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9 dicembre 2021
In Universale Economica
"Italiani, per esempio", il blog di Giuseppe Caliceti
SONO ITALIANA 2 settembre 2011


Lamiaa Zilaf ha undici anni e freqeunta il primo anno di scuola media a Reggio Emilia. ha letto questo suo testo alla festa del Pd di Reggio Emilia la sera del 30 Agosto quando si è parlato della campagna per la cittadinanza "L'Italia sono anch'io": vedi www.litaliasonoanchio.it. Ero presente anche io. Scrivendolo e leggendolo Laniaa ha commosso in tanti e, penso, ha spiegato benissimo quale è il senso e l'urgenza di questa campagna. Al termine ho chiesto a lei e a suo padre se avevano internet e, volendo, se me lo potevano inviare. La sera stessa, prima di andare ha letto, ho acceso il computer e ho visto che il suo racconto era già arrivato. Buona lettura. (Giuseppe Caliceti)

SONO ITALIANA. Oggi vi racconto la mia piccola storia: mi chiamo Lamiaa ho 11anni, sono nata a Reggio Emilia e faccio la prima media. A scuola va tutto bene, stavo benissimo, vivevo felice e serena fino a due anni fa circa, quando un giorno ricevo un 10 in grammatica, ero cosi felice perché non succedeva tutti i giorni, ma il commento della maestra mi lasciò un po’ perplessa; le sue parole mi fecero riflettere sulla mia identità. Lei mi disse : “Lamiaa sei stata bravissima hai superato gli italiani!”
"Che cosa?", dicevo fra me e me. "Ma io sono italiana!”
Quando tornai a casa, mia mamma notò la mia rabbia: era arrivato il momento della discussione di un argomento che non avevo mai aperto prima d’ora con i miei genitori. Mia mamma in quel giorno mi disse:"Ma non c’è niente di male se ti chiamano stranièra.” Perché secondo lei non è affatto un insulto.
Ma il problema non era questione di insulto, ma era da verificare se io sono stranièra o meno.
E io replicai: “Mamma, ma io non mi sento stranièra, sono nata e cresciuta in Italia, io non nego le mie origini, ma casa mia è in Italia e mi sento italiana. Il Marocco lo adoro, sì, però lo sento più il paese dei miei genitori che mio, non so se mi capisci.... Non lo so, io non ci ho mai pensato prima e davo per scontato che io sono italiana!”
E la discussione finì, almeno in quel giorno, con un silenzio che diceva tanto.
Passa un anno, e vado alle medie, emozionata e un po’ spaventata dalle novità. Siccome mia mamma durante l’estate mi aveva insegnato un po’ di francese con la pronuncia giusta, la mia insegnante fin dalla prima lezione aveva notato questo e mi disse:"Brava, hai una bella pronuncia, da dove vieni?" E io pensai in quel momento: "Ancora? Ma cosa vuol dire da dove vengo? Da Reggio Emilia, no?
Ah, forse voleva dire da dove vengono i miei genitori?". Allora ho detto:“Cara prof, i miei genitori vengono dal Marocco, e io sono nata a Reggio Emilia.”
Adesso, per favore, chiariamo la faccenda: non chiamatemi mai stranièra o immigrata, a voi la scelta, potete chiamarmi italo araba, oppure italo marocchina, ma non sono affatto stranièra; i miei genitori tanti anni fa hanno scelto di immigrare e sono venuti in Italia. Ma io non ho mai immigrato, sono nata in Italia, per cui mi sento italiana, non so con quale percentuale, però lo sono, perchè lo sento dentro e lo credo. Sento come se il Marocco fosse mio papà e l’Italia mia mamma e nessuno potrebbe mai togliermi dal cuore uno dei due.
Questa non è solo la mia storia, ma è la storia di tutti i bambini e i ragazzi, figli di immigrati, che sono nati in Italia e, purtroppo, riscontrano, oltre a questi stessi miei problemi, altri problemi…..
Da qua, vorrei lanciare un messaggio: concedete la cittadinanza italiana a tutti i nativi, risparmiateci tutti i problemi inutili che non finiscono mai, e smettetela di farci vivere situazioni, che ci fanno sentire quello che non siamo. Lasciateci studiare e costruire il nostro futuro con serenità, e ricordatevi che italiani lo sentiamo dentro davvero.
 
I vostri commenti
Il commento di M.Grazia 20 settembre 2011


E' una bellissima testimonianza, esprime il mio pensiero che però non è ancora molto condiviso. La inserirò domani nel laboratorio di multiculturalità insieme alle altre che ho tratto dal librodi Caliceti, in occasione della giornata della pace a Collegno (TO).


 
 "Italiani, per esempio", il blog di Giuseppe Caliceti
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