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23 ottobre 2020
In Universale Economica
Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
Mega-post ad aggiornamento continuo sui referendum 12 giugno 2005


In queste giornate referendarie vorrei mettere - finché c'è spazio sulla pagina - un solo post, ma ad aggiornamento continuo (idealmente più volte al giorno). Quindi anche se avete già letto queste parole qualche giorno o qualche ora fa, andate a leggere fino in fondo per le ultime novità... (Comunque, aggiornerò via via la data che leggete sulla destra del post.)

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Per cominciare segnalo "La materia è troppo complessa", un bel post di Angelita nel blog dei "Fantastici quattro" - molto efficace, in particolare la conclusione:

http://fantasticiquattro.blogspot.com/

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Mi è giunto, lungo una catena di e-mail, un saggio consiglio di Giovanna Melandri, rivolto ai sostenitori del sì ma in realtà valido per chiunque sia contrario all'astensionismo, a prescindere dalle sue scelte di voto:

"Anche per il successo del referendum il mattino ha l'oro in bocca!"

"L'obiettivo del quorum è davvero a portata di mano. Le 1000 buone ragioni del Sì stanno progressivamente demolendo il muro dell'astensione e la gabbia di indifferenza che si è tentato di costruire attorno al referendum.

Per sconfiggere gli inviti all'astensionismo sono importanti una mobilitazione straordinaria in questi ultimi giorni, qualche piccolo sacrificio mattutino ed anche un po' di fantasia.

Tutte le persone convinte di votare Sì per la libertà, per uno Stato laico e tollerante, tutte le donne che non accettano di sentirsi trattate con crudeltà dalla legge 40, vadano a votare DOMENICA MATTINA PRESTO, già nelle prime ore successive all'apertura dei seggi.

Anche se perderanno una o due ore di sonno ne sarà valsa la pena: con il loro esempio e facendo registrare già alle 12,00 un'affluenza elevata contageranno positivamente tanti altri cittadini e cittadine che sono in dubbio e li aiuteranno a capire che il loro voto è utile e importante per dare all'Italia una legge più saggia e meno crudele.

E' importante, infatti, andando a votare in massa già dal mattino, dimostrare a chi sta tentando di utilizzare in modo strumentale la crescente demotivazione rispetto all'utilità dello strumento referendario che, al contrario, quando si discute di diritti e libertà gli italiani vogliono sentirsi protagonisti del loro futuro."

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Sono passato alla sede romana del Comitato per il Sì, in via del Gesù, per prendere un pacco di volantini. Come sapete si può fare propaganda solo fino alla mezzanotte di oggi (10 giugno), e io finora non ho fatto volantinaggio, ma ci è sembrato utile (a me e a Franco Goretti) usare le ultime ore disponibili per volantinare ai capolinea esterni della metropolitana - a occhio e croce dovrebbero essere zone sensibili.

Certo è un po' tardi per passare l'idea a voi che leggete. Un altro consiglio, di più semplice esecuzione, è questo: provate a pensare a qualcuno che probabilmente non andrebbe a votare (sarà magari qualcuno al di fuori delle vostre conoscenze immediate, un parente, un amico distante, un collega). Tre nomi, due, uno soltanto. Chiamateli e provate a convincerli di persona. Prendetevi questo piccolo impegno.

E insistete soprattutto sul fatto che ciò che conta è prima di tutto andare a votare, a prescindere dai sì e dai no. A questo tengo molto. Prima di tutto perché anch'io ho molto riflettuto prima di optare per i quattro sì, e so che il mio voto contiene tutti i miei dubbi, li elabora, ma non li cancella. Ho grande rispetto per chi voterà in modo diverso da me. E poi perché la cosa veramente grave di questa campagna referendaria è stato l'invito all'astensione.

Voglio chiarire questo punto. L'astensione in sè è legale e può anche essere giustificata (ci sono stati, in passato, referendum da cui mi sono astenuto). Ma l'invito all'astensione, pur essendo legale, è una furbata che mira a sommare i no all'astensione fisiologica di quel 20-30% di cittadini che non vanno mai alle urne. Con la conseguenza di svuotare di senso i risultati. Se si raggiungerà il quorum e vincera il sì, si potrà sempre dire che i contrari se non avessero scelto l'astensione avrebbero battuto i favorevoli. Se invece non si raggiungerà il quorum, si potrà dire che i non votanti erano per la maggior parte indifferenti o disinformati e che tra coloro che hanno voluto esprimere un parere i sì erano più dei no. Neanche coloro che sono favorevoli alla legge 40 così com'è ci guadagneranno. La democrazia avrà fallito il suo compito. L'unico modo per disinnescare questo meccanismo infernale è avere una percentuale di votanti alta: più sarà alta, meno il risultato sarà opinabile. Per questo occorre soprattutto che si voti. Che ognuno faccia sentire la sua voce. Anche se su uno o più quesiti dovessero vincere i no, questo sarebbe un risultato decisamente migliore. Per tutti.

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Ho postato una parte di quanto precede su "Nazione Indiana":

http://www.nazioneindiana.com/

Dovrebbe apparire sul sito di NI la notte tra il 10 e l'11. In quel post c'è un capoverso nuovo:

Un amico cattolico, che ha deciso di astenersi, mi ha detto: "E' che devo scegliere tra essere cattolico e essere democratico. Allora scelgo il cattolicesimo." Gli ho risposto, più o meno: Ma tu non accettare un aut aut che ti è stato imposto, e in cui non credi. Agisci in modo da poter uscire a testa alta da questa prova, con la convinzione di essere stato sia cattolico che democratico. Vota quattro no, se lo credi, ma vota. E se pensi che così avrai di fatto rafforzato principi che non ti appartengono, tieni presente che nel mondo del "di fatto" possono accadere molte cose, e valgono mille altre considerazioni. Prima fra tutte: compito del cristiano - lo dico da non credente che ha immensa stima per molti credenti - è agire attraverso la formazione e l'esempio. Anche se sembra così lento, così inefficace, è questo il procedere del cristianesimo, e ha fondato o influenzato intere civiltà. La tentazione della spada, la drastica imposizione giuridica dei principii cristiani non solo è immensamente meno potente della testimonianza di quei principii (l'offrire un esempio, il parlare con i giovani, il costruire comunità e carità), ma spesso li svuota di senso, li rende deboli. Deboli come una legge. La legge portata da Gesù è stata un pratica e una parola, non un codice.

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Com'è difficile decidere sulle questioni di bioetica, oggi che le biotecnologie hanno fatto "passi da gigante". Sarebbe più giusto dire: passi da millepiedi; sono un'infinità, spesso molto tecnici e molto piccoli, ma vanno molto lontano molto in fretta. Chiunque abba letto un libro sulle biotecnologie sa che la pecora Dolly non è stata un evento cataclismatico, ma un passo emblematico in una lunga serie di sperimentazioni e scoperte. Proprio per questo, però, una regola che mi sono dato è di non applicare mai la logica della "sliding scale", della scala mobile. La logica di chi dice: questo non va fatto perché è un passo nella direzione di... (e qui potete inserire qualsiasi orrore: Mengele, gli stupri etnici, la schiavitù, eccetera). Il millepiedi non procede a grandi passi, come il gigante: è lungo e sinuoso e si può immaginare che vada a finire da qualsiasi parte, buona o cattiva. Meglio prendere ogni scelta per quello che è: decidere sul singolo passo che è all'ordine del giorno, e solo e precisamente su quello. E' il solo modo per non cadere nelle opposte trappole del proibizionismo e del laissez faire.

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Dunque: venerdì quattro ore di volantinaggio, con rush finale per smaltire gli ultimi volantini prima della mezzanotte (infiorando i tergicristalli di qualche automobile testaccina). Erano anni che non volantinavo, non ricordavo che fosse un'esperienza così gratificante, comunicativa, educativa (per me, ovviamente).

Poi il sabato di silenzio pre-voto, impiegato a scalettare il prossimo libro, stendere panni, masticare frittate e vedere "Mysterious Skin" di Gregg Araki (attori bravissimi, parecchie scene intense, film buono ma non eccelso; trama lineare, solida e piuttosto moralistica che ricorda Stephen King; la pedofilia come emblema di un orrore sepolto nell'infanzia, da cui nascono alleanze che offrono i momenti più belli del fim).
E ho anche risposto a una lettera nata dal mio intervento su "Nazione indiana". Chi mi aveva scritto - chiamiamolo Giuseppe - voleva astenersi (spero abbia cambiato idea!), e io gli ho risposto, tra l'altro:
"Di norma, l'astensione referendaria significa: sono indifferente, oppure incompetente, oppure convinto che questa materia sia troppo complessa per essere oggetto di referendum. Questa è una posizione che rispetto (anche se nella fattispecie mi pare che le informazioni non ci manchino).
In questi referendum, però, gli astensionisti non hanno fatto ricorso solo a questa argomentazione. Hanno anche sostenuto che ci sono motivi chiari e condivisibili per votare no. Hanno fornito questi motivi (giusti o sbagliati che io li ritenga), e poi hanno spinto all'astensione chi sapeva benissimo come votare. Questa è una contraddizione che falsa tutto il gioco democratico. Potrebbe accadere, per esempio, che un 25 % di astensionisti (che però un'opinione ce l'hanno e potrebbero votare) battano un 49 % di votanti (comunque essi votino) solo grazie al trucco di sommarsi all'astensionismo vero e proprio. Oppure le percentuali potrebbero essere diverse: non lo sapremo mai. E' una furbata. E te lo dice uno che voterà quattro sì ma pensa che, se tutti coloro che hanno un'opinione da esprimere lo facessero, su una parte dei quesiti vincerebbero i no. E sarebbe comunque meglio.
Per quanto riguarda il trovarsi a votare fianco a fianco con persone ideologiche, troppo sicure di detenere questa o quella verità, francamente mi sembra un'obiezione debole. Nelle elezioni politiche, da quando è sceso in campo Silvio succede esattamente lo stesso, e non è un buon motivo per non andare alle urne. I referendum, poi, sono sempre l'esito di contrapposizioni di principio: non credo ce ne sia mai stato uno in cui i votanti erano una folla meditabonda e dubbiosa. Il referendum è lì per quello: è un'ultima ratio per affrontare materie su cui tutti si scaldano molto."
Va detto che Giuseppe ha avuto buon gioco a rispondermi, in relazione all'uso strumentale dei no da parte degli astensionisti, che questo è già accaduto parecchie volte in passato. Ha ragione, e proprio per questo è bene dare un segnale forte, mostrare che questo trucchetto non funziona più - che gli italiani sono abbastanza maturi da disinnescarlo con il loro voto.

Stamattina, infine: voto, giornali, web. Segnalo un paio di valutazioni riguardo alla percentuale di quorum che, se raggiunta nella giornata di oggi (domenica) farebbe pensare che i referendum possano avere successo. Una è di di Renato Mannheimer, sul Corsera:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/06_Giugno/12/quorum.shtml

Un'altra, diversa, è di Sciltian Gastaldi:

http://anellidifumo.ilcannocchiale.it/

C'è anche l'editoriale di Scalfari, che in questa campagna ha tirato fuori un anticlericalismo inversamente proporzionale al suo interesse per il dialogo tra credenti e non credenti (non penso che ci sia contraddizione, ma la giustapposizione fa riflettere):

http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/politica/dossifeconda5/miscredenti/miscredenti.html

Dell'articolo di Scalfari però va ripresa soprattutto un'osservazione già di Mario Pirani: la confusione tra astensionismo e "no" cancella il voto segreto. Nei piccoli centri chi va a votare spicca come un sostenitore del sì.

E ora, fatta salva qualche ultima telefonata di "guida ai perplessi", c'è solo da aspettare. Per citare il vecchio maestro: questa suspense è terribile, speriamo che duri.
 
I vostri commenti
Il commento di Rose 16 giugno 2005


Complimenti! "Il mattino ha l'oro in bocca", viceversa la sera si cambia l'orifizio e l'oggetto. Eh?


 
Il commento di Jummagumma 13 giugno 2005


Come catalogare la sensazione che ho? E' come quelle situazioni in cui una certa inclinazione particolare degli eventi fa rotolare tutto il tuo entusiasmo verso una persona, sapendo già a priori che le circostanze non saranno favorevoli all'essere ricambiati. Andare a votare, ieri mattina, con la scheda elettorale alta, che tutti vedessero, è stato un atto d'amore per queste terre. Ora, quatto quatto, me ne torno nel ventre della balena. Miller docet. Ma con un cuore di rasoio.


 
Il commento di Tommaso Giartosio 13 giugno 2005


Anch'io ho notato, volantinando, la forte solidarietà delle donne, e invece l'ostilità più o meno percepibile di molti maschi sopra i cinquanta.


 
Il commento di Leonardo Colombati 13 giugno 2005


Sono appena andato a votare (quattro “sì"). Ero l’unico uomo. Prima e dopo di me, solo donne.


 
Il commento di io 12 giugno 2005


Alle 12:00 un 5% di italiani ha votato... Vittoria folgorante!!


 
Il commento di angelita 10 giugno 2005


Grazie! Prometto che andrò a votare prestissimo! Come vecchia scrutatrice so che in genere alle 7.00 di domenica il seggio è intasato dalle suore, ma questa volta immagino che ci sarà pista libera...


 
Il commento di Patrizia 10 giugno 2005


Buona l'idea di andare a votare presto, bisogna tentare di tutto, anche se devo dire che non sono molto ottimista...Ma è una questione di principio, accidenti...E spero di essere smentita per quanto riguarda il quorum.


 
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