Cosa c'è di nuovo Tutte le informazioni sugli scrittori Gli autori raccontano Approfondimenti, notizie e libri Appuntamenti con gli autori L'arte del web e i libri La sezione Feltrinelli Digital Le classifiche dei più cliccati e dei più venduti I Blog dei nostri autori Feltrinelli Podcast


Risultati: in rosso i libri; in nero gli autori
23 ottobre 2020
In Universale Economica
Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
Dieci libri 15 gennaio 2005


Ho chiuso il mio turno di conduzione di “Fahrenheit”, e torno al blog proprio con una riflessione su questa esperienza.

In due settimane, cioè in dieci puntate, abbiamo presentato nello spazio del “Libro del giorno” dieci opere di narrativa scelte dalla redazione con criteri di vario tipo, anche molto tecnici (“l’autore può venire in studio?”). Erano, in ordine di apparizione:

Marco Salvador, “La casa del quarto comandamento” (Fernandel)

Massimo Carlotto, “Niente, più niente al mondo” (E/O)

Giambattista Avellino, “Il cono di luce del futuro dell’evento” (Instar Libri)

Andrea Santini, “La trappola” (Marco Tropea)

Giosué Carducci e Annie Vivanti, “Addio caro orco. Lettere e ricordi 1889−1906”, a cura di Anna Folli (Feltrinelli)

Andrea Vitali, “Un amore di zitella” (Garzanti)

Antònio Lobo Antunes, “Che farò quando tutto brucia?” (Feltrinelli)

Enzo Siciliano, “Racconti ambigui” (Pequod)

Maurizio Torchio, “Tecnologie affettive” (Sironi)

T. Coraghessan Boyle, “Doctor Sex” (Einaudi)

Ora, quasi tutti questi libri − che, lo ripeto, in sostanza non ho scelto io − parlano di omosessualità. In Lobo Antunes (per inciso: di lettura faticosa, ma bellissimo) alcuni dei personaggi principali sono gay. Coraghessan Boyle racconta la storia dell’équipe del celebre dottor Kinsey, in cui si intrecciavano relazioni omo e etero. Dei cinque racconti di Siciliano, uno è esplicitamente a tema gay e altri sfiorano l’argomento. Anna Folli parla (sia pure in breve) delle storie lesbiche di Vivanti, che tra l’altro amava vestirsi da uomo. I protagonisti dei romanzi di Salvador e Avellino vengono entrambi presi per omosessuali. Torchio parla molto di sesso, e qualche allusione all’omosessualità ci scappa. Solo in Carlotto, Vitali e Santini il tema è del tutto assente.

Non vorrei trarre conclusioni affrettate da un campionario così limitato. Ma una cosa è chiara: a prescindere dalla qualità estetica delle opere, che qui non mi interessa, non si può proprio più dire che la letteratura eluda il tema gay. Certo, esso è più centrale nelle opere degli autori stranieri (il portoghese Lobo Antunes, l’americano Coraghessan Boyle), e d'altra parte tende a mancare nei romanzi “di genere”, forse perché faticano a staccarsi dalla loro tradizione (il romanzo di costume di Vitali, il thriller di Santini, il noir di Carlotto, benché quest’ultimo per altri versi sia un noir piuttosto innovativo). Ma lo si trova un po’ dappertutto, elaborato in forme di volta in volta banali o acute, occasionali o profonde.

“L’eroe negato” di Francesco Gnerre (Baldini e Castoldi 2000) studia la presenza del tema gay nelle opere di autori gay o anche gay o presumibili tali. Ma riflettendo su questa lista a me è venuta in mente la prima e assai diversa edizione del libro (Gammalibri 1981), che esplorava la presenza del tema in autori omo e etero. Non ce n’erano molti, di etero. Oggi le cose sono cambiate (e forse è anche per questo che Gnerre ha dovuto porre nuovi confini al suo lavoro). La letteratura, tutta la letteratura, si è resa conto della centralità dell’omosessualità (o ha trovato il coraggio di tematizzarla), e ce ne sta restituendo un’immagine nella larga maggioranza dei libri pubblicati. Capire cosa significa di fatto l’omosessualità nella cultura di cui facciamo parte significa aprire anche questi libri. A volte troveremo rappresentazioni banalizzanti; altre volte, qualcosa di più complesso − un’immagine espansiva, proiettiva, dell’omosessualità e soprattutto del suo significato.
 
I vostri commenti
Il commento di marco alderano rovelli 17 gennaio 2005


Caro Tommaso, scusa se uso questo spazio come mail privata, ma trovando questo post sento l'impulso di spedirti il 'testo' che ho appena terminato. La femme n'existe pas, scriveva Lacan. E la mia narrazione vede donne tra-passate, che si trapassano, e trapassano. La mia vita e (è) il mio pensiero. Mi piacerebbe che tu mi dicessi qualcosa. Ti ringrazio, Marco.


 
 Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
 Morte di un ragazzo
 Il senso dell'arca
 La città e l'isola (e la sala stampa)
 Invito al viaggio
 Giugno 2006
 Maggio 2006
 Marzo 2006
 Febbraio 2006
 Gennaio 2006
 Dicembre 2005
 Novembre 2005
 Ottobre 2005
 Settembre 2005
 Agosto 2005
 Luglio 2005
 Giugno 2005
 Maggio 2005
 Aprile 2005
 Marzo 2005
 Febbraio 2005
 Gennaio 2005
 Dicembre 2004
 Novembre 2004
 TG in giro per la rete
 Saggi e articoli su "Perché non possiamo non dirci"
 Linguaggio
 Letteratura
 Omosessualità
 Mondo
 L'Infinito Quotidiano
copertina

Perché non possiamo non dirci
Compra su lafeltrinelli.it
 La scheda autore di Tommaso Giartosio