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23 ottobre 2020
In Universale Economica
Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
Presenza etero nei gruppi gay 1 dicembre 2004


Un fenomeno diffuso, forse crescente: eterosessuali (autentici) che chiedono di partecipare alle attività dei circoli gay. “Chiedono” forse è dir troppo. Semplicemente vengono alle riunioni, sono schierati con lesbiche e gay, partecipano a tutte le attività, non mostrano alcuna ambiguità politica. Vogliono esserci.

Il femminismo ha storicamente, e credo giustamente, previsto degli spazi di incontro e di lavoro politico riservati alle donne. Il movimento gay ha fatto altrettanto, ma un po’ meno: forse perché per gay e lesbiche, più emarginati delle donne, è difficile espellere chicchessia. Soprattutto dopo tali e tanti segni di complicità virtuosa. E perché farlo, poi?

So di eterosessuali che hanno addirittura partecipato ai corsi di formazione per le “linee amiche” per gay in crisi. Sembra assurdo: il mio capo o la mia mamma mi hanno appena sputato in un occhio, sono disperato, scoppio in lacrime sul letto, afferro la cornetta del telefono, compongo tremando il numero del Circolo Dorian Gray, e mi risponde un etero.

Eppure credo che possa funzionare. Tra piccole e grandi difficoltà, ma può funzionare: direi di più: deve funzionare. Non dico che mi venga del tutto naturale crederlo, c’è da parte mia un ottimismo della volontà. Ma in fondo ognuno di noi è la sua storia. Ci sono eterosessuali che la vita trascina, magari per via di relazioni cruciali, fino a una intensa solidarietà con i gay, una sorta di immedesimazione. O più semplicemente, un’autentica scelta politica.

E al di fuori dell’arena politica? Il caso delle donne etero che hanno solo amici gay (le “fag hags”: ma l’espressione, “streghe da finocchi”, è fastidiosa) è ancora frequente (ma un po’ meno di un tempo, no?). Ma ci sono anche uomini etero nella stessa posizione. E nell’esperienza delle donne lesbiche, che tipo di relazioni forti con eterosessuali sono più comuni?
 
I vostri commenti
Il commento di giuseppe 8 dicembre 2004


Piuttosto di formare gruppi di autocoscienza trasversali, a mio avviso. Gruppi di dialogo 'interreligioso', come i gruppi di amicizia ebraico-cristiana ... per alimentare programmaticamente un dialogo fondamentale ai fini della sopravvivenza della specie...


 
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