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9 dicembre 2021
In Universale Economica
Pino Cacucci: blog per viandanti
febbre suina, influenza multinazionale 28 aprile 2009




Se esiste una popolazione a questo mondo che è immune dal panico, la trovate in Messico. Secoli e millenni di filosofia di vita improntata all’ineluttabile accettazione della morte come evento naturale, li ha abituati a un salutare distacco dall’impulso che noi chiamiamo panico.
Ho vissuto tante esperienze che me lo hanno puntualmente provato, in situazioni di “massa”, la più recente, una devastante esplosione di gas in una piccola fabbrica accanto a un affollato terminal delle corriere a Villahermosa, Tabasco, pochi anni fa: eravamo in fila, a migliaia, davanti alle biglietterie, quando le vetrate si sono letteralmente gonfiate – senza cedere, per mia e loro fortuna – e lo spostamento d’aria ha spalantaco tutte le porte, con un boato sordo che ha lanciato lontano un sacco di cose, compresi i carretti delle bevande. Nessuno si è buttato fuori di corsa, una compostezza che mi lasciò attonito, persino sorrisi sulle facce dall’espressione interrogativa, e solo l’indomani ho letto sui giornali che c’erano stati diversi morti a pochi metri da noi.
Ero in Messico durante il disatroso terremoto del 19 settembre del 1985. Il paese intero, e soprattutto la capitale ferita, diedero il meglio di sé. Anche allora, di fronte all’immane tragedia che costò migliaia di morti – novemila “circa”, la cifra ufficiale, ma probabilmente molti di più – niente panico ma immediata autorganizzazione, senza aspettare lo “stato”, diffidando delle istituzioni, rimboccandosi le maniche e dimostrando una straordinaria solidarietà. Fin dal primo momento, lo sgomento fu fugace e lasciò subito il posto all’iniziativa comune.
Da quando si è diffusa la notizia della nuova emergenza, scambio una miriade di mail con i tanti amici che ho a Città del Messico. Sono persone immuni non solo al panico, ma anche alla disinformazione, avvezzi a considerare i telegiornali come una ridda di scempiaggini. Ecco perché mi inquieta la loro pacata preoccupazione: nessuno indulge alle dietrologie, e la domanda è sempre la stessa, “perché misure così drastiche e inaudite, sanno qualcosa che noi non sappiamo?”
Il Distrito Federal, stato della confederazione messicana formato dalla sola capitale, il più piccolo per estensione e il più popoloso, conta 20 milioni di abitanti che arrivano a 25 se si calcola l’intera “area urbana”, che sconfina negli stati limitrofi. Va da sé che con una simile concentrazione di persone, si muoia di tante cose e risulti difficile distinguere tra il numero “normale” di decessi per polmonite in individui già minati nel fisico da tempo, per influenza qualsiasi (che ricordiamolo, nel mondo miete mezzo milione di vittime all’anno, e stiamo parlando delle stagionali epidemie di influenze “normali”), per una infinità di “eccetera” legati a malattie polmonari e bronchiali e insufficienze cardiache e così via.
La dietrologia è cattiva consigliera. In Internet fioccano le tesi più svariate, da quelle soltanto opinabili a quelle decisamente assurde, alcune, ammettiamolo, suggestive e persino credibili. L’unico dato di fatto è l’impennata dei titoli in borsa delle multinazionali farmaceutiche, però è difficile, al momento, rievocare la “bufala dell’aviaria”, perché stavolta sembra ci siano reali motivi di incertezza, al riguardo. Un altro dato singolare, è che dopo giorni di cifre sui morti in crescendo, si scopre che tra tutti i campioni inviati dal Messico al CDC di Atlanta, un autorevole centro negli Usa per l’analisi di malattie infettive (come per dire al resto del mondo: se non vi fidate dei messicani, eccovi il responso dei Number One in materia), soltanto sette (sette!) decessi sono dovuti al virus H1N1, lasciando in sospeso la risposta su cosa abbia ucciso le altre 152 persone del totale finora accertato. Curiosa, questa perdita di tempo: come scrive Mike Davis, il noto giornalista indipendente, “si è sprecata una settimana in attesa che un laboratorio statunitense analizzasse il virus, quando è risaputo che il Messico vanta esperti sanitari di fama mondiale”. E Mike Davise aggiunge: “Il dato paradossale di questa febbre suina è che è stata pronosticata da almeno sei anni, quando la rivista Science ha pubblicato un articolo di grande risalto in cui metteva in evidenza che ‘dopo anni di stabilità, il virus della febbre suina dell’America del Nord ha compiuto un salto evolutivo vertiginoso’.”
Anche il dato che riguarda i 1.311 ricoverati in ospedale, su una popolazione di 25 milioni, continua a farci chiedere a cosa siano dovute queste misure così drastiche. Allora: sanno qualcosa che non sappiamo?
Comunque, nessuno dei tanti amici che ho a Città del Messico si è lasciato suggestionare dalle dietrologie. Ora, a distanza di alcuni giorni, con un quadro della situazione ancora confuso e in bilico tra l’allarme in procinto di rientrare e la preoccupazione per ciò che non si riesce a capire, almeno alcuni dati certi li abbiamo. Eccoli.
Oggi, 29 aprile, l’inviata del TG1 ha fatto un servizio dalla località di La Gloria, affermando che è da qui che si è diffusa l’epidemia. Ha detto “poco più a sud di Città del Messico”. In realtà La Gloria è nello stato del Veracruz, municipio di Perote. Dallo scorso febbraio la popolazione ha sofferto un’ondata di infezioni respiratorie che ha colpito il 60% dei circa tremila abitanti, cioè la maggioranza, un dato inaudito, causando la morte di almeno 20 persone, apparentemente di polmonite. Poi, a marzo, un bambino che sarebbe morto di quella che ora chiamiamo “febbre suina”. È cominciato tutto da qui, a quanto sembra. Perché?
A La Gloria ci hanno provato, eccome, a protestare per questa situazione d’emergenza. Tutti qui lo sanno da tempo chi è il responsabile. Tanto da aver inscenato manifestazioni, blocchi stradali, scontri con la polizia. Tutto inutile. Le multinazionali, vero cancro dell’era moderna, che si comportano come virus saccheggiatori nel corpo altrui, che non rispettano leggi locali né regole “umanitarie” e tanto meno ambientali, che perseguono il profitto a costo di scardinare gli equilibri del pianeta, a La Gloria hanno l’ennesima dimostrazione di cosa realmente siano. Qui, la Granjas Carrol Mexico ha installato immensi allevamenti intensivi di maiali. Una nefandezza non solo per i più fanatici degli animalisti: scarico di rifiuti chimici nelle falde freatiche, inquinamento dell’aria, una situazione insostenibile, tanto che la prima denuncia degli abitanti risale al 2007. Niente, le multinazionali fanno come vogliono, il North American Free Trade Agreement garantisce loro l’impunità, perché prevede che le leggi dello stato non possono “ledere gli interessi” di un investitore. Il 10 gennaio scoro la popolazione ha persino bloccato la superstrada Achichica-Perote nel tentativo di ottenere controlli, esasperata per il crescente numero di malattie infettive. Un piccolo dato illuminante: la Granjas Carroll nel 2006 è stata prima multata e infine costretta a chiudere i suoi stabilimenti in North Carolina e Virginia per il grave inquinamento ambientale provocato. Paradossi del NAFTA: una multinazionale che minaccia la salute dei cittadini può essere cacciata dagli Usa e subito dopo riprendere a compiere le stesse scelleratezze in Messico.
Torniamo all’articolo di Mike Davis, persona immune sia al panico che alle dietrologie: se già sei anni fa la denuncia dell’autorevole rivista Science è caduta nel nulla, si deve al fatto che le multinazionali dell’allevamento intensivo dei suini hanno messo tutto a tacere, perché il profitto viene prima di tutto. Un comportamento tipico di quest’epoca: turiamo falle, incassiamo dividendi, e chissenefrega del futuro. Ora, il presente, investe anche loro nel tracollo: anche se non consumare carne di maiale è irrazionale rispetto all’influenza, è giusto boicottarla se proviene da allevamenti intensivi. Se fossimo consumatori coscienti e responsabili, del resto, mangeremmo soltanto prodotti biologici ed equo solidali, carne compresa.
Ora sono curioso di vedere se i Tg nostrani approfondiranno la situazione di La Gloria, municipio di Perote, Stato del Veracruz, inizio conclamato del focolaio.
Si accettano scommesse…
 
I vostri commenti
Il commento di laura 4 luglio 2009


ho due bimbi uno di 8 e una di 5 è molto difficile cercare di far capire ai miei cuccioli che la maggior parte di quello che si vede in tv o si legge non sono cose vere e il mondo è governato dal potere di pochi,"ricchi" e senza scrupoli al danno di molti, "poveri "e con una coscenza ogni giorno son sempre più preoccupata e mi chiedo se forse sarebbe meglio trovare un po di coraggio partire e andare a vivere a Zipolite o a Holbox ciao Laura


 
Il commento di Giuseppe Vecchi 12 maggio 2009


Ciao Pino, ci siamo "conosciuti" un attimo l'altra sera alla MAG a Reggio (ti chiedevo di oltretorrente e dei Soviet). Non siamo illusi, e la tua domanda presuppone già la risposta: i nostri tg non ne parleranno certamente. La gente non lo capisce ma siamo in un regime, in quello che stà diventando (io spero ancora che però non accada) un perfetto (per la borghesia) regime bipartitico. Sto leggendo "In ogni caso nessun rimorso" un libro alla Zola, che non a caso appare nel testo. Non so perchè ma i tuoi libri mi coinvolgono e appassionano, per l'argomento e per come sono scritti. Ciao e continua a rompere i coglioni... al potere! Giuseppe


 
Il commento di Lara 9 maggio 2009


carissimo Pino, dopo aver conosciuto il messico per un anno e mezzo nel 200 ho deciso di ritrasferirmi questo primo di aprile. da tempo volevo lasciare l'italia e trasferirmi in questa terra. viviamo nel quintana roo a playa del carmen, lontana, molto lontana , dal df e ppure ogni persona che mi contattava dall'italia non aveveva l'idea di dove ci trovassimo. erano tutti preoccupati e terrorizzati. onestamente devo anche dire che un giornalista italiano,di un'importante tg nazionale, mi ha chiesto esattamente dove fossimo e se per caso eravamo vicini o lontani. da noi non è mai successo nulla, non ci sono stati casi ma oggi playa del carmen è deserta. hanno chiuso grandi e piccoli hotel, ristoranti mezzi vuoti, siti archeologici chiusi... ma per che cosa? i messicano non se lo spiegano e, onestamente non ce lo spieghiamo neanche noi. da lunedì dovrebbe tornare tutto alla normalità; ovvero, ripaerturea delle scuole e siti archeologici! ma le perdite economiche? i voli charter sono ancora sospesi costringendo chi doveva rientrare in italia ad utilizzare un volo di linea (il mio compagno) e quindi spendere il doppio dei soldi!!! noi pazzi lo stiamo aprendo proprio in questi giorni un piccolo albergo e ci sono arrivati montagne di cv di persone lasciate per strada...ma non ho ancora sentito nessuno di loro lamentarsi! come hai scritto tu, ancora una volta i messicani mi hanno insegnato a non aspettarsi niente e di rimboccarsi le maniche, continuare a sorridere, non lamentarsi e continuare a guardare avanti. li adoro e sono contenta della scelta che ho fatto.


 
Il commento di tommi 8 maggio 2009


ciao Pino, la mia ragazza mi ha appena regalato "le balene lo sanno". vorrei trovare le parole adatte per descriverti il piacere di poter essere tornato a "divorarti". un saluto e un abbraccio, tommi


 
Il commento di Cosimo 5 maggio 2009


pino...hai proprio ragione...ringraziando il cielo alcune notizie ce le porti tu... tra televisione e giornali è impossibile essere informati nel modo giusto internet anche,è utilissimo..ma a volte scovare le vere notizie non è semplice... vedremo come andrà a finire.... io temo che ci sia un grande gioco delle multinazionali farmaceutiche... alla ricerca di nuovo denaro


 
Il commento di PierPapi 30 aprile 2009


Guarda caso le case farmaceutiche sono già pronte ad intervenire...siamo in tempi di crisi economica (forte, cosi dicono ma per questo ponte danno il tutto esaurito!!!)...ci vuole qualcosa per smuovere la crisi...anni fa erano le guerre...ora potrebbe essere la salute ? staremo a vedere...un commento allegro : l'altra sera un esperto del ministero in tv dava alcuni consigli per chi si era in mexico, il primo . non recarsi presso allevamenti di maiali...che sono infatti la principale attrazione del mexico!!!


 
Il commento di Daniela 30 aprile 2009


Sgomento...


 
Il commento di raffaella 29 aprile 2009


Sento dire da coloro che sbagliano anche la geografia che il virus ora stà nell'uomo e non nei maiali. Ci consigliano anche di lavarci spesso le mani ! Imparo invece che di maiali a La Gloria ce ne sono parecchi. Quindi dal maiale sarà poi passata all'uomo, o no ? Bè, tutto ciò per segnalarti un paese che dovresti conoscere perchè è la patria natia di un comune amico, Pegognaga. In questa ricca cittadina della bassa ci sono almeno 4 maiali per abitante, per non parlare della mucche, delle nutrie e dei campi di mais. Bè, a Pego non c'è l' ACQUEDOTTO e lavarsi i denti è impossibile!!! Ciao Pino, sono quella di FB e del gruppo sul COSMO dove parliamo anche tanto di 2012, di profezia Maya... mi piacerebbe sapere la tua opinione (questo se mai pubblichi cavalo !)


 
Il commento di andrea muzzi 29 aprile 2009


ciao Pino Erika, mia moglie chilanga, è rientrata ieri dal Messico; da quel che mi dice la situazione è molto più grave di quel che viene riportato ... lunedì sera stavano cancellando diversi voli inerni al Benito Juarez e ai passeggeri diretti all'estero consigliavano di ritardare la partenza, le compagnie aeree si sarebbero fatte carico dei rimborsi. Un amico di sua mdre, medico, afferma che i morti sono parecchi di più di quelli comunicati, anche se resta il fatto che al momento non si distingue ancora se dovuti a questo virus o altro. Detto ciò resta la considerazione che, come tu affermi, in un 'area urbana come quella del D.F. i 20 morti e le poche centinaia di infetti che riportano le ultime cifre non giustificano le misure prese. Le scuole ti ogni ordine e grado sono chiuse a tempo indeterminato, così come le chiese (che, detto tra noi, se continuassero a tenerle chiuse non sarebbe un gran danno), gli stadi, gli edifici pubblici e quant'altro. Lunedì girava anche la voce di sospendere, una follia, le attività lavorative ed i trasporti pubblici ... ti puoi immaginare cosa può diventare Città del Messico, seppur semideserta come in qusti giorni, con i trasprti fermi. Quindi è logico e giusto pensare che le cose non siano tanto chiare, cosa ci sia dietro o quale sia la verità sarà come solito difficile scoprirlo. Se ti possono interessare altre eventuali info contattami. Un saluto Andrea


 
Il commento di Francesca Ianniello 29 aprile 2009


Carissimo Pino, in questo momento sono in Messico, e mi trovi profondamente d´accordo con tutti i tuoi ragionamenti....é tutto troppo strano, la cittá, tu la conosci, non sembra piú lei...tutto é chiuso, tutto é tetro e fantasmale...che cosa sta accadendo davvero??? Ti ringrazio per aver messo ordine e per iscritto pensieri che vagavano confusi per la mia mente...dovresti vederli, loro, i messicani...con uno sguardo triste...ma sempre con un sorriso celato dietro le mascherine....


 
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