Cosa c'è di nuovo Tutte le informazioni sugli scrittori Gli autori raccontano Approfondimenti, notizie e libri Appuntamenti con gli autori L'arte del web e i libri La sezione Feltrinelli Digital Le classifiche dei più cliccati e dei più venduti I Blog dei nostri autori Feltrinelli Podcast


Risultati: in rosso i libri; in nero gli autori
23 ottobre 2020
In Universale Economica
Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
"Con le peggiori intenzioni" di Alessandro Piperno 15 maggio 2005


Dovrò dire anch'io qualcosa su "Con le peggiori intenzioni" di Alessandro Piperno.

Devo iniziare da una consonanza. L'agilissimo gioco sugli stereotipi che domina nella prima parte del libro mi ha subito ricordato, si Giartosia licet componere Pipernis, il mio racconto "L'Europa Gay", in apertura dell'antologia "Bloody Europe" (Roma, Playground, 2004).

Autopromozione? Certo: siamo o no sul mio blog? Però anche autentica coincidenza d'intenti: il mio racconto, la vita di un immaginario pioniere dei diritti omosessuali tra fine Ottocento e metà Novecento, (sor)rideva di tanti miti dell'identità gay; comprendeva anche (per caso, ovviamente) l'"isola per gay" di cui parla il romanzo di Piperno. La mia idea, scrivendo, era che le identità servono sì, ma a loro volta hanno bisogno di sani anticorpi per non irrigidirsi troppo. Qualche amante del rigore si scandalizzerà (come hanno fatto per Piperno), e va benissimo così: und das ist auch gut so.

Tornando allora a Piperno: questo romanzo spiega buona parte delle complessità dell'identità (e del suo latitare) a un popolo che non ha mai avuto bisogno di pensarci. Qui sta la sua bellezza.

Allora uno deve stare al gioco e apprezzare anche la presa in giro del militante gay Lele, un tipo che esiste e che conosciamo bene. (E' molto ben colto, per esempio, il suo segreto bisogno di "assoluzione", p. 58.) Certo un trattamento più dolce viene riservato ai suoi genitori. Ogni satira rivela la sua inclinazione politica non in ciò che colpisce, ma in ciò che risparmia. Teo e Micaela la sfangano meglio di Lele.

Quella di Piperno è satira conservatrice. (Una sua figura fondamentale, per esempio, è la Decadenza.) Lo sento con particolare forza perché vengo anch'io dai quartieri di cui parla Daniel Sonnino, che ne è ancora affatturato (perché non ha "appartenuto" fino in fondo - e non parlo ovviamente del suo semiebraismo) e li condensa nell'icona femminile di Gaia. Gaia è il limite del libro, il mito contro cui le armi della satira si spuntano. Non riesce a diventare, infatti, un personaggio. E così pure i "ragazzi perfetti" su cui Daniel si impunta tanto: ricchi, forti, decisi e soprattutto belli. (Questo, sia detto per inciso e ripetendo in parte idee non mie, è solo uno dei mille indizi dell'investimento omosessuale, molto più che eterosessuale, di Daniel.)

Nella misura in cui una smitizzazione può mai dirsi completa, io posso dire che il mito dell'élite me lo sono pazientemente smontato (grazie a Dio senza finire nell'opposto mito della virtù proletaria). Ma questo è un dato meramente biografico. Sul piano letterario, un mito può essere prezioso. Solo che si coniuga male con la satira. Per questo la seconda parte del romanzo, che fa perno su Gaia e sul suo mondo, ha un impatto molto minore.

E si potrebbe continuare, perché il libro è un piatto davvero molto sostanzioso. Ma mi fermo qui.
 
I vostri commenti
Il commento di eciorra 3 luglio 2005


parole, parole, parole. quante parole si scrivono sulle parole della penna che corre lungo una storia che le sfugge! si cerca di descrivere, comparare, comprendere un libro, la sua grandezza, la sua bellezza reale o immaginata, il suo fascino... che senso ha scrivere altro che non siano proprio le parole della penna che corre lungo una storia che le sfugge? che senso ha tentare di spiegare la bellezza di un fenicottero rosa, che s'alza al mattino alle sei mentre si scioglie la brina il gallo canta e la tua donna si sveglia perchè hai aperto la finestra, entra un pò di vento, le sposta i capelli e ti giri a guardarla, mentre il fenicottero s'invola, il gallo canta e tutto respiri di bellezza?perche' non limitarsi a respirare il romanzo?


 
Il commento di Tommaso Giartosio 19 maggio 2005


Grazie Rachele. L'ho scritto con le migliori intenzioni...


 
Il commento di Rachele 18 maggio 2005


Ho letto il libro di Piperno che è davvero ricchissimo e scritto bene, ma sinceramente non mi è piacito molto! Stamattina ho comprato il tuo "Perchè non possiamo non dirci"...ti farò sapere!


 
 Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
 Morte di un ragazzo
 Il senso dell'arca
 La città e l'isola (e la sala stampa)
 Invito al viaggio
 Giugno 2006
 Maggio 2006
 Marzo 2006
 Febbraio 2006
 Gennaio 2006
 Dicembre 2005
 Novembre 2005
 Ottobre 2005
 Settembre 2005
 Agosto 2005
 Luglio 2005
 Giugno 2005
 Maggio 2005
 Aprile 2005
 Marzo 2005
 Febbraio 2005
 Gennaio 2005
 Dicembre 2004
 Novembre 2004
 TG in giro per la rete
 Saggi e articoli su "Perché non possiamo non dirci"
 Linguaggio
 Letteratura
 Omosessualità
 Mondo
 L'Infinito Quotidiano
copertina

Perché non possiamo non dirci
Compra su lafeltrinelli.it
 La scheda autore di Tommaso Giartosio