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9 dicembre 2021
In Universale Economica
Con le parole e con le immagini: il blog di Cristina Comencini
Dal libro al film 16 luglio 2004


Ogni giorno, da più di un mese, mi incontro con le due sceneggiatrici con cui sto scrivendo il film tratto dal mio romanzo. E’ la prima volta che un mio libro diventerà un film, anche se alterno da molti anni queste due carriere. Ho voluto intenzionalmente tenere separati i due mondi, quello della letteratura e quello del cinema. E invece ora si mischiano: mai dire mai. Questa storia si presta, è vero. Tutto accade in poco tempo, il “ plot”, come si dice al cinema, è incalzante, i personaggi sono interessanti per degli attori. Ma è qui che nasce il problema: ognuno ha il suo personaggio nella mente e vuol fare venire fuori quell’aspetto del carattere, ognuno vede un attore piuttosto che un altro. Scriviamo e mi rendo conto che anche le due sceneggiatrici li pensano in modo molto diverso da come li ho scritti, sottolineano dettagli che non ho mai considerato come fondamentali, dimenticano tratti del carattere su cui ho speso giorni di lavoro. E penso a come ogni lettore, ogni lettura li trasformi in esseri diversi. A volte nelle presentazioni mi capita di chiedere su questo le idee dei lettori. Le risposte: Sabina è identica a mia sorella, così vulnerabile e affascinante; Franco è fisico e sensibile, vorrei incontrarlo domani. Il film è una scelta perché precisa queste fantasticherie in un volto reale. Cosa vorrei chiedervi? Sapere come li immaginate, ora, subito, prima che siano fissati nei corpi e nei visi degli attori.



 
I vostri commenti
Il commento di Valentina 3 novembre 2004


Le trasposizioni cinematografiche di opere letterarie non sono mai un’impresa facile…attorno ad un libro si sviluppano le fantasie di un esercito eterogeneo di lettori: chi desidera percorrere questa strada deve essere consapevole che si andrà a scontrare con queste fantasie, con infinite proiezioni…e il lettore generalmente non ama essere tradito… Tuttavia credo che, in qualche modo, libro e film possano e debbano godere di una certa autonomia reciproca. Ad una e una sola condizione: quella di non perdere l’emozione centrale, quella che ha fatto vibrare le corde più intime dell’animo…quell’emozione che spesso il lettore non riesce a definire, ma che chi scrive domina certamente… Penso a “Non ti muovere”, un libro che ho amato in maniera viscerale, penso all’atteggiamento curioso e diffidente con cui ho approcciato il film e allo stupore gioioso nel ritrovarvi “proprio quell’emozione lì”, senza addizioni, senza sottrazioni, diversa nella forma magari, ma ugualmente potente nel contenuto… I dettagli (l’anatomia di un personaggio, le parole che gli si fanno pronunciare, le modalità relazionali che gli si attribuiscono), per quanto importanti al fine del “riconoscimento”, non sono così centrali…lo scarto non si gioca sul piano della manifestazione, ma ad un livello più profondo…è il nucleo emotivo che deve essere preservato… Io la penso così…unicuique suum!


 
Il commento di Lizzi 24 agosto 2004


...scusa Matilde ma Franco sembra un modello di Armani da come lo descrivi piuttosto che un giovane attore spiantato e insoddisfatto. Perchè diciamoci la verità Franco non è felice e se Sabina non fosse tornata incinta dagli Stati Uniti chissà.... Anita non mi sembra che lo abbia lasciato indifferente. Al di là di questo penso che Franco sia un gran fico ma tutto al naturale, con una meravigliosa faccia dall'aria vagamente annoiata ma capace di regalare sorrisi disarmanti. In sostanza uno che ti fa perdere la testa ma non sai bene perchè....


 
Il commento di Lizzi 24 agosto 2004


Cara Matilde, sono quasi completamente d'accordo con te sulla descrizione di Sabina. Penso però che il suo minimalismo sia molto più spontaneo e inconsapevole che non modaiolo come da te tradotto nell'uso di scarpe basse di grande linea e gioielli tribali. Io vedo in Sabina un'eleganza noncurante, una bellezza lasciata al caso e priva di sottolineature. Franco invece....


 
Il commento di Cristina 20 luglio 2004


Cara Matilde, passo subito le tue schede precise e fantasiose alle mie cosceneggiatrici. Ora vedo Sabina e Franco anche con i tuoi occhi.


 
Il commento di matilde 19 luglio 2004


Franco ha una andatura disinvolta ed una parlantina sciolta. Parla con le mani e le muove spesso nell'aria per meglio descrivere le cose che sta dicendo, non ha inibizioni di sorta e utilizza anche argomenti personali a sostegno delle sue tesi. Ama la casa e le cose, ha un attaccamento smisurato alla moglie. Usa spesso diminuitivi quando le si rivolge, pur conservando un atteggiamento "maschio" sia nel sesso che quando discutono di problemi o vicissutudini varie. Lavora il legno nel tempo libero ed è fiero dei lavori che espone in casa e nel suo studio. Ha una vecchia motocicletta italiana e la usa sia d'inverno che d'estate. Ama nuotare e le immersioni per scrutare il fondo del mare.


 
Il commento di matilde 19 luglio 2004


Sabina è elegante e minimalista.Porta spesso i capelli legati che mettono in risalto il taglio degli occhi e il naso. Calza scarpe senza tacco, di gran linea, indossa gioielli artigianali e il suo tono di voce, quando non lavora, è basso e armonioso. Il suo sguardo non è mai diretto ma obliquo e disincantato. Si muove senza esitazioni. Ha seno e sedere piccolo e sodo. Guardandola si intuisce una grande forza ed energia intellettuale.Franco è magro e sportivo. Porta i capelli corti tagliati a spazzola, ha sopraciglie folte e una bella bocca carnosa. Ha dita affusolate e unghie molto curate. Indossa jeans con scarpe di cuoio e pull over size. Il colore degli occhi è del colore del mare d'inverno e la sua voce è densa.


 
Il commento di TP 19 luglio 2004


2/Del resto proprio tu, che hai diretto il film tratto da uno dei maggiori successi letterari del Novecento dovresti poter parlare con maggior cognizione di causa di chiunque altro in merito a ciò. E immagino ti senta rafforzata dall'idea che l'arte di un regista, in questi casi, è proprio quella di far dimenticare le suggestioni immaginative del lettore legate ai particolari fisici dei protagonisti del libro per farli immergere in quella che è la TUA visione della storia, personaggi compresi. Convincerli, insomma, dell'attendibilità, della validità dei TUOI occhi, e rapire la loro attenzione con quella. Che altro è il cinema? Ciao!


 
Il commento di TP 19 luglio 2004


1/Secondo me, sin da quando ha preso avvio la pratica di trasporre un film da un romanzo (parliamo quindi di albori, o quasi, del cinema!) il problema che segnali è sempre stato più che pressante. Certo, anche qui esistono delle differenze: i produttori di "Last Picture Show" di Peter Bogdanovich non si fecero troppi problemi sulle eventuali lamentele dei lettori del libro. In parte perché i lettori erano una quindicina e fu il classico caso in cui era stato il film a far conoscere il libro e non viceversa, in parte perché alla fine il cast era semplicemente perfetto. Quando invece il libro è un grande successo viene a galla la questione dell'ansia: riusciranno legioni di appassionati a ritrovare il personaggio nella mia scelta di casting?


 
Il commento di Cristina 18 luglio 2004


Dai, Irene! Scrivimi cosa non vuoi assolutamente perdere nel passaggio dal libro al film. Non sai quanto è importante per chi scrive! A presto, Cristina


 
Il commento di Irene R. 17 luglio 2004


Io ho letto questo libro a fine aprile-primi di maggio, poco dopo la sua uscita e mi è piaciuto moltissimo proprio per come arriva diretto, per come svela questi personaggi così reali, così veri, dai sentimenti sempre in primo piano. Sabrina sicuramente è in primo paino ma non son da sottovalutare Franco ed il regista, molto incisivi i loro dialoghi... Come voto io do 9.5/10 a questo libro e quando uscirà il film sarò ben felice di andare a vederlo. Come vedo io i vari personaggi? beh, mi do una ripassata al tutto [tra l'altro son solita sottolineare le frasi che mi hanno colpito e, quindi, non mi sarà difficile rinfrescare la memoria rapidamente...] e poi delineo i vari personaggi come li ho visti io... Irene, Este (Padova)


 
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