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9 dicembre 2021
In Universale Economica
Con le parole e con le immagini: il blog di Cristina Comencini
Diario di preparazione 2 5 novembre 2004


Dopo un viaggio lunghissimo (Roma – Francoforte – Washington – Charlottesville) sono nei luoghi dove si è rifugiato Daniele per sfuggire al suo passato, la Virginia, la regione dei primi insediamenti inglesi d’America. Nel minuscolo pulito aeroporto di Charlottesville (mi piace dare questa idea inconsueta, piccola, degli Stati Uniti), fratello e sorella s’incontrano dopo tanti anni, si abbracciano confusi. Sulla autostrada a quattro corsie cercano di fare conversazione, si studiano intimiditi. L’auto ora entra nella cittadina, percorre la strada accanto al campus universitario. Daniele indica le costruzioni neoclassiche volute da Jefferson, le colonne bianche, i muri di mattoni rossi così inglesi, quella strana commistione tra vecchio e nuovo mondo. Devo cambiare un po’ il dialogo in auto, Daniele dovrà spiegare la ragione di questa folle architettura, non tutti hanno letto il libro. Sul muro dell’aeroporto ho trovato una citazione di Jefferson che mi sembra molto giusta per il film, forse potrebbe dirla Daniele a Sabina mentre escono dalla cittadina, verso la casa in campagna dove abita con Anne. “Se illumini gli esseri umani, allora la tirannia e l’oppressione del corpo e della mente svaniranno come gli spiriti del demonio al sorgere del giorno.” Nel piazzale sterminato dell’università (dove finalmente Sabina gli dirà che aspetta un bambino), ai bordi del colonnato, vicino alla Rotunda, che vuole somigliare in piccolo al Pantheon di Roma, incontro studenti che vendono dolci in favore della campagna di Kerry. “Allora, può vincere?” , chiedo loro. “No, gli americani hanno troppa paura .” Ripenso a Jefferson, al suo pensiero illuminista pieno di speranza. Mi piace ambientare una parte del film in questa Virginia così anacronistica, rifugio che ha scelto Daniele per dimenticare, dove gli studenti fanno dolci per Kerry, anche temendo che perderà.

 
I vostri commenti
Il commento di Valentina 23 dicembre 2004


Cara Cristina, ti immagino tutta indaffarata tra letture, prove varie e organizzazione della partenza...solo due righe per augurarti un buon Natale. In bocca al lupo per le riprese! Sono certa che ci siano tutte le premesse perchè ne esca un gran bel film. A presto, Valentina


 
Il commento di Vanessa 25 novembre 2004


Cara Cristina,ho visto tutti i tuoi film e ti stimo molto sia umanamente che professionalmente.Il libro l'ho "divorato" in un paio di giorni qualche tempo fa,avevo fretta di sapere come sarebbe andata a finire questa storia emozionante e commovente...mi hai proprio fatto consumare gli occhi! Il cast che hai scelto per la trasposizione cinematografica della tua opera è grande,pensa che mi chiedevo da tempo chi avrebbe avuto l'idea di mettere insieme gli splendidi Lo Cascio e Mezzogiorno.In bocca al lupo e complimenti anche per "Matrioska".


 
Il commento di Valentina 23 novembre 2004


Bella quest’idea dei libri che si scrivono da soli…l’autore ha dentro di sé una storia e questa storia vedrà la luce anche indipendentemente dal suo “desiderio di lei”, dal suo controllo…siamo degli inconsapevoli produttori di senso, degli artefici silenziosi…ma io in fondo credo che ogni storia abbia bisogno anche di tanta cura e passione per “generarsi” e trovare piena espressione…la creatività è un terreno che va nutrito perché possa dare buoni frutti e quanto più la nostra vita è ricca di esperienze, di luoghi, di incontri quanto più il nostro segreto “centro propulsore” si può caricare di suggestioni…aspetto con ansia il tuo nuovo resoconto per continuare a “costruire” la “mia” storia…con affetto, Valentina P.S. Hai visto “La vita che vorrei”? Giuseppe Piccioni è un autore che, mutatis mutandis, ha una sensibilità a mio parere non distante dalla tua…


 
Il commento di Cristina 16 novembre 2004


Cara Valentina, è strano ma quando scrivi un romanzo trovi in luoghi senza cercarli. Anche se non li conosci, se non li hai già visti, i posti della storia si annunciano da soli. Per me è ancora più vero perché tutti i miei romanzi si scrivono un pò da soli, io ho solo la volontà di mettermi alla scrivania tutte le mattine. Quanto alla Puglia: il litorale romano è già stato visto molto volte al cinema, mi sembrava più interessante far nascere questo bambino "miracoloso"- come lo chiamava Adriano Sofri nella sua prsentazione - tra gli ulivi giganteschi del salento, piantati nella terra rossa.


 
Il commento di Valentina 15 novembre 2004


Cristina, perchè ambientare in Puglia e non a Roma questa storia? In fin dei conti Roma è un condensato di quella "magnificenza" storica e culturale di cui tanto amano dissertare Sabina e Daniele nel loro rendez vou americano...non capisco le ragioni di questa scelta...


 
Il commento di Valentina 10 novembre 2004


Ebbene sì, i viaggi fanno bene all’ispirazione…grazie per avermi fatto esperire virtualmente, grazie alla tua descrizione così ricca di suggestioni, questo angolo di mondo a me sconosciuto…la mia “enciclopedia” purtroppo è ancora troppo povera di luoghi e culture…a volte mi chiedo quale rapporto logico (o forse magico) leghi i luoghi e le esperienze alla creatività…è la necessità di collocare nello spazio e nel tempo una storia, di costruirvi attorno un background che spinge a viaggiare, a conoscere, a "vivere"…o viceversa sono le esperienze di vita che fanno sgorgare l’ispirazione? Tu come la vedi? Valentina


 
Il commento di Supercri82 9 novembre 2004


Non richiedo più risposta, è tanto per dire... Sai Cristina che mi sembra pazzesco che,una persona conosciuta,impegnata nella preparazione di un film,trovi il tempo e la voglia di rispondere ad una ragazza di 22 anni qualsiasi, come tante ce ne sono?! Non voglio assolutamente sminuire la tua sensibilità,che percepisco molto forte,ma è davvero surreale e tremendamente fantastica questa situazione,grazie di cuore!Ormai ti considero un'amica che stimo tantissimo e che purtroppo mi abita lontana:-)Bellissima l'invenzione dei blog!Baci Cri


 
Il commento di Cristina 9 novembre 2004


Cara Cristina, hai sognato che non ero all'altezza del tuo sogno, della tua immaginazione sul libro. E allora avresti dovuto arrabbiarti con me, malgrado il mio tono d'amicizia! Il film sarà diverso dal libro perché usa altre note espressive, ma spero con tutte le mie forze che non ti deluderà!


 
Il commento di Supercri82 9 novembre 2004


Cara Cristina stanotte ho sognato di incontrarti in un bar. Io ero appena uscita dal ciinema, dopo aver visto il tuo fim ed ero triste, triste perchè il film non rispecchiava minimamente il libro, che tanto avevo amato.Tu mi rispondevi, con un tono d'amicizia come se mi conoscessi da sempre, che purtroppo non si può rimanere totalmente fedeli nella trasposizione, che il mercato cinematografico è un incettatore di business... Ecco questo è quanto, so che è assurdo sognare cose di tale genere, ma ho molta fantasia anche nei sogni e il brutto che li ricordo tutti, svegliandomi la mattina con in testa già spunti di riflesione...


 
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