Cosa c'è di nuovo Tutte le informazioni sugli scrittori Gli autori raccontano Approfondimenti, notizie e libri Appuntamenti con gli autori L'arte del web e i libri La sezione Feltrinelli Digital Le classifiche dei più cliccati e dei più venduti I Blog dei nostri autori Feltrinelli Podcast


Risultati: in rosso i libri; in nero gli autori
22 aprile 2021
In Universale Economica
C'est Super! Il blog sul bien vivre di Piersandro Pallavicini
Congratulazioni alla fabbrica del panico 19 febbraio 2009


Qualche mattina fa, alle 8:15 ero in coda davanti ai cancelli della Questura di Pavia. Beh, se avete letto African Inferno la situazione potrebbe strappare un sorriso: è esattamente il luogo dove ho ambientato uno dei capitoli finali del romanzo. Ma a differenza dell’io narrante Sandro Farina, ero in questura per niente di drammatico: semplice rinnovo del passaporto.
In coda, una signora elegante, sui 50, in pelliccia, mi raccontava che doveva ritirare il passaporto per andare in un paese straniero.
“Vacanza?” le ho chiesto.
Lei ci ha pensato un attimo, mi ha studiato bene, poi ha deciso che poteva aprirsi.
“No” mi ha detto. “Mi trasferisco per sempre. Perchè qui non si può più vivere, non c’è futuro.”
Io ho pensato: la crisi, il lavoro che non c’è, le imprese che chiudono. Ma mi sbagliavo. La signora ha aggiunto una cosa del tipo:
“non si può più vivere in un paese dove non puoi lasciar uscire tua figlia alle 10 di sera.”
Sì, la signora alludeva al problema sicurezza, agli stupri, alle violenze.
Ora, forse mi sbaglierò, ma così, in quel breve contatto, ho potuto capire con chiarezza che la signora è una elettrice dell’attuale governo. Un governo che spinge sulle equazioni immigrato = clandestino, immigrazione = violenza, rumeno = magrebino = guidatore ubriaco (e/o stupratore). Un governo che ha fatto dei media a sè favorevoli cassa di risonanza per continue illustrazioni dimostrative della veridicità di queste equazioni (trascinando con sè anche i media “non favorevoli”).
Pare ovvio che governo e media favorevoli cerchino credito e consenso – ma non ne hanno già abbastanza? – in questa corsa al panico, in questa distorsione della realtà, in questo gioco diffamatorio di intere categorie, popolazioni, etnie.
Ecco, vorrei dire loro: bravi, congratulazioni.
Congratulazioni sarcastiche, va da sè. Perchè la signora di cui vi dicevo, quella in fuga per il paese straniero, abita come me a Pavia. La città più tranquilla del mondo. Dove il “problema” immigrazione non esiste, dove non è mai successo niente di niente, dove si può uscire, in pace, anche alle 3 di notte.
Congratulations: siete stati così bravi a generare panico e odio, che invece di ottenere consenso riuscite a far scappare dall’Italia i VOSTRI sostenitori. Sì, pure quelli che dalla famosa “emergenza” non sono mai stati sfiorati nemmeno di striscio.
 
I vostri commenti
Il commento di claudia 1 marzo 2009


Ho appena finito di leggere il tuo libro e mi è piaciuto molto. ho un amico senegalese che ha incontrato gli stess problemi che tu descrivi. Al pari del tuo personaggio gli ho dato una mano in diverse occasioni e mi sono resa conto in prima persona che essere di un etnia diversa e soprattutto avere un colore di pelle differente autorizza la gente a trattare le persone a volte in maniera veramente inqualificabile...
da Sandro per claudia


Cara Claudia, grazie del commento. Che lascia però spazio a una duplice interpretazione (visto anche il contenuto del romanzo, molto "bipartizan" in questo senso): i comportamenti inqualificabili cui accenni erano solo quelli subiti dal tuo amico senegalese (perchè sicuramente ne subisce tutti i giorni), o hai subìto anche tu, da parte sua e dei senegalesi in generale, atteggiamenti discriminatori sulla base del colore della tua pelle?
Un caro saluto, spero di leggerti presto su questo blog


 
Il commento di carlo santulli 27 febbraio 2009


Questa del "racisme positif" mi mancava: gli inglesi la chiamano "positive discrimination", anzi ci sono dei documenti del governo riguardo alle assunzioni per colloquio, dove, dato che non riusciamo sempre ad essere imparziali, invita ad essere un po' "parziali" a favore delle minoranze etniche e delle donne. ll che non risolve il problema, perché tu dal colloquio dovresti cercare di prendere il migliore per quel posto, senza guardare ad altre considerazioni, etniche, ecc. E' solo una complicazione in più.


 
Il commento di sara nuzzo 26 febbraio 2009


Mi scuso con lei ma questo è l'unico modo in cui posso comunicare non voglio certo intasarle il blog di commenti,la risposta che mi ha dato è già stata sufficiente(questo sarà l'ultimo promesso!), sono d'accordo con lei sul discorso generale, il mio dubbio nasceva sul paragone, per il fatto che appunto le persone si comportano in un certo modo perchè il disabile vive un disagio che non è dipesa da loro e gli atteggiamenti sono dettati dalla compassione e dalla convinzione che portino sollievo, anche se sbagliati ; mentre verso il nero si ha un atteggiamento di questo tipo che è quasi difensivo perchè le persone sono consapevoli di cosa provocano, o non lo sono? Lei ha più esperienza di me ovviamente ma, le persone fanno le cose inconsapevolmente? Quello che voglio dire è il disagio di un nero di sentirsi trattato in un certo modo dipende da noi, e come lui sente di essere trattato ad un livello inferiore per esempio con il"tu" anche l'italiano medio sa come quell' informalità verrà percepita. Il mio è un giudizio assolutamente senza fondamenta come le mie domande fatte solo per capire, dat da mie percezioni e basato su quello che si legge e su un unico rapporto di amicizia e rispetto con una ragazza nera nato all'asilo,per questo mi sembra naturale. Cordialmente, Sara :)
risposta per sara nuzzo


Cara Sara,
mi sta trascinando in un terreno più da psicologo comportamentale che da scrittore :o)
Direi che la mia risposta potrebbe limitarsi al gesto di grattarmi meditabondo la zucca :o)

I suoi commenti sono sempre i benvenuti, non intasa proprio niente (come vede, nel mio blog siamo sulla media di un commento al giorno, quindi scriva pure quanto vuole, mi fa solo piacere).
Un caro saluto, e grazie per i suoi commmenti che - scherzi a parte - mi fanno pensare, mi inducono a interrogrami. Il che è un bene!


 
Il commento di Salsina 26 febbraio 2009


Le ultime 2 righe descrivono meglio la situazione attuale che non 100 dibattiti televisivi. Complimenti.


 
Il commento di sara nuzzo 25 febbraio 2009


Sig. Pallavicini, io invece oggi c'ero alla sua presentazione e volevo congraturarmi con lei visto che li non ho potuto farlo. Ho notato da giovane studentessa, con ancora poche competenze, che le domande finali puntavono ad un livello un pò troppo alto tra il filosofico ed il "super politico" e quindi questo mi ha un pò trattenuto dal dire la mia. Un pò più terraterra. Volevo comgraturarmi per il modo di diffondere una certa sensibilità attraverso un metodo alternativo, se ne potrebbero usare molti visto che quello più efficace dei media si concentra sempre sull'attacco e mai sulla spiegazone di certi fenomeni e loro soluzioni. Volevo però dire che certi paragoni mi sono sembrati un pò esagerati come l'attegiamento che si tiene nei confronti di un disabile e un uomo di colore, come il razzismo al contrario..cmq sono opinioni. Ci sono tante cose che si potrebbero dire ma sicuramente questo non è il luogo adatto. Le porgo i miei saluti. Cordialmente, Sara Nuzzo
da Sandro per sara nuzzo


Cara Sara,
grazie per essere stata ieri alla presentazione e per le belle parole. Mah, il paragone con l'atteggiamento verso i disabili era un paradosso che però rendeva bene l'idea: cambiamo il nostro modo di reagire, di comportarci, in funzione dell'aspetto della persona che abbiamo davanti e dell'idea che ce ne facciamo a priori. Questo purtroppo è vero, ed è vero che, verso i neri, si esercita per questo motivo un surplus di condiscendenza che, un amico francese, chiama "racisme positif". Che non va bene (anche se in effetti è meno grave del "racisme negatif"!)
Dovremmo cominciare a valutare e reagire alle persone per quello che sono, senza lasciarci influenzare dal loro aspetto e da quello che crediamo di sapere delle persone con quel certo aspetto


 
Il commento di gianni biondillo 24 febbraio 2009


Sottoscrivo! (peccato, vieni a presentare il libro praticamente sotto casa mia, ma quel giorno non sono a Milano! Uff...)
da Sandro per gianni biondillo


Gianni, siamo destinati a sfiorarci. A quanto sembra, o c'è Jonathan Coe di mezzo o è un casino vedersi... :o)


 
 C'est Super! Il blog sul bien vivre di Piersandro Pallavicini
 Bar Trattoria Cento Torri, Pavia
 Un canzone per l'estate
 Da Portopeo, a Pavia: Mr. Stretta di Mano e Sguardo Altrove
 L'Unità, e l'interessante caso dei doveri dimenticati
 Settembre 2009
 Agosto 2009
 Maggio 2009
 Aprile 2009
 Marzo 2009
 Febbraio 2009
 Gennaio 2009
 Dicembre 2008
 Novembre 2008
 Ottobre 2008
 Settembre 2008
 Agosto 2008
 Luglio 2008
 Giugno 2008
 Super Restaurants
 entertainment
 cose
 Super Uomini
 scienza (bella, anzi: meravigliosa)
 Questo invece proprio no
copertina

Romanzo per signora
Compra su lafeltrinelli.it
 La scheda autore di Piersandro Pallavicini