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22 aprile 2021
In Universale Economica
Rossana Campo: Sempre pazza di te
È diventando assolutamente niente che si può diventare scrittori 8 ottobre 2003


La scrittrice Agota Kristof in un’intervista: “Un mio personaggio dice che è diventando assolutamente niente che si può diventare scrittori. Devo dire che quest’affermazione vale anche per me. Fin dall’infanzia ho amato leggere e scrivere. Tutte le altre cose non avevano nessuna importanza, ma non volevo fare gli studi letterari, diventare un professore. No, non amavo quella strada: ho preferito andare a lavorare in una fabbrica. Lì potevo concentrarmi sulla scrittura, sui miei pensieri, vicino alla macchina che io usavo in fabbrica c’era un foglio su cui io scrivevo i miei versi, ed era la cadenza della macchina a darmi il ritmo di quella poesia”.
 
I vostri commenti
Il commento di Paolo 14 ottobre 2003


Mi ricordo che la frase mi fece pensare molto, quando la lessi in "Ieri", il libro da cui Soldini ha poi tratto "Brucio nel vento"... La pronunciava il giovane scrittore protagonista. La mia immedesimazione fu istantanea e feroce; ma da allora riesco a digerire meglio... il lavoro che faccio.


 
Il commento di Rosa 9 ottobre 2003


Sono piuttosto d'accordo con lei, perchè non credo che si possa diventare scrittori con un semplice corso, nè che questo possa servire a molto... Ed a parte il talento, credo che per essere scrittori sia necessaria una passione totale e viscerale per quest'arte. Ed in fondo scrivendo si annulla in quel momento anche un po' se stessi, ci si distacca dalla coscienza di sè, anche se invlontariamente si trasmette sempre la parte più intima di sè. E' per questo che non comprendo bene come si possa pubblicare.. non so se lo farei se fossi una brava scrittrice...


 
Il commento di Davide 9 ottobre 2003


Pubblicità??? Dal momento che siamo nel sito di Feltrinelli, con autori Feltrinelli e libri Feltrinelli, siamo tutti ben coscienti di che cosa stiamo leggendo (e scrivendo). Mi pare difficile che nel blog (perché poi finto?) di un'autrice possa entrare qualche "sprovveduto" che leggendo queste poche righe si precipiti a comprare un libro. Credo che qui entri chi ha già letto e apprezzato i suoi libri. Pubblicità a posteriori???


 
Il commento di Rossana Campo 9 ottobre 2003


Per l'anonimo Frank

Certo che quelli che mandano i loro commentini rosiconi e non hanno neanche il coraggio di firmarli sono proprio forti, eh? Caro Frank, ti volevo rispondere personalmente ma l'indirizzo e-mail che hai mandato era falsissimo. Allora, diciamo: certo che uno scrittore deve farsi conoscere, sennò di cosa campa scusa? E certo che un editore deve cercare di vendere i suoi libri, sennò che leggiamo? Quanto al comunicare, certo che non so comunicare, sennò non sarei una scrittrice ma una intrattenitrice televisiva (categoria ben più ricca di scrittori ed editori).


 
Il commento di Frank 8 ottobre 2003


Bella trovata di Feltrinelli: chiama un apio dei suoi autori giovani, gli dà uno pseudoblog, tutta pubblicità. Altro che "diventare niente", qui si fanno affari (tanto per cambiare). “Un’ipotesi praticabile mi pare quella di leggere quel ‘niente’ come l’inappartenenza originaria che taglia e perfora sia l’individuo sia la comunità sottraendoli a una coincidenza assoluta con se stessi ... ebbene ciò vuol dire che quel ‘niente’ di soggetto, o quel necessario assoggettamento al niente, può ben essere interpretato in termini di ‘relazione’". Ma dov'è che, lei, signora Campo, si mette in relazione con gli altri? Lei qui si sta solo esibendo e facendo meschinissima pubblicità, ahimé!


 
Il commento di sasaki 8 ottobre 2003


io scrivo di notte. e mi disturba anche la luce... poi sono davvero invidioso di chi prende appunti ovunque e poi riesce a rimettere in sesto il tutto. io o ho tutto chiaro oppure nemmeno riesco a sedermi al computer... sasaki


 
Il commento di Davide 8 ottobre 2003


Era di opinione contraria Raymond Carver, che lamentava la propria incapacità di scrivere se veniva distratto da qualunque cosa che non fosse il foglio bianco. Immersione nella scrittura non solo come creazione, ma anche come atto fisico in sé. Diventava assolutamente tutto. Forse la parola chiave non è "niente" o "tutto", ma "assolutamente".


 
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