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23 ottobre 2020
In Universale Economica
Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
Pentimenti 26 aprile 2005


Mi pento. Nell'ultimo post ho detto una sciocchezza, credo. Ho scritto che dal passato possiamo imparare un metodo democratico, ma non dei diritti. Invece mi sembra vero il contrario.

Il passato può offrirci esempi di diritti a cui non avevamo pensato - diritti che noi umanità avevamo dimenticato, come quelli legati a un rapporto rispettoso con l'ambiente, che sembrano essere stati assai più presenti, per esempio, a diversi popoli non occidentali. E' molto più difficile, invece, che il passato ci offra un metodo di tutela dei diritti: la cultura politica premoderna era troppo diversa dalla nostra.

A rigore, il contenuto di molti diritti c'era già; ma non erano pensati come diritti, dunque come principii da tutelare, entro certi limiti, mediante determinati strumenti poltiici, eccetera eccetera. Mancava la teoria. La teoria è per lopiù (perlopiù) roba nostra.

A questo proposito, una notizia e un commento.

***

Napoli, 22 apr. (Adnkronos) - "Il matrimonio tra gay? Mi pare uno sciocchezza, un voler scimmiottare il matrimonio tra un uomo e una donna. Diversa e' l'unione di fatto tra gay." Don Vitaliano Della Sala, il prete no global di Sant'Angelo a Scala sospeso dalle sue funzioni dopo aver partecipato al Gay Pride di Roma nel 2000, resta disorientato quando gli si chiede cosa pensa della decisione della camera spagnola che ha detto sì alla legge che permette i matrimoni ai gay.

Don Vitaliano dice che anche tra gli stessi omosessuali il matrimonio non troverebbe troppi consensi: diverse invece le unioni di fatto. "Io sono" rileva in una dichiarazione alla ADNKRONOS "per la libera chiesa in libero stato e viceversa. Non sono per i condizionamenti dell'una istituzione sull'altra. Io come cattolico sono contro le unioni di fatto, ma questo vale per i cattolici: non possiamo imporlo a chi non crede. Non possiamo insomma imporre le nostre leggi. Pur essendo come cattolico contrario alle unioni di fatto, non posso criminalizzare chi invece le ritiene valide. Diversa e' la questione del matrimonio tra gay, che e' una sciocchezza: si facciano le unioni di fatto con i relativi riconoscimenti giuridici, ma voler scimmiottare il matrimonio che si fa tra un uomo e una donna e' una stupidaggine."

***

Il commento? Be', è bizzarro questo signore che partecipa al Gay Pride (cosa che all'epoca ho molto apprezzato) ma non vorrebbe nemmeno quell'ipotesi di tutela minimale che sono le unioni di fatto. Più in generale: mi sembra che tra cristianesimo e liberalismo, ma anche tra cristianesimo e democrazia, ci possono essere punti di incontro (e ben vengano) ma le prospettive di fondo restano lontanissime. Parlo di cristianesimo, non solo di cattolicesimo, e credo che potrei allargare alle altre religioni e cosmologie.

Ciò che dico si fonda sull'ipotesi che la liberaldemocrazia sia un metodo, una tecnica di marcia che potenzialmente può condurci oltre l'infinito, mentre qualsivoglia visione del mondo sarebbe legata a contenuti ben precisi, essenziali (per esempio una data idea di natura): può stare al passo della liberaldemocrazia, ma ha i piedi legati a dei paletti e l'elastico prima o poi si spezza.

Ma questa è solo un'ipotesi. Si può sostenere che anche la liberaldemocrazia ha dei contenuti: per esempio il concetto stesso di diritto. Solo che essa sembra capace di autocorreggersi, modificando le proprie nozioni fondamentali, come appunto quella di "diritto". L'idea di diritto sociale, in particolare, costituisce una modifica essenziale, strutturale, dell'idea tradizionale di diritto come "interesse".

Ma può una religione autocorreggersi? Cioè non semplicemente "pentirsi" di errori contingenti(per quanto creda anch'io che il mea culpa papale del 12 marzo 2000 sia stato metodologicamente fortissimo, benché più debole nei contenuti specifici), ma rivedere almeno una parte delle sue strutture fondamentali? Ci sono state religioni che l'abbiano fatto?

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(Scusatemi per i "paletti" - sono d'accordo, di paletti non se ne può più. Una cancellata, allora?)
 
I vostri commenti
Il commento di demiet 28 aprile 2005


Può la LD dire "non mi correggo più"? L'apertura a correggersi sempre non è questo un vincolo, un paletto o una cancellata, pena l'annullarsi nella contraddizione? Può correggere questa nozione fondamentale dell'autocorrezione? Non potendo correggersi su questo la LD è come una religione? Torniamo a parlare di verità? e di quale spazio rimanga al mistero data questa verità? saluti Luigi Demiet wXre


 
Il commento di TG 27 aprile 2005


Mentre - concludo - la LD avrebbe uno sguardo "senza contenuti"?


 
Il commento di TG 27 aprile 2005


Sono d'accordo con la precisazione iniziale: la liberaldemocrazia (d'ora in poi: LD) può ospitare anche contenuti reazionari o distruttivi (cfr.l'elezione di Hitler). Avei dovuto parlare di "progressismo LD", che però è una soluzione circolare che non risolve il problema dei possibili esiti negativi della LD. Ah, il mio ottimismo... Detto questo, però, non resta comunque valida la distinzione di massima? La LD essenzialmente come metodo, aperto a diversi contenuti; la religione come - sì, anche "sguardo", ma tale perché orientato da un orizzonte di riferimento, una speciem aeternitatis, un articolo di fede di cui non si avrà forse compiuta certezza ma che resta comunque "contenuto" imprescindibile pere comprendere quello sguardo?


 
Il commento di carola 27 aprile 2005


Il paragone è improprio. La liberaldemocrazia è un metodo che di volta in volta offre spazio a contenuti diversi, progressivi, ma anche reazionari, espansivi o conservatori. E' un metodo prezioso e perfettibile. La religione è un sistema di contenuti, ma non solo. E' anche la possibilità di giudicare il presente da tutto un altro punto di vista. Il problema è semmai quello della separazione tra stato e chiesa.


 
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