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7 marzo 2021
In Universale Economica
Marosia Castaldi: A vivere si impara
Lettere e diarii 1 luglio 2004


Quando qualcuno ti lascia il suo diario aperto sopra il letto o una lettera appoggiata quasi sull’orlo della scrivania, è chiaro che vuol dire: “ Leggimi, leggimi”. Insomma qualcuno che parla poco ti vuole dare un pezzo di sé. Mi è capitato solo due volte in vita mia di aprire quelle pagine offerte di nascosto. Lessi la lettera e ci trovai scritto: “ Ma come??? Sei così intelligente e ti ritieni 1 cretina??? Certo se mi inviassi una tua foto sarebbe + bello…” Nel diario, invece, c’era scritto: “Sto qui e mi pagano poche lire per fare la baby sitter. Vorrei che fossero tutti morti. Tranne la mia mamma”. Io non ero la mamma. Ero quella pagava “poche lire”.
 
I vostri commenti
Il commento di Pasquale 5 luglio 2004


"Se leggerai cosa sono e cosa sono stato, allora sarò passato indenne attraverso questo tempo ed avrò costruito un sentimento che potrai chiamare amicizia. Se invece non potrai o non vorrai leggermi, sarò nient’altro che la distanza che esiste tra una pagina bianca e la penna posata accanto ad essa." Ognuno potrà trovare il suo ruolo... P.


 
Il commento di Francesca Stefania 4 luglio 2004


I Diari sono fatti per essere riempiti di inchiostro come linee scritte, disegni, parole impresse come se fossero un unico flusso di pensiero, riflesso di noi stessi per noi stessi. Un Diario aperto e lasciato distrattamente fuori dal suo rifugio vuol dire tante cose tra cui "leggimi" ma anche e soprattutto:"se mi leggi e violi la mia privacy, almeno cerca di capire e ascoltare ciò che ti dico e lascio scritto qui". E' l'anima dei 'diari', confessionali più o meno segreti di vite qualunque ma allo stesso tempo speciali.


 
Il commento di Roberta 3 luglio 2004


Io apro il diario e ci scrivo poche righe per vomitare quello che odio. Poi lo rileggo giorni dopo e mi vergogno. I diari vanno lasciati dove sono. Se leggessi il mio, penseresti che sia vicina al suicidio. ma è proprio lui che mi salva, il diario. un bacio Roberta. Ps: com'è stato il tuo viaggio per Milano? Io ho dovuto far a mazzate per un biglietto per tornare sulla mia isola. Esodo estivo.


 
Il commento di Francesca 2 luglio 2004


Avevo un diario. Copertina strappata, prime pagine strappate, iniziava con una pagina che resisteva da anni, strappata solo a metà; c’era la mappa del mondo. Tutto il mio mondo dentro quel diario. Pochi avevano dato uno sguardo alle sue ombre nere di corpi di scogli dentro un tramonto che non è mai finito, pochissimi avevano odorato la pelle dei morti vivi tra le pagine di carta ingiallita, la carta che non accennava a coprirsi. Così segreto e così esposto. Due occhi incavati di paura sotto i capelli di gelatina nera me lo hanno strappato. Una rapina. Un grido di no soffocato e poi il vuoto. Scrivo parole nuove dentro gli odori vecchi. Gli odori sono sempre vecchi.Nel tuo paravento ho ritrovato un pezzo di mondo ed ho pianto di estasi.


 
Il commento di pasquale 1 luglio 2004


Lettere e diarii, devo confessarlo, sono stati la mia idea per un racconto. Ho tentato poi come tanti di sottoporre ad una lettura critica il testo. L'editore mi han proposto la pubblicazione. Chissà se riusciro' mai fartelo leggere, ma sarebbe un onore troppo grande per me ed una perdita di tempo troppo grande per te. Intanto io leggo i tuoi pensieri. Probabilmente sarà corretto non pubblicare questo post e quindi ne approfitto il mio libro si intitola "Come pagina bianca" e si puo' trovare su www.ibs.it o da Feltrinelli a Roma (via Orlando, solo li'). Grazie per le parole che rubo ogni giorno. Ciao.


 
 Marosia Castaldi: A vivere si impara
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