sull’Unità ci ricorda a quale livello di ipocrisia siamo giunti.
E scrive che nell’aprile del 2005 donna Veronica Lario in Berlusconi ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui diceva che negli anni 80: “Al quinto mese di gravidanza ho saputo che il bambino era malformato e per i due mesi successivi ho cercato di capire, con l’aiuto dei medici, cosa fosse giusto fare. Al settimo mese sono dolorosamente arrivata alla conclusione di dover abortire”.
Al settimo mese.
Per l’on. Casini, e tutti gli antiabortisti con lui, questo si chiama “feticidio”. Anzi, al settimo mese, poco ci manca che si possa definire “infanticidio”, perché al settimo mese si può già venire al mondo.
Ma il poverino era “malformato”.
E perché il Cavaliere, con tutti i mezzi che ha, non si è preso la responsabilità di allevare un figlio “malformato”? Lui, che ha accusato i familiari di Eluana di volersi liberare di un fardello… Un figlio “malformato” è un fardello o un dono di Dio per metttere alla prova il nostro amore nei confronti della vita, comunque si manifesti? Non faccio del sarcasmo, mi esprimo secondo i termini tanto cari alla sua schiera.
In un “blog di spiritualità cattolica” che si chiama “Io sono con voi ogni giorno”, dove tra tante nequizie trovate anche “l’ultimo messaggio della Madonna di Medjugorje” (come se la Madonna inviasse post ai blog), c’è una scritta in grande risalto: “Chi abortisce è un omicida!”
Il Cavaliere dalla Grottesca Figura è dunque un omicida? Lo è sua moglie?
Ora, costui è lo stesso che si erge ad alfiere del Cattolicesimo in difesa della “vita”. Che in questo caso è non-vita.
Eluana è deceduta 17 anni fa. Ben 17 anni fa è volata via. Il suo spirito, la sua intelligenza, le sue passioni, i suoi pensieri, i suoi amori e dolori, tutto, si è spento 17 anni fa.
Per i casi della vita, ho avuto modo di trascorrere lunghi periodi tra persone in coma. Alcuni erano simulacri di corpi ancora “giovani”, e per tenerli in stato vegetativo, quelli in grado di respirare autonomamente, si ricorre a quello che viene chiamato “sondino” ma si tratta di ben altro: è un tubo che fuoriesce dal ventre del corpo inerte, inserito con un intervento chirurgico, che termina con una sorta di valvola, in cui si inserisce una specie di pompa di bicicletta, simile a una grossa siringa, con la quale si spinge nello stomaco una poltiglia a base di proteine e vitamine che impediscono al corpo di spegnersi definitivamente. Con il trascorrere del tempo, quei poveri corpi si rattrappiscono, tendini e nervi si atrofizzano e costringono il “simulacro” ad assumere posizioni strazianti, e il loro aspetto lacera la sensibilità di chiunque li guardi. Qualsiasi forma di dignità, di quel “rispetto per la persona umana” di cui parla la Costituzione, è calpestata, vilipesa, ridotta al calvario delle piaghe da decubito, degradazione estrema, e non aggiungo altri dettagli che ho avuto la sventura di conoscere da vicino, perché chi sta vivendo tutto ciò merita silenzio e umana comprensione.
Io quei corpi inerti li ho visti, e non li dimenticherò mai più.
Lo stato di coma ci crea dissidi interiori e indecisioni annichilenti. Ho partecipato anche a varie iniziative della Casa dei Risvegli di Bologna, fortemente voluta da De Nigris, a cui la vita ha strappato un figlio in tenera età dopo un lungo periodo di coma. Certo, è difficile dire quando sia giusto smettere. Mesi? Anni?
Ma dopo 17 anni di morte vegetativa, è disumano e crudele costringere un corpo a respirare e nutrirsi attraverso quella pompa oscena.

Eluana è volata via 17 anni fa. Basta con il banchetto degli avvoltoi intorno al suo corpo straziato.



PS Dato che questo scritto è pubblico e chiunque può leggerlo da qualsiasi parte del mondo collegandosi al sito, dichiaro ufficialmente la mia totale e assoluta contrarietà a essere mantenuto in stato di coma vegetativo qualora dovessi arrivare a una tale situazione estrema. Chi mi vuole bene lo sa già, cosa dovrà fare. Da parte mia, ho assunto l’impegno di fare altrettanto con le persone a cui voglio bene. Non varrà come “testamento biologico”, perché purtroppo risiedo in un paese incivile, ma lo affermo per scritto a futura memoria.





 
I vostri commenti
Il commento di graziella 19 aprile 2009


assolutamente d'accordo con ogni singola parola.. per chi, pur nutrendo salutari dubbi, fosse ancora soraffatto dal sacro ardore del dogma religioso, consiglio la lettura di "cosa pensano i pesci rossi"...chi vorrebbe finire la propria vita in questo barbaro e atroce, ma evoluto modo?? si pensa mai che anche semplicemente rianimare, curare persino, o in ogni caso mettere in pratica protocolli terapeutici avanzati potrebbe di per sè essere interpretato come l'umana propensione di opporsi alla"volontà di Dio? lo metto tra virgolette perchè davvero vorrei sapere chi può permettersi, soprattutto avendo la fede, di essere il vero interprete della volontà di Dio...


 
Il commento di PierBrunetta 19 aprile 2009


Lasciamo - per un attimo - le cose serie da parte...chi ha già letto "Le balene lo sanno" ?...ancora una volta Cacucci riesce a farci venire voglia di viaggiare, di vedere quanto da lui descritto e vissuto...una guida che sta tra la narrazione di un paese, le storie leggendarie forse inventate ed il rispetto per un popolo...


 
Il commento di Lucia 29 marzo 2009


E' vero, abbiamo assistito a un rigurgito di medio evo e di inquisizione, sono inorridita della ferocia di tanta gente.


 
Il commento di PierBrunetta 20 marzo 2009


...certo che ora, anche le traduzioni in lingua belga dei Suoi libri!!! borghese.radical.comunista.chic


 
Il commento di Marlies Bossyns 19 marzo 2009


Gentile signor Cacucci, sono una studentessa belga e quest'anno seguo il master in traduzione. Ho deciso di tradurre per la mia tesi una parte del Suo libro "Outland rock" al neerlandese. Mi farebbe un grande favore se volesse rispondere ad alcune domande. Cordiali saluti, Marlies


 
Il commento di Dario Sbroggiò 13 marzo 2009


Ciao Pino (possiamo darci del tu spero!), permettimi di presentarmi: mi chiamo Dario, ho 36 anni, e da almeno 10 anni (...ma anche di più forse) divoro letteralmente i tuoi scritti, sperando un giorno di fare la tua conoscenza perché....be’, qualcosa in comune ce l’abbiamo. Mi scuso innanzitutto per l’intromissione nel tuo blog, l’argomento che ho scelto di commentare (scelta casuale) non c’entra niente con quello che sto per scriverti, ho semplicemente pensato che questo sia un ottimo modo per entrare in contatto con una persona che stimo, pur senza conoscerla direttamente, come scrittore, ma ancor di più a livello umano. Cercherò quindi, per non rubare spazio agli altri...boh, si potrebbe dire bloghisti??, di essere il più breve ed esauriente possibile: ho cominciato a leggerti quando ancora non sapevo che farmene della vita (be’, non è che ora abbia più certezze, però qualche passo l’ho fatto) e grazie a “La polvere del Messico” prima e a “Puerto Escondido” dopo, mi sono letteralmente innamorato del Messico. Intanto andavano sviluppandosi le mie idee politiche, che passando da una ingenua infatuazione per il comunismo (pensa che nel ‘82, durante i mondiali di calcio in Spagna, quando tutti i ragazzini della mia età tifavano Italia, o al massimo Brasile, io tifavo Unione Sovietica!) ad un più duraturo e maturo anarchismo che, con lieta sorpresa, ho ritrovato anche nei tuoi libri. Poi, ho deciso di andarlo a vedere ‘sto benedetto Messico, e così insieme a mio fratello e ad un amico, complici due ragazze texane (ma messicane d’origine!) conosciute in Italia qualche mese prima che ci hanno ospitato a San Antonio nei primi giorni di quel viaggio, abbiamo intrapreso un “on the road” fino a Città del Messico che ci ha fatto innamorare definitivamente di questo paese incredibile. Proprio durante questo primo viaggio in Messico, ho conosciuto quella che sarebbe diventata mia moglie, una dolcissima e bellissima ragazza di León, stato di Guanajuato, stato dove mi risulta tu hai vissuto, guarda caso... Poi sono venuti altri viaggi: Baja California, Sinaloa, Chihuahua, Durango, Zacatecas, e poi ancora Puebla, Oaxaca, Puerto Escondido....e finalmente è arrivata la decisione: mi trasferisco in Messico. Con Isabel (questo il nome di quella bella ragazza) mi apro un piccolo ristorantino all’interno uno di quei famigerati centri commerciali che asfissiano la vita di ogni essere umano degno di tale nome, e nel frattempo mi sposo, perché Isabel è cattolica (anche se assolutamente non fondamentalista) e non mi andava di perderla per questioni religiose, visto che la ragazza è piuttosto tollerante nei confronti degli altri, e dopo essersi sposata con il sottoscritto lo è divenuta ancor di più. Il ristorantino non riscuote il successo sperato, l’unione tra me e Isabel invece si, ma siamo comunque costretti a tornarcene in Italia, dove dopo poco più di un anno, nasce Pablo, e con lui si rinnova il nostro comune desiderio di tornare, in un futuro non troppo lontano, definitivamente in Messico. Nel frattempo, sviluppavo anche un’altra passione, la scrittura, ed in particolare lo scrivere di cose messicane, visto anche che in successivi viaggi in Messico ho potuto conoscere altre meraviglie di questo paese, tra cui lo Yucatán, Jalisco, Colima, e il risultato di tutti questi viaggi è la recente pubblicazione per una ristretta cerchia di parenti e amici di un libro sul Messico appunto, mentre per il futuro ho in progetto altri due libri, il primo una raccolta di racconti, il secondo addirittura un romanzo! Naturalmente non voglio certo farti concorrenza, anche perché scrivo essenzialmente per dare sfogo a due particolari “malattie” di cui sono affetto, alle quali ho dato i nomi di “grafomania” e “messicanite”, ciò che però mi interessa di più, è conoscerti e scambiare qualche opinione, fosse anche solo attraverso questi demoniaci strumenti che chiamano computer ed internet. Spero di non essere preso per il solito fan-sfegatato-rompiballe quindi se ti chiedo il tuo indirizzo di posta elettronica (tranquillo non ti tempesterò di mail, visto anche che tra lavoro e famiglia non ho poi tanto tempo per altre cose) e se per qualsiasi motivo non vorrai o non potrai accontentarmi, ti ringrazio lo stesso per aver letto questo mio commento. Dario Sbroggiò


 
Il commento di domenica bella 11 marzo 2009


Signor Cacucci, mi piacerebbe sapere qual'è il titolo originale della sua traduione di un libro di javier cercas "Ritratto di una donna", giacchè nelle librerie spagnole non si trova... grazie.


 
Il commento di Piero Priorini 10 marzo 2009


Salve Pino, oltre che ringraziarti per i tuoi libri ed articoli (dei quali condivido lo spirito) vorrei scriverti due righe in privato... Noi non ci conosciamo ma se clicchi su Google il mio nome e cognome vedrai che non sono un rompiscatole. Se vorrai mandarmi un indirizzo mail ti spiegherò meglio... altrimenti grazie lo stesso. Piero


 
Il commento di Nuria Metzli 6 marzo 2009


Me atrevo a dejar un comentario en mi lengua natal, con la que tengo mejor forma de expresion... Como Ud. dice, Eluana se fue hace 17 anios, aun si creo que su espirito, no se fue. No ha sido sacrificada Eluana en estos anios de coma, ha sido sacrificado su espirito, pues pienso que se ha quedado a su alrededor, como dentro una carcel, es el que teniendo alas no ha podido volar, y observo por tanto tiempo, el paraiso detras de un cristal, el manantial, sediento . Eluana, su cuerpo, no existe desde aquel fatidico dia, ella dejo esta tierra, pero no obtuvo la posibilidad de elegir el paraiso, nunca llego al mas alla. Otra cosa que quiero agregar es que muy personalmente, creo que no esta definido al cien por ciento lo que uno pueda sentir en esa situacion, no hablo fisicamente, hablo sentimentalmente, con el corazon... tengo mis reservas a este mentado testamento biologico... pienso que seria tan facil, solamente dejar decidir a quien nos ama, a quien se toma cuidado de nosotros... Ellos tambien estandentro de una carcel...


 
Il commento di Alberto 2 marzo 2009


Grazie Pino per avere detto quello che penso anch'io ma che non sarei riuscito ad esprimere con altrettanta rabbia e chiarezza.


 
Il commento di Marilina 1 marzo 2009


Condivido pienamente ciò che hai scritto con l'amarezza di chi si chiede perché siamo costretti a rivendicare diritti scontati, a vedere trasformata in reato una legittima scelta, a dover lottare contro tutto questo buio quando ciascuno, su certe questioni, dovrebbe essere, senza discussioni, lampada di se stesso. La risposta è ovvia ma non meno triste: quest'amara vicenda, che doveva essere solo un dolore privato, è stato l'ennesimo tentativo pubblico di getterare fumi oscurantisti in un Paese di facili prede. Politicamente non siamo agli sgoccioli, siamo già oltre: quando lo Stato pretende di avere anche il governo sui corpi, siamo, ahimè, alla fine di ogni, seppur larvata, democrazia.


 
Il commento di PierSUVio 1 marzo 2009


http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-5/atto-sofri/atto-sofri.html


 
Il commento di Morgan 27 febbraio 2009


E'avvilente vivere in un paese del genere,dove in nome della nostra sicurezza o peggio dei nostri diritti vengono prese decisioni sulla nostra testa,di cui spero un giorno ci pentiremo amaramente.Se questo è necessario al fine di avere anche solo una minima reazione da parte di un popolo oramai "narcotizzato" da televisione e chiesa (intesa come clero non come religione),allora ben vengano queste "stronzate".D'altrocanto ci sono voluti più di 20 anni,una guerra,e un'immane sofferenza prima di attaccare per i piedi "pelatone",e,pochi giorni prima la piazza di Milano era piena di gente ad ascoltarlo...Come diceva mio nonno partigiano gappista della prima ora:"il 25 aprile erano tutti compagni".Italiani,strana gente.Un saluto e un grazie a te,Pino,viaggiatore instancabile.Continua a deliziarci delle tue ricerche ed esperienze.Avanti cabrones,que viva Zapata!


 
Il commento di bruno 23 febbraio 2009


vi regalo una testimonianza di un partigiano fiorentino, te lo devo Pino, tu mi hai regalato quelle di Oltretorrente. --> http://www.youtube.com/watch?v=UGiFA_EsQu4


 
Il commento di paolo mattioli 22 febbraio 2009


forse m sono incasinato u po' ed ho lasciato un commento su podcast del 19 febbraio 09


 
Il commento di aolo mattioli 22 febbraio 2009


ciao pino condivido totalmente con te...in podcast per sbaglio tiho lasciato un pensiero se e quando puoi fatti sentire..grazie un abbraccio dalle colline della toscana centale hasta siempre


 
Il commento di Giada 21 febbraio 2009


Tutto giusto. Il problema è che il catechismo parla di accanimento terapeutico e non della somministrazione di acqua e cibo, che non possono essere considerati farmaci, salvo considerare il genere umano ammalato perchè bisognoso di nutrienti per sopravvivere. Al di là di tutto vale la pietà. Anche per quel padre che ha dovuto ricorrere a una presunzione di volontà per porre fine a quel calvario. Mi restano solo alcuni dubbi, altrettanto atroci della visione dei corpi sfatti di chi respira nel coma: perchè Eluana è morta senza che un suo caro le tenesse la mano? Perchè trattare come una bambola rotta un essere umano? Solitamente i familiari si aggrappano e piangono sopra i corpi senza vita e non vogliono mai lasciarli andare nel buio della bara. Per Eluana non è stato così...è stata sola perfino al funerale. Qualcosa non mi torna, mi dispiace.


 
Il commento di Cosimo 19 febbraio 2009


RIP Eluana....xchè almeno te lo sei meritato.... oggi come oggi..bisogna lottare...anche per morire


 
Il commento di bianca 16 febbraio 2009


Vorrei aggiungere tre considerazioni al tuo scritto, di cui pubblico il link su facebook perchè DEVE essere condiviso i più possibile. 1. I pazienti in coma sono in massima parte ricoverati in cliniche di proprietà della chiesa cattolca ma convenzionate con le AUSL e rendono anche 800 o 1000 euro al giorno: è un ottimo motivo per volerli tenere in vita ad ogni costo! 2. Ho provato, con difficoltà enorme, a osservare questo problema da un punto di vista cattolico e la domanda che mi è sorta è: se rispettiamo la volontà di un ipotetico dio, perchè tanto "rispetto" per la vita ma nessuno per la morte? 3. Il bombardamo mediatico serve quasi sempre a deviare l'attenzione della gente da provvedimenti disgraziati di cui veniamo a conoscenza ormai troppo tardi, di solito quando ne cadiamo vittime. So che le mie parole riecheggiano tesi ormai fuori moda ma non credo che siano per questo false: la logica del profitto è l'unica incontrastata padrona del mondo di oggi e questo sembra non interessare più nessuno, è un dato acquisito di cui non si vuole parlare, si mettono in gioco i massimi sistemi per spiegare realtà in effetti banali nella loro avidità estrema. Sono felice di averti in qualche modo ritrovato, con affetto Bianca


 
Il commento di claudio "millepapaverirossi" 15 febbraio 2009


è stato un reality scioccante e indecoroso. Concordo con tutto quello che hai scritto grazie Pino


 
Il commento di sandro 13 febbraio 2009


Caro Pino, lo spettacolo è stato indegno, qualsiasi cosa uno possa pensare circa religione e non. Non sapevo della storia della signora Berlusconi, segno ulteriore che l'informazione è libera (o che l'umana pietas sta tutta da una certa parte). io al contrario tuo, essendo un caca sotto, non saprei dire oggi come vorrei essere trattato in quello condizioni. Confido nell'intelligenza delle persone che amo, anche se su alcune (laura) si potrebbe avere dei dubbi. ciao sandro


 
Il commento di Sofia Bergonzani 13 febbraio 2009


Grazie Pino per queste tue parole. Non posso dire di sentirmi meglio solo perché condivido in toto ció che dici. Quello che ci vorrebbe davvero é una vera e propria ribellione di quanto sta passando in un paese che, come giustamente tu hai ben sottolineato, è incivile e irrispettoso. Per molti la parola libertá han ben poco valore purtroppo. Mi fa orrore, e allo stesso tempo me ne dispiaccio, il mio paese. Paese e persone che dovrei stimare, amare e onorare in giro per il mondo. Ma mi vergogno di essere italiana, mi vergogno perché a volte mi scoraggio e penso che siamo dentro a un sistema che non cambierá se non in peggio. Tutte le campagne firmate, tutti gli articoli scritti, lo sdegno e la rabbia porterá mai a un qualcosa di piú? Riusciremo ancora ad unirci e a lottare per la nostra libertá? Libertá di pensiero, di vita, di educazione, di sanitá che ci stanno a poco a poco togliendo. Davvero il nostro futuro ha questo destino? Cosa sta succedendo agli italiani? Cosa? Ciao Pino e ancora grazie. Sofia


 
Il commento di giulyfr 13 febbraio 2009


infatti...che dire oltre a condividere in pieno quando scritto e rimanere senza parole per quanto appena appreso su Berlusconi (ancora una volta), e sentirsi impotente di fronte a chi lo rende davvero incivile e vergognoso questo paese..?


 
Il commento di Michela Tal 13 febbraio 2009


Condivido ogni tua riga. Ho vissuto sulla mia pelle una angosciante esperienza; apparentemente in anestesia, sotto i ferri, soffrire in modo disumano senza avere la possibilità di comunicarlo (x effetto del curaro).Ogni respiro un tremendo bruciore dell'ossigeno che riempiva i miei polmoni, sentire il bisturi che incide la mia pelle.....beh ti assicuro che ho ancora la rabbia ( per come resto combattiva ed energica nella mia vita di tutti i giorni), di essermi in quel momento lasciata andare ed accettare la mia eventuale fine. Non potremo mai sapere se Eluana e chi si trova in condizioni simili abbia la possibilità di percepire, i genitori e le persone che amano e restano accanto quelle sicuramente si, se ne hanno la forza, potrebbero dire molto. Sofferenze infinite. In seguito le mie scelte mi hanno portato a svolgere un lavoro proprio nelle corsie di un ospedale. Ed il mio pensiero ritorna ai genitori Englaro, ssssht, non esistono parole, solo un abbraccio.


 
Il commento di Ramona e Gianni 11 febbraio 2009


Una delle cose più aberranti è stato sentir dire "assassino" ad un padre...credo che ci voglia un bel coraggio...ma sopratutto una faccia come il c... (come dice Mastruzzi)...credo che il rispetto del dolore altrui sia una cosa ancora in divenire...


 
Il commento di Luca 11 febbraio 2009


Ogni riga, ogni parola è condivisibile. Quello che raccapriccia di questa vicenda è l'accanimento religioso, politico e mediatico che hanno straziato il corpo inerte di Eluana più di ogni inutile accanimento terapeutico a cui è stata sottoposta in questi 17 anni di non vita. Alla faccia dei bei proclami (religiosi, politici e mediatici) contro gli integralismi di ogni genere e natura...


 
Il commento di Ramona e Gianni 10 febbraio 2009


...che dire, se non condividere quanto scritto ?


 
Il commento di Mauricio 10 febbraio 2009


Concordo in tutto e per tutto! Ti leggo dalla vicina svizzera e provo una profonda tristezza per quello che vivete in Italia. La mia paura che quello che vi propinano in Italia è quello che troveremo sempre più spesso in giro per il mondo. Grazie per i tuoi scritti/pensieri e per tutti i tuoi libri!


 
Il commento di coda di lupo 9 febbraio 2009


...eluana è morta...dopo un doloroso e lungo "restare"non ha nemmeno potuto "andare" in pace e in silenzio e in tutte le inutili parole che ho sentita nessuna somigliava all'unica che aveva senso dire: scusa...


 
Il commento di coda di lupo 9 febbraio 2009


dal momento della fecondazione quando siamo ancora embrioni, anzi da quando siamo ancora blastule,firmiamo un contratto con il "loro" dio che ti offre una vita da vivere ,viene da dire,nonostante tutto...però c'è una postilla in fondo scritta piccolissima che dice: questa è la tua vita ma hai diritto di viverla solo secondo le mie regole..se non lo fai sarai soggetto al giudizio dei "giusti"...per me una persona è già morta nel momento in cui non è più libera di decidere per sè...ma per "loro", che hanno da tempo barattato il libero arbitrio con un bel salmo da recitare a memoria,questo non ha importanza.ancora una volta sono loro stessi a creare il martire da poter pregare...una lezione di dignità arriva dal signor englaro,dignità che non compare nella loro esasperata esibizione di odiosa e ipocrita pietà cristiana.


 
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