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23 ottobre 2020
In Universale Economica
Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
L'agonia del papa 1 aprile 2005


Lunedì 4 ricomincio Fahrenheit. Non vorrei scomparire, ma anzi intensificare la mia presenza, magari a scapito della lunghezza dei post. Nulla dies sine linea, se ce la faccio.

Mentre scrivo il Papa è ancora vivo. Sulla mediatizzazione della sua agonia vorrei dire solo questo: il problema non è solo che sia eccessiva, ma anche che è comunque insufficiente. Oggi la morte e la sofferenza che la precede vengono sempre accuratamente escluse dallo spazio pubblico condiviso. Intaccare questa tendenza aprendo qualche spiraglio sulle ultime ore di GPII non cambia le cose. Vedevo i suoi gesti penosi alla finestra e pensavo: ma io ho visto ben di peggio, purtroppo ho avuto modo come milioni di altre persone di seguire una vicenda simile, so tutto, so anche quello che succede alla pelle e agli occhi, l'angolo acuto delle articolazioni, cosa c'è di nuovo? Perché mi fate vedere queste cose, per giunta lontane, sfocate, e poi addolcite, eufemizzate da vescovi e addetti stampa? Sappiamo cos'è la morte. Si può sfondare una muraglia e decidere di mostrarla per intero al mondo - ma non lo stanno facendo; oppure si può (e io lo preferirei) continuare a vivere la morte nell'intimo - chiedendo solo che l'"il y a" del dolore, il fatto che vi è sofferenza, venga riammesso nell'arena pubblica da cui era escluso.
 
I vostri commenti
Il commento di lindalove 8 aprile 2005


l'esposizione mediatica della sofferenza del papa è la coerente e logica conseguenza di una religione fondanta anche sul martirio, sul dolore, sulla sofferenza della carne, sul calavario che redime. l'inconografia cattolica, corretta solo da qualche anno, ha sempre privilegiato frecce, torture, spade e sangue per rappresentare la santità. non è possibile parlare di pudore in questa circostanza. il corpo del papa è dato in pasto ai suoi fedeli perchè questa è la sua volontà e il destino, il senso della sua vita. e lo dico da non cattolica


 
Il commento di Tony 3 aprile 2005


E' importante, credo, che quando qualcuno caro ci lascia ci sia qualcosa che ci faccia sentire che ci è vicino. Ma è anche importante ricordare che, in effetti, lo è. Il nostro caro Karol, il nostro Papa-Papà/Nonno, ci è ora più vicino che mai.


 
Il commento di Laura 1 aprile 2005


Condivido. Abbiamo da giorni la morte in diretta (Schiavo, Ranieri di Monaco, il Papa), eppure... non riusciamo a formulare parole sulla morte nel vero senso della parola, cioè su questo evento fondamentale e misterioso della nostra esperienza di umani. Si fanno descrizioni in diretta sullo stato medico e sulle preghiere dei fedeli (tra l'altro importantissime! Grande tema, questo), ma é solo un girare intorno al problema centrale. Io, che credo nella reincarnazione, vorrei di più. Non voglio vedere la morte fisica di una persona specifica, perchè si tratta di una faccenda troppo privata e intima, ma voglio leggere, vedere e parlare di morte come idea. Vorei che la morte facesse di nuovo parte della nostra vita.


 
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