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9 dicembre 2021
In Universale Economica
Con le parole e con le immagini: il blog di Cristina Comencini
Presentando il libro con voi 9 luglio 2004


Sono andata in giro per le città italiane a presentare il mio romanzo. Sento che questa volta, più che per gli altri libri, la gente vuole capire, sapere di sé. Che legame può esserci tra noi, persone normali, con una vita amorosa più o meno tranquilla, e quello che è accaduto ai due protagonisti? Qual è il legame tra la storia di un uomo che lascia la moglie per una ragazza più giovane della figlia e l’incesto? Qual è il rapporto tra il corpo e i pensieri? Tra il corpo e l’amore? Mi accorgo mentre ne parlo in pubblico che è un argomento caldo anche per loro, non solo per me. La gente è colpita, anche gli uomini. E le donne, come giustificare il comportamento della madre dei due bambini, di tante madri che nascondono nel silenzio i segreti familiari? Ma forse la questione più importante è proprio quella del legame tra l’amore, il desiderio riconosciuti e il superamento del limite, la violenza. Non ho scritto il libro per dare una risposta. Sapere che in ognuno di noi convive il lecito e l’illecito, mi sembra già un modo per stare in guardia. Certo è un modo per riammettere tra noi, senza pietismo, le vittime. L’attrazione per il corpo ingenuo e arreso è molto diffusa. La volontà di possedere chi si mette fiducioso nelle nostre mani pericolosamente vicina a tutti.
 
I vostri commenti
Il commento di Pasquale 13 luglio 2004


Certo per liberarsene. Parlare di cio' che è oscuro contribuisce a portarlo alla luce. Cio' che è illuminato di solito fa meno paura. Le pulsioni, veniamo a quelle, sono con noi da sempre. Eppure la storia ha costruito un percorso di valutazione che tutti ci coinvolge. Erotismo come coscienza vitale e non come giustificazione per ogni trasgressione. Non mi sentirei affatto libero se concepissi la pederastia come un antico greco, mentre lo sarei senz'altro se provassi a vivere come il "tafano" socratico. Una presunta "apertura" nei costumi viene apprezzata dalle masse molto piu' di chi pungola costantemente il prossimo nella ricerca della verità. "Totem e tabu'" non venderebbe molto oggi. Forse non andrebbe nemmeno in libreria.


 
Il commento di Cristina Comencini 12 luglio 2004


Caro Pasquale, quando parliamo d’istinto, di erotismo, di desiderio, tiriamo in causa qualcosa che ci lega paradossalmente a prima del nostro sollevamento sulle zampe posteriori. Più va avanti la coscienza del limite più pensiamo di poter controllare tutto, quando in realtà molte cose di noi stessi ci sfuggono e ci dominano. Nella maggior parte dei casi per fortuna! Così ci accorgiamo, leggendo per esenpio le tragedie greche, che gli antichi avevano più dimestichezza con la loro parte nera, e avevano creato una poesia in grado di raccontarla, non per fare notizia, che è una necessità solo di noi moderni, ma per liberarsene. Cristina Comencini


 
Il commento di Pasquale 12 luglio 2004


Fortunatamente possiamo scegliere di essere persone corrette. In questa come in altre questioni sulle quali misuriamo l'uomo in quanto evoluto animale sociale possiamo ammettere l'esistenza della parte nera, ovvero di cio' che in noi è rimasto da prima che ci sollevassimo sulle zampe posteriori e che scoprissimo l'altro. Tutti sono chiamati ad una sceltà di onestà e correttezza continuamente, senza necessariamente concentrarsi su alcune scelleratezze solo perchè fanno piu' notizia. Non credo siano possibili graduatorie. Vivere civilmente è un unicum che scegliamo interamente oppure no. Fortunatamente possiamo farlo. In questa scelta dimostriamo continuamente di essere uomini o ancora animali.


 
 Con le parole e con le immagini: il blog di Cristina Comencini
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Lucy
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