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9 dicembre 2021
In Universale Economica
Con le parole e con le immagini: il blog di Cristina Comencini
Come trasformare in immagini potenti quello che ci portiamo dentro 11 settembre 2004


Ho visto un bellissimo film ieri sera, “Mare dentro” di Alejandro Amenabar. Come mi succede qualche volta, lo avevo scelto con la sensazione oscura che mi avrebbe aiutato nell’elaborazione del mio film dalla Bestia del cuore. Conoscevo e amavo un altro film dello stesso regista. Ma in questo caso ho sentito per così dire un richiamo. Mi capitano qualche volta queste visite improvvise a libri o film mentre sto scrivendo o girando. Come se una parte di me sapesse, senza averne la coscienza, che in quel libro c’è una traccia di quello che sto cercando. Mi è capitato con la citazione da Moby Dick di Melville che ho posto all’inizio del mio romanzo: erano anni che non lo leggevo, ho aperto il libro alla pagina della citazione. Non sono una negromante, ma penso, come diceva Moravia, che chi scrive ha una specie di memoria concentrata, come un microprocessore conficcato nell’inconscio. Il film di Amenabar (andatelo a vedere subito, prima che lo tolgano) riesce a trasformare in immagini fortissime le fantasticherie di un paraplegico, i suoi desideri. Dal corpo senza movimento dell’uomo (interpretato da un magnifico Bardem) escono per così dire energie sovrumane, sentimenti smisurati, erotismo, e dalla sua bocca, nella realtà della vita, battute dure e ironiche, rabbia e affetto. Mi affascinano i due piani dell’esistenza: la malattia, le persone che lo curano (fantastici attori); il fondo di sé rimasto forte e energico come prima dell’incidente, la sua immaginazione che non può condividere con nessuno. E’ così difficile al cinema trasferire questa duplicità; più naturale con la letteratura. Ma è proprio questo che dovrò realizzare nel film; quello che abbiamo cercato di fare già con la sceneggiatura. Sabina è sola col suo mistero, col sogno che le ha spezzato in due la vita: dovrò fare “vedere ” la sua angoscia, le oscillazioni dei pensieri, il nervosismo, i ricordi, trasformare i suoi stati d’animo in visioni. Per esempio la casa dei genitori potrebbe diventare un bunker senza finestre, in cui tutto è immobile, anche le persone, come in un museo delle cere.
 
I vostri commenti
Il commento di Marinella Savino 13 novembre 2004


Passavo per il suo blog... Ho letto, per un atavico amore che mi porta in mezzo alle parole. Poi quel titolo, a infrangersi, come ciottolo rotolato sul letto asciutto di un fiume in piena, svotato dai ricordi. "Come trasformare in immagini potenti quello che ci portiamo dentro"... Come fare il contrario? Non ho ancora visto un film tanto bello... Le auguro buon lavoro e buon tutto quello che si aspetta, se non sono in ritardo come sempre. Marinella Savino.


 
Il commento di Cristina 21 settembre 2004


Sono d'accordo sia con Calvino che con Montesquieu: i silenzi in letteratura valgono più delle parole.


 
Il commento di Supercri82 20 settembre 2004


Ognuno interpreta ciò che legge a sua maniera.Io ricerco spesso i miei timori, le mie gioie.Tra le pagine di un libro,provo a risolvermi i problemi,magari prendendo ad esempio un personaggio.Penso che l'essere umano abbia la mania di ricercare in ogni dove similitudini con se stesso.O forse è solo una mia impessione ed immagino che la regola valga per tutti. Calvino sosteneva che scrivere è come nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto. Montesquieu diceva:"Non bisogna mai esaurire un argomento al punto che al lettore non resta più nulla da fare.Non si tratta di far leggere,ma di far pensare".


 
Il commento di Supercri82 15 settembre 2004


Grazie!!!Non può immaginare la mia felicità nell'aver ricevuto risposta!Purtoppo non può neanche vedere il sorrisone che ho stampato in faccia,ne sarebbe la conferma... "Nome duro e passionale"...non ci avevo mai pensato,comunque il mio nome lo adoro,da sempre... Mi piacerebbe tanto sapere qualcosa sui luoghi,i tempi,i riti che accompagnano i suoi istanti di creazione...è molto vaga come domanda,ma la mia curiosità è infinita... Un abbraccio


 
Il commento di Cristina 15 settembre 2004


Cara Cristina (nome duro e passionale), grazie per il tuo entusiasmo. Ti auguro con tutto il cuore di riuscire a scrivere come vuoi!


 
Il commento di Supercri82 14 settembre 2004


Finalmente ieri sono andata alla Feltrinelli di Milano e mi sono regalata il suo libro...L'ho letto tutto d'un fiato stanotte,dalle 23 alle 5 circa,ho pianto dqa inizio a fine...ora sono stanca,dovrei studiare,ma non potrei mai riuscirci...che meraviglia le sue intuizioni,la sua immaginazione! Potrei dirle un mucchio di cose,ma non sono nessuno per farlo e non ci conosciamo nemmeno! le faccio solo tanti complimenti,avrei tanto voluto scriverlo io...il talento è tra noi come un abisso,ma la passione ci unisce fortemente...grazie cristina.che bel nome,vero?io lo adoro!!


 
Il commento di Supercri 11 settembre 2004


Conosco la sua arte solamente a tratti.Lei è da tempo uno di quei personaggi che ho impresso nella mente come obiettivo di effettiva scoperta.Eppure sento di stimarla molto.Sono nata con una fortissima passione per la scrittura(ed il mio sogno sarebbe morire stringendo una penna con la mano!),"rumino"come le mucche china sul pc e possiedo un"microprocessore"conficcato nell'inconscio anche io,che non mi dà tregua.Penso,rifletto,rimugino incessantemente e,quando il mio spirito è sovraeccitato,comprendo che è il momento di creare,di snocciolare le mie visioni..ecco allora rivelarsi la solita forza ancestrale,quel sottile misticismo che mi conduce di peso in un'altra realtà.E io gioisco,gioisco perchè solo io la vivo!Lei può capire...


 
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