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In Universale Economica
Pino Cacucci: blog per viandanti
Risposte di pino cacucci ai commenti dei viandanti 14 maggio 2004


Cara Alexah, hai messo “il dito nella piaga”, senza saperlo… Purtroppo questo scritto lo avevo proprio mandato al manifesto, con cui ho collaborato spesso negli ultimi dieci anni, forse più, ma una redattrice lo ha respinto dicendomi che era “troppo antiamericano”… A parte che il termine “antiamericano” è privo di senso, in quanto America è il nome di un continente (sarebbe come dire “antiasiatico” o “antiafricano”, il che è un’insulsaggine, ma sarebbe anche ora di promuovere qualche lezione di geografia per i giornalisti, che dicono Medio Oriente quando per gli europei è Vicino Oriente, e così via), la sua preoccupazione riguardava proprio il fatto che, a suo avviso, questo scritto rischierebbe di portare acqua alla palude dei fautori dello “scontro di civiltà”, eccetera. L’ho proprio presa male, anche se resto il solito assiduo lettore del manifesto (del resto, la scelta è poca, nel panorama annichilente dell’informazione italiana) e continuo ad avere cari amici in quella redazione. Insomma, sono tempi davvero bui e confusi, se persino là dentro saltano fuori certe code di paglia. Inoltre, preferirei parlare di “scontro tra barbarie”, quella degli integralisti che si sono impossessati della Casa Bianca contro gli integralisti, loro speculari e funzionali ai fini coloniali, che mozzano teste o fanno saltare in aria stazioni ferroviarie. In mezzo, stritolati da tanta barbarie e impossibilitati a parlare sui mezzi di comunicazione di massa, ci sono i tanti, come noi, come tuo marito, come i cristiani veri e i musulmani immuni al fanatismo, che tentano ogni giorno di fare del proprio meglio per sbarrare il passo all’inciviltà.
Pino Cacucci – 21 maggio 2004




Sì, caro Davide, credo anch’io che lo scopo sia proprio questo: impedire a un militare di accorgersi che il “nemico” è un essere umano simile a lui. Il fine è sempre lo stesso da millenni: demonizzare, “bestializzare” l’avversario spingendo a odiarlo non come nemico ma come altro da sé, mostro da sopprimere, e soprattutto, essere inferiore – ma pericoloso – da disprezzare e umiliare. Una cultura di pace dovrebbe diffondere soprattutto la conoscenza e l’abitudine alle diversità, per evitare che la diversità spaventi e si trasformi in odio isterico, istintivo, dettato dalla paura. Ecco, temo che la paura sia stata elevata a sistema di dominio: avere paura ci porta a reagire come gli animali che attaccano per primi perché spaventati. Con tutto il rispetto per gli animali più o meno feroci, ovviamente… ma dal genere umano mi aspetterei qualcosa di più.
E condivido: i carnefici sono diventati tali perché insensibili – e impauriti – mentre i traumi restano tutti alle vittime, che spesso non li supereranno mai… Ho diversi amici latinoamericani che hanno subito torture e hanno vissuto l’orrore (parenti desaparecidos, che li hanno lasciati nelle condizioni di sopravvissuti con inconsci sensi di colpa per essere appunto sopravvissuti), e per quanto siano quotidianamente assennati e persino “moderati” nelle loro azioni e pensieri, ogni tanto, vengono presi da un senso di smarrimento, di vuoto insopportabile, di dolore insopprimibile, e i demoni che si portano dentro prendono il sopravvento e li tormentano. Non si supera mai, l’orrore subito.
Pino Cacucci - 20 maggio 2004



Caro Gianluca, non ho remore ad ammettere che gli esempi sono di parte, del resto, io stesso “sono di parte” in ogni istante della mia vita, e quando sento qualcuno iniziare un discorso con “sarò obiettivo”, penso subito che sta per propinarmi la sua “parte” ma in modo più abile. Però mi piacerebbe che mi spiegassi meglio cosa intendi tu per “esempi di parte”, e perché, se sono cose giuste, gli esempi le privano di senso. Ho citato Loach e Chomsky come due menti tra le più appassionatamente lucide della cultura anglosassone attuale (e avrei potuto aggiungerne all’infinito, come James Petras, o John Pilger, o Kurt Vonnegut, o Harold Pinter, o… tanti altri con i quali ho una profonda identità di vedute). Da “parte” mia, benvenute le critiche.
Pino Cacucci - 21 maggio 2004



Cari Alessandro, Gianfranco, Gianni e Ramona, scrivo anche per sentirmi meno solo, e dunque, i vostri commenti mi consolano in questo deserto di barbarie… dove però ci sono tante oasi di gente che vale la pena conoscere e farci un tratto di cammino insieme, certi di rincontrarsi, da qualche parte, anche dopo temporanee separazioni. L’oblio è una grave malattia di cui l’Italia è affetta da sempre, basti pensare che per il governo britannico, nel ’43, Badoglio era al primo posto nella lista dei criminali di guerra mentre qua, ha un mausoleo come “padre della patria”… La Somalia dimenticata in fretta, come i gas sulle popolazioni di Etiopia, Eritrea, come i massacri in Libia, come i campi di sterminio (gestiti da militari italiani) in Jugoslavia… Tutto dimenticato. E’ pericolosissimo che un popolo non faccia i conti con il proprio passato. I tadeschi continuano dolorosamente a farlo, e buon per loro. Se a scuola si insegnassero “i crimini di guerra degli italiani”, forse ci sarebbero meno “baldi giovanotti” pronti a torturare i prigionieri… che siano in Somalia o a Bolzaneto.
Pino Cacucci – 21 maggio


Caro guido, accetto di partecipare a trasmissioni di radiorai finché mi lasciano dire quello che voglio, ma purtroppo il microscambio di battute finali ha la tirannide di pochi secondi, e forse non sono riuscito a spiegarmi: dimentichi che ho detto “reazioni isteriche”, e mi riferivo a quegli isterici assassini del governo Sharon che hanno accusato il (loro) ministro in questione di equiparare i nazisti all’esercito di Israele. Ecco qual è dunque il “paragone improponibile” a cui accennavo, cioè quello blaterato dai membri del governo sharon, che di fronte all’immagine dell’anziana palestinese hanno sollevato il solito volo di stracci dei professionisti del vittimismo ipocrita, gli stessi che mandano “consiglieri” in tortura e massacri nell’America Latina da “pacificare”, dalla Colombia al Centroamerica, dove Tsahal ha dato il peggio di se stesso. Ma tutto ciò lo sai meglio di me…
Con affetto e un saluto resistente
pino
 
I vostri commenti
Il commento di pino cacucci 5 giugno 2004


caro steu, quel luglio del 2001 ero a città del messico. cosa era successo l'ho saputo per telefono. e l'angoscia era tanta, perché alcune delle persone che mi sono più care erano lì.


 
Il commento di steu 31 maggio 2004


Caro Pino, una curiosità: tu c'eri a Genova in quel luglio 2001? Firmato: uno che, come te, viene da "quell'immobile campagna" e che da allora è rimasto "con quella faccia un po' così..."


 
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