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23 ottobre 2020
In Universale Economica
Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
Lungotevere Escrivà de Balaguer? 9 aprile 2005


Ho ricevuto diversi mail e commenti sulla proposta-protesta dell'ultimo post. Proposta-protesta che intanto, in altra forma, ha circolato qua e là raggiungendo tra l'altro le pagine di "Nazione Indiana".

Riproduco un mail di Carlo Bersani (grazie, Carlo), a cui di seguito rispondo (e ne approfitto per fare il punto su tutta la faccenda).

"Questo papa non è Bottai: non c'è alcun motivo perché non gli vengano dedicate strade o piazze. Allora perché non Termini? (e poi: la piazza o la stazione?) Vediamo: perché è la porta d'accesso della città e uno dei principali centri di servizi? le stazioni ferroviarie patrimonio comune come la Costituzione? Non so, non mi convince. Perché è un luogo di ritrovo tanto per i cattolici, quanto per gli ebrei e i musulmani? Non mi sembra così evidente e sostenibile come fu (e sarebbe) l'avversione per la dedica di una piazza a un fascista."

"Certo: in occasione del Gay Pride del 2000, questo papa, e vescovo di Roma, fece pressione sul governo (sul governo!) affinché venisse limitata la libertà di riunirsi pacificamente nel territorio della sua Diocesi. Quindi si può dire che attaccò apertamente le libertà in primo luogo dei cittadini romani: ed è quantomeno singolare che proprio il sindaco di Roma voglia dedicargli una piazza di quest'importanza. Ma questa mi pare una questione eminentemente politica: che coinvolge, cioè, Veltroni innanzitutto come leader della sinistra, e rappresentante dei suoi elettori, più che come portavoce della città intera."

"In effetti, mi pare che il problema sia molto più "politico" (intendo: di una parte dei cittadini) che non "civile" (intendo: di una collettività più ampia che si riconosce in un'appartenza territoriale). E credo che in questi termini vada posto: perché Veltroni fa questa mossa? Per ottenere una risposta a questa domanda, temo che si debbano affrontare preliminarmente altre questioni: che cosa sta succedendo, esattamente, in questi giorni? quali sono le dimensioni effettive di questo raduno? I giornali straparlano chi di uno, chi di quattro milioni di persone. Non mi pare una differenza da poco, soprattutto non mi pare da poco che testate serie straparlino così."

"Inoltre, la macchina dell'emergenza si è messa in moto alla notizia stessa della morte del papa: in che misura il fenomeno è stato provocato, prima ancora che affrontato, e perché? E chi sono le persone che sono arrivate e stanno arrivando? Che potenziale politico, culturale e (questa volta si) civile rappresentano? Io ho l'impressione che tutto questo non sia che l'avvisaglia di quello che, a sinistra, ci troveremo a dover combattere nei prossimi anni. Non ci trovo niente di male nel fatto che Ciampi faccia una visita a una camera ardente, mentre mi pare gravissimo che un capo della sinistra cerchi di cavalcare animali tanto pericolosi quanto sconosciuti. Del resto ho la sensazione che sia questo paese nel suo complesso, a non essere conosciuto: anche nella sua spiritualità profonda..."

Respondeo. Brevemente, come sempre in questi giorni di radio.

Io credo che il problema sia sì politico ma anche civile, perché l'intitolazione di mere vie (non parliamo della stazione centrale) a personaggi appena scomparsi finora ha avuto luogo solo quando sui personaggi stessi nessuno avanzava serie obiezioni (Gassmann, Sordi...), cosa che non vale per questo papa. Occorre insomma una coralità che in questo caso manca, anche se si finge che essa ci sia. Moltissimi provano un enorme amore per il defunto papa; per altri è l'emblema di un'oppressione che va avanti da un quarto di secolo. Non piacerà, e in effetti è un peccato che sia così, ma di fatto è così.

Non dico che non si potrà mai intitolare vie o piazze al papa. Ma (come specificavo nel post) farlo subito, come se nessuno avesse il minimo dubbio, è del tutto fuori luogo. E' il carattere emergenziale e plebiscitario della decisione ad essere grave. L'appello di "Italialaica" (su Nazione Indiana") non sottolinea abbastanza queste sfumature, e presta il fianco a ironie, ma capisco che chi l'ha scritto abbia dovuto scegliere formulazioni sopra le righe per essere ascoltato (sono insomma d'accordo con quanto scrive Andrea Inglese nei commenti al controappello di Giulio Mozzi sempre su NI).

Mi giunge voce, comunque, che la stazione non sarà intitolata al papa ma dedicata a lui, conservando dunque il nome Termini. Cose da Dottor Sottile, insomma.

Ci sarebbe anche da fare un discorso su come uno ci si affeziona, alle stazioni. E soprattutto, forse, a quelle con un nome così intensamente stazionario, benché siano luoghi di addii. Ma rischierei di sembrare frivolo, a parlare di sentimenti: soprattutto di sentimenti così laici. Sarà per un'altra volta.

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Aggiornamento. Veltroni sembra intenzionato a continuare sulla strada intrapresa, anzi a raddoppiare. Vedi la notizia delle 12.49 qui:

http://www.repubblica.it/2005/d/dirette/sezioni/esteri/papa/9aprile/index.html


La sezione di "Nazione Indiana" con appello, controappello e commenti:

http://www.nazioneindiana.com/archives/2005_04.html
 
I vostri commenti
Il commento di Filter 9 aprile 2005


Per inciso, a Milano abbiamo già piazza Escrivà... http://www.maporama.com/affiliates/kataweb/share/Map.asp?SESSIONID=%7B7B08F1A8-BF98-4CE3-890D-A312637DA3E5%7D&NavigateHeight=46&NavigateWidth=46&XgoClickMap.x=179&XgoClickMap.y=141&ClickMode=1


 
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