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23 ottobre 2020
In Universale Economica
Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
Ancora sul monumento alla shoah di Berlino 2 giugno 2005


In Germania si discute sul nuovo monumento alla shoah costruito a Berlino (ne ho già parlato il 10 maggio): ora i cittadini lo usano per picnic, i ragazzi saltano da una lapide all'altra, c'è chi canta o schiamazza.

Io capisco le perplessità, ma continuo a pensare che tutto questo sia un buon segno. Queste strategie di diversione non permettono certo di dimenticare il senso del monumento. Anzi, costringono a farci i conti. La vera garanzia del sopravvivere della memoria sta nel suo integrarsi alla vita. La vita è il fiume che la consegna ai posteri. Ma la vita è sporca, contraddittoria, del tutto irrispettosa, e cambia sempre il senso di ciò che le affidiamo. Costruisci un Colosseo per sterminare meglio i cristiani, e tempo tre secoli è il tempio del loro martirio. Il monumento berlinese non celebrerà mai il nazismo, spero, ma costruire un'opera che partecipa alla storia - cioè non si limita a vederla passare come una pietra miliare - significa correre addirittura questo rischio. Più realisticamente, credo che l'opera di Peter Eisenman sarà uno dei canali attraverso cui i tedeschi riusciranno a superare senza amnesie il trauma della shoah. Il che sarebbe un gran bene.


L'articolo:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/06_Giugno/02/memoriale.shtml
 
I vostri commenti
Il commento di aitan 3 giugno 2005


Concordo, ma trovo ancor più significativo il vecchio monumento al rogo dei libri che è lì nei pressi. Un monumento fatto sotto il livello della strada, visibile attraverso una lastra di vetro che è anche piano di calpestio...


 
Il commento di Angelo Bottone 3 giugno 2005


Giartosio, ho risposto a quanto scrivevi sul concepito il 18 maggio ma prima di pubblicarlo sul tuo blog vorrei chiederti una cosa. Ti spiace contattarmi tramite la posta elettronica? Senza nessuna fretta. Grazie Angelo Bottone (quello di bottone.blogspot.com) angelo.bottone.2@student.ucd.ie


 
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