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23 ottobre 2020
In Universale Economica
Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
I giornali della domenica 10 aprile 2005


Su "Repubblica", ma nella Cronaca di Roma, un pezzo di Marco Lodoli che per quanto mi riguarda può sigillare la questione della stazione Termini (vedi post precedenti). Forse Lodoli non coglie la dimensione politica della vicenda, ma apprezzo il fatto che nel consigliare di non cambiare nome alla stazione lui si ispiri, più che al catastrofismo, al semplice buon senso.

Intanto il "Corriere della sera" (p. 6) sostiene che, passati i funerali del Papa, i capi di stato israeliani, siriani e iraniani sono di nuovo ai ferri corti né più né meno di prima. Non è una bella cosa, ma forse era prevedibile, no?

Di nuovo su "Repubblica" (p. 45) Francis Ford Coppola getta una prospettiva americana (ma ben poco italoamericana) sulle esequie: "E' il primo papa che muore nell'epoca dei grandi media e della Cnn. Le tv ci hanno costruito il loro business, che volete farci, anche se l'evento non era poi così importante".

Coppola esagera, ma è vero - per esempio - che le cifre dei partecipanti ai vari momenti dell'agonia e delle esequie sono state sistematicamente rialzate dai mezzi di comunicazione. Vi ricordate quando si parlava di tre-quattro milioni di presenze in più a Roma? Ma noi lo strapotere dei media non lo vediamo (ed è incredibile, con il premier che abbiamo; oppure è logico, con il premier che abbiamo). Intanto rispuntano fuori gli articoli (postelettorali, ma ormai anche preelettorali) su come le tv non abbiano alcun impatto sulle elezioni: l'ultimo, di Pierluigi Battista, era sul "Corriere" di qualche giorno fa.
 
I vostri commenti
Il commento di azioneparallela 13 aprile 2005


Uè, io ti leggo, ma tu non scrivi! (Vabbè, la radio, vabbè). P. S. Ho incontrato F. B., che mi ha fatto: non mi ricordo chi mi ha parlato di te...: vedi che io ho un'enorme reputazione accademica da difendere!


 
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