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In Universale Economica
Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
Velązquez, o dell'arte 13 maggio 2005


Perché questo silenzio? Ero rimasto bloccato a Napoli. Sono andato a vedere la mostra di Velązquez a Capodimonte, e lo sciopero dei treni mi ha costretto a trovarmi un albergo. Una coda di vacanza fuori programma, ma non sgradevole. Quanto a Velązquez, la mostra č splendida ma mi ha confermato l'impressione che di questo pittore sia molto difficile dire qualcosa. C'č nei suoi quadri una riuscita assoluta, trionfante, assolutamente visiva, che non lascia spazio alle interpretazioni (con un'eccezione illustre: "Las meninas").

Certo, c'č in lui la scelta di rappresentare nani e mulatti e cani - certo, c'č la commistione di soggetti sacri o mitologici e di scene quotidiane - ma che si puņ dire di questo, al di lą dell'ovvia (e forse troppo ideologica) constatazione delle valenze politiche? Sospetto che ci sia qualcosa di pił profondo da estrapolare da alcuni dei primi capolavori: penso al gioco di cerchi e ovali nell'"Acquaiolo" o ancor pił nella "Vecchia che frigge uova": forse qui č in ballo un discorso sull'ideale (il circolo, la sfera) e sul reale (la brocca dell'acquaiolo, ammaccata come la sua testa). Ma se qualcuno avesse una lettura da consigliarmi, un libro, mi farebbe un vero piacere. Confesso la mia ignoranza.

Una cosa perņ l'ho capita: il motivo per cui Velązquez ha cosģ poco impatto sulla pittura del suo tempo. Sembra che le sue opere pił grandi siano rimaste rinchiuse nel Prado (allora palazzo reale), quasi invisibili ad altri pittori, fino alla guerre napoleoniche (quando il palazzo divenne un museo). Questo mi spiega perché la filiazione pił evidente č, a mio parere, in Manet. Scopro ora che visitņ il Prado nel 1865, due secoli dopo la morte del maestro.

Ma appunto: in Manet trovo la stessa sperimentazione formale, le stesse scelte tematiche audaci, la stessa politicitą che in Velązquez - e perņ nel suo caso ne sono nate riflessioni storico-artistiche elaborate e affascinanti, come quelle di T. J. Clark. Possibile che Velązquez sia stato, diciamo, "solo un grande pittore"? Ed č possibile, e cosa vuol dire, essere "solo un grande artista"? La questione, come vedete, č pił generale. Sono abituato a pensare che un capolavoro č qualcosa di cui si puņ sempre dire qualcosa di nuovo. Puņ esistere un capolavoro silenzioso? Puņ, per esempio, l'arte antica e/o popolare - i ritratti del Fayyum, le ballate popolari inglesi, ma allora forse anche buona parte della produzione di Sandro Penna - essere un repertorio di opere simili?

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Il sito della mostra:

http://www.velazquezacapodimonte.it/
 
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