Cosa c'è di nuovo Tutte le informazioni sugli scrittori Gli autori raccontano Approfondimenti, notizie e libri Appuntamenti con gli autori L'arte del web e i libri La sezione Feltrinelli Digital Le classifiche dei più cliccati e dei più venduti I Blog dei nostri autori Feltrinelli Podcast


Risultati: in rosso i libri; in nero gli autori
23 ottobre 2017
In Universale Economica
Pino Cacucci: blog per viandanti
Libia, ma che bel risultato... 13 settembre 2012


Non è mia abitudine sghignazzare per la morte di qualche scellerato, anche se… concordo con il caro amico Luis Sepúlveda che stappa una bottiglia di buon vino ogni volta che crepa un carnefice. E non so se l’ambasciatore statunitense Chris Stevens possa essere definito un “carnefice”, difficile che venga mai accusato di crimini contro l’umanità, però, su vari giornali viene descritto come “il principale artefice dell’avvento della democrazia in Libia”. Complimenti, defunto Mr Stevens, per gli ottimi risultati ottenuti in nome della democrazia.
Si ripete la solita storia assurda: con la scusa di abbattere dittatori (e con lo scopo primario di accaparrarsi il petrolio) si spalancano le porte del potere agli integralisti islamici. Migliaia di missili e bombe sull’Iraq, e poi sulla Libia, per togliere di mezzo tiranni che tutto sommato garantivano la laicità, e al loro posto, una malsana e variegata congrega di ottusi oscurantisti che per prima cosa scrivono costituzioni nelle quali viene sancito che “la donna è complementare all’uomo” (ebbene sì, “complementare”, con tutto quello che ne deriva), e gli islamisti che fanno parte del Consiglio Direttivo di Tripoli hanno stabilito “la promozione della virtù e la prevenzione del vizio”, che sarà fatta osservare da un Comitato di polizia religiosa sul modello di quella saudita, il cui primo provvedimento è stata l’emissione di una fatwa che obbliga le donne a indossare il velo e vieta loro di andare a lavorare e di apparire in tv. Altro che primavera araba, questo è l’inverno gelido della ragione affossata e sepolta. Ma allora, tanto valeva lasciare a quei popoli il tempo e i modi per liberarsi da soli, delle rispettive dittature. Sempre tenendo bene a mente che la democrazia non si esporta, né ieri con le cannoniere né oggi con i “missili intelligenti”.
Per inciso: mai dimenticare che i talebani sono un’invenzione dei servizi pakistani in combutta con quelli statunitensi, li misero loro al potere in Afghanistan salvo poi sloggiarli quando rifiutarono di cedere il controllo assoluto degli oleogasdotti che passano da lì, e il signor Bin Laden, saudita come gli autori dell’attacco alle torri gemelle (nessun irakeno o afghano o libico tra loro), era sul libro paga della Cia ai tempi in cui era un freedom fighter contro i sovietici. Loro creano i Frankenstein e loro li ammazzano, ma intanto, centinaia di migliaia di civili innocenti crepano tra i due fuochi.
Ora, tutti a sproloquiare su Al Qaeda. Ma se li hanno messi loro, al potere (vedi noti esponenti di Al Qaeda al comando di piazzeforti militari libiche) di cosa si lamentano? L’uomo forte dell’amministrazione Usa, Hillary Clinton, minaccia sfracelli: ma che faranno? Dopo mesi di bombardamenti per ottenere questo splendido risultato, ricominceranno a bombardare? E chi? Per sostituirlo con chi?
A proposito della nefasta signora Clinton: nessuno parla più del colpo di stato in Honduras, da lei appoggiato e riconosciuto (povero Obama, così animato da buone intenzioni e così succube di quel cerbero che risulta donna solo all’anagrafe, come lo era la Thatcher o lo è la Palin munita di carabina): questa estate, Internazionale ha pubblicato un reportage dall’Honduras che lasciava annichiliti. Il piccolo paese centramericano per cui venne coniato il triste termine di “repubblica delle banane”, è risprofondato nella miseria nera e nella violenza dilagante, con i narcos che stanno anche al governo e controllano le forze di polizia, eppure, qualche anno fa, l’Honduras aveva finalmente tenuto libere elezioni e la democrazia sembrava ormai consolidata… Ma a Washington, il governo di Manuel Zelaya – un brav’uomo che aveva fatto il possibile per togliere la ricchezza oscena dalle mani di poche famiglie e ridistribuirla alla popolazione gettando le basi per un’economia dignitosa e non più basata sullo sfruttamento dei braccianti schiavizzati – è sembrato un po’ socialista, e le multinazionali delle banane non volevano smettere di irrorare di pesticidi i contadini (l’Honduras ha il record di tumori per questo) e soprattutto non tolleravano di rinunciare ai proventi delle piantagioni, atterrite dall’ipotesi di una riforma agraria… Sempre la stessa storia che si ripete: già nel Guatemala di Jacobo Arbenz, anno 1954, la Cia diretta allora da Dulles e le multinazionali come la United Fruit (che oggi si fa chiamare Chiquita… pensateci quando comprate banane) rovesciarono la democrazia e avviarono decenni di genocidio, lo stesso per cui il marito di Hillary un giorno chiese “scusa” al popolo guatemalteco: peccato che pochi, nel mondo, abbiano compreso per cosa diamine chiedesse scusa, visto che quella storia è stata cancellata dalla memoria ufficiale.
Dunque, tornando a bomba (con corollario di cruise, tomahawk e droni), vediamo adesso cosa combineranno nella Libia che si sono scodellati e serviti da soli. Vinca il peggiore, come al solito.
 
I vostri commenti
Il commento di marco 11 marzo 2013


Ciao Pino...hai un indirizzo mail al quale posso contattarti...? se preferisci scrivimi direttamente a quello segnalato nel commento...ciao


 
Il commento di Lele71vr 14 febbraio 2013


Ho bisogno d'inviarle una email con un allegato. Ci siamo conosciuti alla sua premiazione per la Terra di Salgari e alla presentazione dell'ultimo stupendo libro alla Feltrinelli di VR. Le chiedo se può inviarmi tale alla mia email: lele71vr@hotmail.it La Ringrazio di cuore, Emanuele.


 
Il commento di Roberto Calogiuri 21 settembre 2012


La recensione per il tuo intervento a Trieste. Saluti. Roberto Calogiuri http://www.fvgnotizie.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1013:pino-cacucci-a-trieste-con-il-suo-ultimo-libro-nessuno-puo-portarti-un-fiore&catid=25:libri&Itemid=132


 
 Pino Cacucci: blog per viandanti
 ciao don Gallo
 tradurre è...
 Libia, ma che bel risultato...
 Il lungo addio di Laura Grimaldi
 Maggio 2013
 Aprile 2013
 Settembre 2012
 Luglio 2012
 Agosto 2011
 Giugno 2011
 Maggio 2011
 Aprile 2011
 Giugno 2010
 Febbraio 2010
 Maggio 2009
 Aprile 2009
 Febbraio 2009
 Settembre 2008
 Maggio 2008
 Gennaio 2008
 Novembre 2007
 Settembre 2007
 Luglio 2007
 Giugno 2007
 Maggio 2007
 Febbraio 2007
 Gennaio 2007
 Novembre 2006
 Ottobre 2006
 Luglio 2006
 Maggio 2006
 Dicembre 2005
 Ottobre 2005
 Luglio 2005
 Giugno 2005
 Marzo 2005
 Ottobre 2004
 Luglio 2004
 Giugno 2004
 Maggio 2004
 Aprile 2004
copertina

La memoria non m'inganna
Compra su lafeltrinelli.it
 La scheda autore di Pino Cacucci