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23 ottobre 2020
In Universale Economica
Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
La giornata vuota di uno scrutatore 30 giugno 2005


Mio nipote, ventun anni, è stato scrutatore ai recenti referendum. Qui racconta la sua esperienza.

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"Senza infamia e senza lode"

[Il testo si apre con una sintesi del contenuto dei quattro quesiti referendari, che ben conosciamo. Poi:]

Questi erano i quesiti che venivano posti al popolo italiano e questi sono i quesiti ai quali il popolo italiano,o perlomeno gran parte di esso, ha voltato le spalle.

Durante i due giorni in cui si sono svolte le votazioni la situazione all’interno dei seggi era il riflesso di come la gente, influenzata dalla chiesa cattolica con il cardinal Ruini in testa e da un grande numero di esponenti politici, abbia boicottato la laicità dello Stato italiano.

Quelli che in quei due giorni hanno prestato servizio nei seggi elettorali hanno visto nel migliore dei casi un elettore ogni mezz’ora, i meno fortunati invece uno ogni due, tre ore.

Nel mio seggio, ad esempio, siamo arrivati al centesimo elettore (su 900 iscritti) solo la domenica in tarda serata, ma non c’è stata nessuna cerimonia speciale perché rispetto ai seggi vicini eravamo già ad un quorum molto alto. Il seggio di fianco al mio − dove tra una partita a tresette e un film in tv ogni tanto arrivava qualche audace essere vivente che tra lo stupore generale dichiarava di essere venuto a votare − nella giornata di domenica era ancora ben lontano dal raggiungere il sognato traguardo del centesimo elettore. Sognato a tal punto che quando finalmente il lunedì in tarda mattinata lo si è raggiunto, il fortunato numero cento è stato accolto come una star di Hollywood, con tappeto rosso e dei fiori in omaggio.

Questo è stato un modo come un altro per ammazzare il tempo in una situazione da deserto del Gobi, ma cerimonie a parte i seggi nel Centro e nel Nord Italia possono dirsi fortunati perché seppur basso hanno avuto un quorum dignitoso. Diversa invece è stata la situazione nelle regioni dell’estremo sud d’Italia dove si è raggiunto il record di un votante ogni cento.

Quello che ho descritto è stato uno dei più brutti giorni per i referendum italiani. Sono ormai lontani i giorni in cui i partiti italiani mobilitavano grandi folle di elettori incitandoli a votare per questa o per quella opzione, e la gente vedeva il referendum o altre votazioni come un modo per decidere ciò che sembrava giusto fare. Oggi in un’Italia in cui il ”nobile” pensiero del menefreghismo sembra stia prendendo sempre più piede non rimane che aspettare il giorno in cui magari le consultazioni popolari come i referendum verranno abolite con la scusa che “tanto non ci va nessuno, sono solo soldi buttati”. E quel giorno chi crede ancora che avere la possibilità di votare sia una grande conquista da conservare, oltre che un diritto-dovere, dovrà ringraziare tutti quelli che non hanno voluto, per scelta o per menefreghismo o per ordine di Ruini, prendersi la responsabilità delle loro scelte e delle loro idee.

Lorenzo Giacometti

Inferno, canto III

"Quivi sospiri, pianti e alti guai
risonavan per l'aere sanza stelle,
per ch'io al cominciar ne lagrimai.

Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d'ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle

facevano un tumulto, il qual s'aggira
sempre in quell'aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira.

E io ch'avea d'error la testa cinta,
dissi: «Maestro, che è quel ch'i' odo?
e che gent'è che par nel duol sì vinta?».

Ed elli a me: «Questo misero modo
tegnon l'anime triste di coloro
che visser sanza 'nfamia e sanza lodo."
 
I vostri commenti
Il commento di Claudio 14 agosto 2005


Mi permetto di aggiungere un'altra citazione dalla stesso autore (che ho usato sul mio blog) "Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!" (Dante Alighieri-Purgatorio canto VI)


 
Il commento di Luca Ruggeri 5 luglio 2005


Lorenzo, ovviamente mi riferivo al documento segnalato da Magister... :-)


 
Il commento di giacometti lorenzo 4 luglio 2005


Al grande matematico che fa' queste belle somme voglio dire che la chiesa ha sfruttato il 30 per cento dell'elettorato che non vota mai, percio' chi ha vinto, e' stato don camillo ruini cavalcando il vento dell'astensionismo perenne.La mia pero' era una critica non al fallimento della abrogazione parziale della legge, ma al boicotaggio di uno strumento di democrazia come il referendum, al di la' di qualsiasi cosa avessero scelto gli italiani.Vorrei ricordarti che chi era contro poteva benissimo barrare la casella NO, ma logicamente tu non potevi sapere che esisteva anche la possibilita' di mettere la croce sul NO: meglio andare al mare che scomodarsi, vero? e comunque meglio non parlare di libri arcaici..meglio arcaici che niente..VERO?


 
Il commento di Luca Ruggeri 4 luglio 2005


Fa male e fa rabbia la bugia di fondo contenuta in quel documento. Una somma matematica esilarante: devoti + menefreghisti + ignoranti (circa i contenuti del referendum) = maggioranza che ha rifiutato la cultura radicale. Ma questo è ridicolo. Non c'è nessun '68 spirituale, perchè la gente è rimasta a casa e le chiese sono vuote come prima. Sei abituato a leggere di questi giochetti nei libri di storia arcaica, quando i potenti si legittimavano sulle basi di un non-voto e del divino, qualche formula magica d'effetto, e speriamo che il popolino se la beva. "Il meglio del meglio non è vincere cento battaglie su cento, ma sconfiggere il nemico senza combattere" Sun Tzu, Arte della Guerra


 
Il commento di finO 2 luglio 2005


Però!, il nipotino ;-)


 
Il commento di Tommaso Giartosio 2 luglio 2005


D'accordo. E già che ci siamo segnalo un post di Sandro Magister di qualche giorno fa, intitolato "Un documento riservato sui piani del dopo-referendum". Sta nel suo blog - http://blog.espressonline.it/weblog/stories.php?topic=03/04/09/3080386 - e fa venire i brividi.


 
Il commento di io 2 luglio 2005


Propongo che per diventare informati sul tema sin da bambini i giovani italiani si occupino di biologia. Iniziamo sull'Abbecedario, alla lettera E: "l'Embrione"; alla lettera S "il Santo" (con foto di Sant'Embrione martire) alla lettera P: "la Persona" (con foto di un embrione qualsiasi...).


 
Il commento di Patrizio 1 luglio 2005


condivido "quasi" tutto quello che è riportato nel blog. Personalmente però non riesco ad attribuire la colpa del non voto soltanto alla chiesa...per esperienza personale ho avuto a che fare con amici che la sera prima del referendum non avessero neanche una minima idea su cosa si dovesse votare. A prescendere dal credo religioso e politico, dal sì o dal no, quello che non capisco è l'assoluta indifferenza rispetto ad un quesito di tale importanza.


 
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