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9 dicembre 2021
In Universale Economica
Pino Cacucci: blog per viandanti
Bologna contromano 25 giugno 2010


Il mercato dell’auto è saturo: sono troppe, al punto che costituiscono intralcio più da ferme che in movimento. Del resto, in città sono pressoché ferme anche quelle che si illudono di muoversi...
È ampiamente provato che nel traffico ci si sposta più velocemente in bici che in auto, eppure, mentre nelle altre città europee viene incentivato l’uso dei pedali con piste ciclabili, parcheggi di scambio e martellanti campagne di sensibilizzazione, a Bologna accade l’esatto contrario. Bologna controcorrente, anzi, direi contromano, come un’anziana signora svampita che non si rende conto di aver imboccato la corsia sbagliata, una signora ancora bella ma completamente rintronata. Ormai fa più danni la pigrizia della guerra. La pigrizia fisica dei bolognesi si unisce alla pigrizia mentale degli amministratori, ed ecco il risultato: una città invivibile per il traffico forsennato e l’inquinamento letale, dove i pochi ciclisti vengono considerati un intralcio quando loro dovrebbero essere l’unico traffico autorizzato e protetto, dove i Suv circolano in stradine medievali concepite per cavalli e carretti, con l’immancabile status symbol del “permesso invalidi”... fateci caso: quando vedete un mezzo blindato tipo Cayenne con tanto di scalini per arrampicarsi fino alla torretta, magari parcheggiato su un marciapiede, ha immancabilmente il simbolo della sedia a rotelle sul parabrezza, però ne discende o ci risale agilmente qualche procace signora shoppingdipendente o giovanotto in carenza di aperitivo nel centro storico... E mentre a loro è concesso tutto, il ciclista viene multato se osa passare sullo stesso marciapiede dove sosta il Suv “handicappato”.
Qui siamo al paradosso assoluto: i vigili sono più esposti di chiunque altro all’inquinamento da traffico, quindi, dovrebbero fermare i ciclisti solo per ringraziarli abbracciandoli commossi, dato che sono gli unici ad alleviare i loro polmoni da gas e polveri. Quando l’estate scorsa è stata varata l’ennesima legge scellerata, che prevede la perdita di punti sulla patente anche per infrazioni commesse dai ciclisti (palesemente incostituzionale perché il ciclista senza patente e quello patentato divengono così cittadini “diseguali” di fronte alla legge), sulle cronache nazionali veniva annunciato che la prima città in cui un ciclista si era visto togliere punti, era Bologna. Altro record demente: è stata Bologna la prima città in cui a una ragazza in bicicletta che procedeva sotto i portici è stato fatto... l’alcoltest. E dico demente, nel senso di idiota, perché siamo nella città degli Skiantos, che hanno sancito la profonda differenza tra demenziale e demente. Un esempio? Il ciclista multato in una via a “scorrimento veloce” (in molte città europee il limite di velocità urbana è sceso a 30 km/h), perché era salito sull’ampio marciapiede nella città dei troppi ciclisti ammazzati, e quando al vigile ha detto di averlo fatto perché aveva paura di essere travolto dalle auto, il vigile ha replicato “Se ha paura, vada in macchina come fanno tutti”. Per fortuna sono casi sporadici, ma il vigile che multa un ciclista è affetto da cupio dissolvi, perché se la prende con chi contribuisce ad allungargli la vita.
La pigrizia, dicevo. Tanti non usano la bicicletta perché “fa freddo” o “fa caldo”, perché piove o (orrore!) nevica. E a Ferrara, non hanno lo stesso clima? Be’, nelle città scandinave l’imperativo è liberare dopo la nevicata prima le piste ciclabili e poi il resto, e a nessuno verrebbe in mente di andare in auto solo perché “fa freddo”. E nella piovosa Londra, persino i manager vanno in ufficio in bici, magari quella ripiegabile che diventa una valigetta... In molte città europee vige una regola che a Bologna sarebbe vista come follia pura: le biciclette hanno la precedenza assoluta, sempre e comunque. Quindi, chi “intralcia” una bici ha sempre torto. E se a qualcuno venisse da dire: “Sì, ma i popoli nordici, si sa...”. Cosa si sa? Che siamo mediterranei, dunque più scemi degli altri? E Barcellona non è forse città mediterranea, eppure, negli ultimi anni l’uso della bici è stato incentivato con risultati che qui sono ancora “impensabili”. E sto parlando di una metropoli, non della piccola e pigra Bologna, così pigra da sembrare sedata...
Potrei fare esempi ancora più estremi, come Città del Messico. Nella megalopoli più popolosa del mondo, dove il traffico veicolare sarebbe infernale, non ci si è limitati a realizzare sempre più piste ciclabili, ma si fanno grossi investimenti sull’informazione e la promozione, con lunghi spot educativi trasmessi in tv e visibili su youtube. Perché non basta strappare pezzi di marciapiede ai pedoni come a Bologna, per poi metterli nel conto ipocrita dei chilometri “ciclabili”, occorre cambiare la mentalità dei cittadini, e contrastare la pigrizia – che ormai è vera accidia – con scelte che richiedono non certo coraggio, ma semplice adeguamento all’andazzo dei tempi, cioè smettere di andare contromano sulla realtà odierna.
Notizia di pochi giorni fa: il presidente dell’Uruguay, Pepe Mujica, ha lanciato la campagna in favore dell’uso della bicicletta, invitando chi proprio non può fare a meno dell’auto a usarne una piccola e dai consumi limitati. Montevideo come Amsterdam, Malmoe, Parigi, Berlino, Copenhagen, Barcellona o Città del Messico? Di sicuro, non come Bologna.

 
I vostri commenti
Il commento di Marcello 21 aprile 2011


Ciao, sono un militante di Rebeldía di Pisa. Volevamo contattarti per presentare un tuo libro sul viaggio che permetta di interlacciare il tango argentino come e la ribellione in sudamerica. La data sarebbe il 20 maggio a Pisa. Grazie.


 
Il commento di gianmichele 21 gennaio 2011


il commento non ha nulla a che fare con il post ma é legato allo spettacolo tratto da libro viva la vida che é stato rappresentato a torino questa settimana. Spettacolo che mi dicono sia stato bellissimo ed a cui purtroppo non sono potuto andare ma da cui mi è tornato la polvere del messico con una dedica speciale che ho molto apprezzato.. grazie


 
Il commento di LIBRERIA LA CITTA' DEL SOLE 8 novembre 2010


CIAO, sono una libraia di Bussoleno ( Valle di Susa)...la VALLE che RESISTE. Se hai delle presentazioni a Torino per VIVA LA VIDA! Chissa se ci si potrebbe sentire per una presentazione in libreria...ci provo!!! Mi farebbe molto piacere e moltissimo ai tuoi lettori TANTI Grazie aspetto Rita


 
Il commento di lido francini 15 ottobre 2010


Caro Pino solo adesso scopro questa possibilità di contatto,guardavo Raiscuola ed'ho visto una tua intervista, incuriosito ho cliccato il tuo nome sul computer. Sono da poco in pensione,"ex conducente di autobus" e da poco mi sono comperato un computer,e molto lentamente scopro che mi può essere utile. E' da molto tempo che desideravo ringraziarti.Molti anni fà mi capitò di sfogliare un volume su Teotihuacan, e da allora la mia passione per le civiltà precolombiane è andata cresciendo,spinto da questa passione volevo andare a visitare i luoghi che videro le gesta di cuei meravigliosi popoli,ma a chiunque mi rivolgessi mi diceva che era pericoloso e che avrei dovuto rivolgermi ad una agenzia di turismo altrimenti avrei rischiato,fino a quando non mi comperai la The rough guide. E' stata latua prefazione, quelle poche righe che mi hanno spinto a partire. Da allora sono tornato in Messico altre cinque volte visitando anche gli altri paesi di area Maya, ed'è stato un innamoramento completo."NON FU UNA VITTORIA NON FU UNA SCONFITTA,MA LA DOLOROSA......".A proposito di questo, ho chiesto a molti se immaginavano cosa sarebbe stato di quelle civiltà senza un intervento esterno,ho cominciato a chiederlo dopo ever visto che a restare indietro sono solo gli eredi di quelle stupende civiltà. Secondo me chi ha scritto quelle righe è di parte, purtroppo qualcuno è rimasto sconfitto, e di certo non sono i "bianchi".Dei tuoi libri fino ad'oggi avevo solo letto Polvere del Messico, bellissimo, e Puerto Escondido, dopo ever visto il tuo catalogo credo che non mi fermero a solo due titoli. Di nuovo grazie e buon lavoro


 
Il commento di Marco 4 ottobre 2010


Ciao Pino Marco da Torino Hai un indirizzo mail dove posso contattarti? Saluti Marco


 
Il commento di PierFerdi 12 luglio 2010


Basta Signor Cacucci!! La smetta sempre di fare lo spocchioso bastan contrario...se non Le piace BoFogna, nessuno la obbliga a vivere qua...ma ci faccia piacere!!Moto e Auto si - Biciclette al Velodromo!!


 
Il commento di Davide Piretti 28 giugno 2010


Le false piste ciclabili fatte sui marciapiedi meriterebbero il Nobel, perché è una tale idiozia che rasenta il genio allo stato puro. Tra l'altro nel mio quartiere (s. donato) sono ormai d'uso quasi esclusivo degli scooter, vuoi per circolazione vuoi per parcheggio.


 
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 tradurre è...
 Libia, ma che bel risultato...
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