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23 ottobre 2020
In Universale Economica
Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
Molti libri e un Lexicon 4 luglio 2005


Attraverso una lunga serie di testimoni (l’ultimo è Filter dei “Fantastici quattro”, http://fantasticiquattro.blogspot.com/, che ringrazio) mi arriva un questionario di Sant’Antonio sui libri e sul librume. Ecco le risposte.

Libri della mia biblioteca

Per la precisione, “nostra” biblioteca (mia e di Gianfranco Goretti). Direi quattro−cinquemila. Mi piace l’idea filteriana di fissare un tetto e quando lo si è raggiunto cominciare a sbarazzarsi dei libri non più necessari. Nel mio caso il tetto somiglia molto a quello, fisico, della nostra abitazione. E l’abbiamo raggiunto.

L’ultimo libro che ho comprato

Sono tre: Emmanuel Carrère, “La settimana bianca” (romanzo breve e molto bello, anche se non del tutto riuscito, sulla maschilità); Raymond Queneau, “I figli del limo” (ho cercato di rinnovare un antico amore per Queneau − perché no? − con grande entusiasmo all’inizio, poi con una noia crescente che me l’ha fatto mollare a metà: il romanzo parla di “pazzi letterari”, scrittori assurdi e ignorati da tutti, e ne riassume e cita lungamente le opere... me la sono cercata, insomma); Tahar Ben Jelloun, “Creatura di sabbia” (non ancora letto). E... sì, li ho presi per avere la borsa Einaudi, che è piuttosto bella ma non molto resistente. Un quarto candidato erano i “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes, già letti vent’anni fa: li ho presi, aperti, rigirati, lasciati cadere con un dubbio: ma non sarà un libro sopravvalutato?

Il libro che sto leggendo ora

Valeria Parrella, “Mosca più balena”, e Massimo Adinolfi, “Essere in due”; il secondo più arduo, ma coinvolgente (visto che parla dell’essere, mi pare inevitabile...). Quasi finiti: Richard Rorty e Gianni Vattimo, “Il futuro della religione” (meno interessante di quanto sperassi), e Bohumil Hrabal, “Treni strettamente sorvegliati” (prevedibilmente bello, mi interessano soprattutto le soluzioni diciamo stilistiche). E ho appena concluso la rilettura del “Castello” di Kafka: dio, perché quell’uomo non finiva mai un romanzo? (Forse per lo stesso motivo per cui il dio kafkiano non ha finito il creato.)

Tre libri che consiglio

Oltre al citato Carrère, un classico e un contemporaneo: “Il dono” di Nabokov e “Una casa nel buio” del portoghese José Luis Peixoto (l’editore, La Nuova Frontiera, è piccolo ma abbastanza distribuito, e il libro è bellissimo). Per non trascurare gli italiani aggiungerò “2005 dopo Cristo” di Babette Factory (alias: Christian Raimo, Francesco Pacifico, Francesco Longo, Nicola Lagioia): l’ho appena comprato (ops! me n’ero dimenticato, prima) ma me ne dicono un gran bene.

Cinque blogger a cui passo il testimone

Blogdiscount (http://www.blogdiscount.org/), Village (http://village.splinder.com/), Blogsenzaqualità (http://blogsenzaqualita.splinder.com/), Finocchio (http://fin-occhio.splinder.com/), e inevitabilmente Lipperatura (http://www.kataweb.it/kwblog/page/CLIP/blog).

Chi vorrei essere se dovessi rinascere

Qualcuno con le idee chiare, tutti i dubbi necessari, tanta capacità di trasmettere amore, e la soddisfazione di aver realizzato qualcosa di incredibile: Desmond Tutu.

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Vado di nuovo via per diversi giorni, e non so se potrò aggiornare il blog. Cercherò almeno di pubblicare i vostri commenti, che, come sapete, nei blog Feltrinelli sono sottoposti a uno stretto (e, nel mio caso, indesiderato) vaglio autoriale. Per il momento, chiudo con due note politiche:

− su Francesco Merlo di “Repubblica”: il suo editoriale nella prima pagina di oggi mi conferma i sospetti. Si può leggerlo qui:

http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna¤tArticle=7VXI4

Merlo fabbrica un immenso giro di parole per dire, in sostanza, che i matrimoni gay andranno bene per la Spagna ma in Italia non possono esistere, e che i gay stessi farebbero meglio a astenersi anche dalle marce del Pride. Gay a parte, quello che detesto è la sua tendenza − non solo in questo articolo − a proporre conclusioni basate su un carattere nazionale italiano predicato come immutabile (e questo è tecnicamente il fascismo, ne ho parlato in “Perché non possiamo non dirci”);

− sul “Lexicon” della chiesa cattolica.

...Si tratta di questo. Il gruppo fiorentino “Azione gay e lesbica” lavora molto e di solito bene. Dico “di solito” perché di recente si sono impegnati − con successo − in una campagna per far annullare i concerti italiani di alcuni cantanti rasta autori di testi omofobi. Capisco lo sdegno ma diffido di queste forme di censura culturale: molto meglio la presa in giro, o la critica sferzante, o la controinformazione, o il boicottaggio degli acquisti, o il silenzio.

Ma come dicevo “Azione gay e lesbica” fa molte cose importanti. Per esempio ha diffuso in occasione del Pride romano (9 luglio! venite! e se siete gay, portate amici o parenti etero!) un mail in cui si fa il punto della situazione dei diritti gay in italia e altrove e si cita, tra l’altro, il suddetto “Lexicon”, che uscì nel 2003 e fu anche denunciato (invano, se ben ricordo) dall’Associazione Genitori di Omosessuali.

A rileggerlo nell’epoca di Benedetto XVI, questo concentrato di Ratzinger−pensiero fa davvero impressione − e disgusto. Una sola citazione, da p.220: "La parte liberale tace in modo assoluto di fronte al fatto che l'abuso sessuale parta dall'educazione dei bambini nelle cosiddette famiglie composte da una coppia omosessuale. Un figlio adottato da una coppia omosessuale o una figlia adottata da una coppia di lesbiche diventa una facile vittima dei loro bisogni sessuali, diretti verso un partner dello stesso sesso ".

Che dire? Ecco con chi abbiamo a che fare. E poi ce la prendiamo con Calderoli... Buone vacanze...
 
I vostri commenti
Il commento di nheit 2 agosto 2005


ho appena concluso la rilettura “Castello” di Kafka: dio, perché quell’uomo non finiva mai un romanzo? (Forse per lo stesso motivo per cui il dio kafkiano non ha finito il creato.) Kafka è l'essenza inquieta limitata eterna e profondamente vera della persona umana. Come può dare una fine ai suoi racconti ? Eppure ogni volta nel Castello noi cerchiamo una fine e inconsolabili e testardi riprendiamo a leggere il Romanzo e a cercare cercare "Era tarda sera quando K.arrivò..." Ma "kafkaniamente" possiamo intanto sognare F.Kafka intervistato a Fahrenheit da T. Giartosio per il libro della vita.Quale la prima domanda?


 
Il commento di Tommaso Giartosio 12 luglio 2005


Sono sveglio, ma lontano, molto lontano... Ho pubblicato dei commenti ma potro' rispondere solo al mio ritorno. Pazientate.


 
Il commento di massimo 12 luglio 2005


Sveglia!!


 
Il commento di AnelliDiFumo 7 luglio 2005


Ce la prendiamo tanto anche con Ratzinger, caro Tommaso, vedrai a settembre...


 
Il commento di Filter 4 luglio 2005


Beh, se devi sbarazzarti di libri, io per l'appunto ho ancora un po' di spazio libero... Comunque mi segno Peixoto. Merlo è un classico cerchiobottista del Corriere, finito a Repubblica dopo che per anni Repubblica ha criticato i cerchiobottisti del Corriere.


 
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