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23 ottobre 2020
In Universale Economica
Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
Giochi di specchi attorno a un corpo 21 marzo 2005


Per quanto riguarda il caso Terri Schiavo, mi hanno colpito tre cose:

1. Il fatto che il Senato americano abbia votato a grande maggioranza per interrompere il processo eutanatico, benché la popolazione americana sia a grande maggioranza favorevole all'eutanasia.

Senza voler giudicare sul merito della questione, ho l'impressione (e penso, ovviamente, anche al dibattito italiano sulla procreazione assistita) che la classe politica si confronti con un elettorato fantasmatico che non corrisponde a quello reale. Si parla sempre della società dell'immagine come di un luogo in cui l'appartenenza all'élite è fantasmatica, lo status è puro symbol, immagine, pubblicità. Ma forse accade anche il contrario: la massa è fantasmatica agli occhi dell'élite; la massa diventa (falsamente) emblema di una immediatezza-innocenza che i potenti pensano di avere perduto.

Anche in questo Pasolini - potente, e in fondo lo sapeva - sarà stato profetico, e sulla propria pelle?

2. Lo scontro tra genitori e marito. Qui si affrontano due temporalità diverse.

I genitori hanno avuto Terri accanto fin da prima della sua nascita, hanno fatto di lei l'asse costitutivo del loro tempo.

Lei, seguendo la sua giusta libertà, ha scartato rispetto a quest'asse, ha scelto un proprio tempo calendarizzando il suo matrimonio (ma senza potere o volere modificare, se non superficialmente, la percezione temporale dei suoi genitori, che continuava a ruotare su di lei).

Il marito, dopo l'incidente (lei aveva 26 anni), si è risposato, e questa non è una smentita del legame contratto da Terri, ma anzi una conferma del senso di quel legame: l'autonomia degli affetti, delle storie, delle temporalità.

Qui nessuno ha ragione o torto, e nessuno prevale. Penso che quei genitori continueranno ad amare Terri per la sua libertà, ma prima ancora per la sua appartenenza; e quel marito per la sua appartenenza, ma prima ancora per la sua libertà. Io, che sono generalmente favorevole all'eutanasia, penso che potrebbero accordarsi per "lasciarla vivere così": perchè per i genitori conta di più la durata, il "lasciarla", mentre per il marito conta la presenza del presente, e allora forse potrebbe bastargli il "così". Voglio dire che il tempo-durata è la vita, e c'è; il tempo-istante è la morte, e c'è anche lui.

Ma so che questo mio discorso, pur avendo un valore generale, non conta nulla di fronte agli odori dei comatosi.

3. Il cognome Schiavo. I network americani lo pronunciano "s-ciiavo", certamente ignari del suo significato. Ciao schiavo, ciao ciao. (Gioco di parole? Non credo proprio. Confrontare la condizione degli schiavi slavi a Venezia nel Rinascimento con quella degli immigrati italiani negli Stati Uniti di un secolo fa.)
 
I vostri commenti
Il commento di Filter 22 marzo 2005


Sui politici: quelli americani sono furbi, e sanno che le elezioni non si giocano sulla massa indistinta, ma sugli elettori organizzati. Le Chiese, che si sono schierate coi genitori della Schiavo, al Congresso contano più dei sondaggi...


 
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