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9 dicembre 2021
In Universale Economica
"Italiani, per esempio", il blog di Giuseppe Caliceti
UN AVVOCATO PER CLASSE? 16 settembre 2011


L'anno scolastico inizia con un drammatico quanto inevitabile scontro sulla scuola tra enti locali e governo. Per salvare il modello scolastico emiliano – nella fascia prescolare e primaria, tra i migliori al mondo per qualità, - giustamente la Regione Emilia-Romagna ha inoltrato un ricorso alla Corte costituzionale dichiarandosi preoccupata per gli ulteriori tagli e accorpamenti di scuole. E puntualizzando: “I dettagli sull'organizzazione scolastica sono di competenza regionale”. Già nel 2004, vale la pena ricordarlo, la nostra Regione aveva vinto un ricorso sul reclutamento del personale scolastico. Ma la battaglia sulla scuola riguarda ormai tutta Italia. Se a Bologna il coordinamento dei presidenti di circolo e d'istituto denuncia 9 scuola su 10 fuori dalla norma, altrove c'è chi sta facendo ricorso al Tar perché siano riconosciuti i diritti scolastici al proprio figlio disabile. Ci sono coordinamenti di genitori che protestano per riavere il tempo pieno che è stato negato. C'è chi protesta perché le classi sono troppo numerose e, anche dove lo erano fino all'anno scorso, adesso le aule non sono più a norma di sicurezza.
Non si tratta di ricorsi solo a opera degli enti locali. Alcuni partono proprio dal basso, dai dirigenti scolastici, bai bidelli, dai docenti, dagli studenti, dai loro genitori. La sensazione è che in tante realtà italiane si vada verso una vera e propria class action per assicurare, scuola per scuola, il numero dovuto di insegnanti e il riconoscimento dei diritti all'istruzione sanciti nella nostra Costituzione. Perché la scuola della Gelmini è sempre più lontana da quella di cui si parla nella nostra Costituzione. “Ci vorrebbe in ogni classe almeno un papà o una mamma avvocato”, ho sentito dire nel corso dell'assemblea di un coordinamento docenti-gentori. E' la triste verità. Non si tratta più di difendere un diritto per i propri figli, ma di riconquistarlo. Perché ai propri figli vengano riconosciuti e garantiti i diritti costituzionali all'istruzione, oggi si deve andare da un giudice. E' normale tutto questo?
 
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Una scuola da rifare
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