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9 dicembre 2021
In Universale Economica
Pino Cacucci: blog per viandanti
Londra: alleva corvi e ti beccheranno gli occhi 25 luglio 2005


Cartoline da Londra imbucate in Pakistan via Bosnia

La loro logica sembra fin troppo chiara: vi dimostriamo cosa si prova a essere bombardati. Logica perversa, ai nostri occhi di contrari a qualunque guerra, che in realtà è perversa per un unico motivo: perché asseconda ciò che si prefiggono i cosiddetti neocons - i fondamentalisti Usa che hanno preso malamente le redini di un sistema ereditato dai paleocons alla Kissinger -, cioè il clima di paura che permette qualunque misura repressiva, qualunque abominio contro i “nemici interni”, trasformando gli oppositori in “disfattisti” da perseguire. Patriot Act, controlli capillari, esistenze spiate in ogni istante, insomma, la fine dello stato di diritto e di conseguenza il graduale smantellamento dell'essenza stessa della democrazia.
I terroristi dell'una e dell'altra parte uniti nella lotta: lo stesso scopo, conquistare l'egemonia nella propria zona d'influenza e prendere la guida della guerra senza quartiere. I terroristi che premono bottoni per sganciare bombe e lanciare missili e i terroristi che tirano una linguetta a strappo dilaniandosi e dilaniando. La sola differenza sostanziale è che “loro” hanno superato l'istinto di conservazione, dunque, sono invincibili.

Contrari a qualunque guerra, dicevo. Ma il problema è che questa non è affatto una “guerra”, perché sfugge ai canoni di vittoria/sconfitta. Non possono esserci vincitori, non può finire mai se non si estinguono le cause alle radici, e ogni tentativo di soffocare l'odio con altrettanta violenza, ottiene l'effetto di chi tenta di spegnere il fuoco soffiandoci sopra: è come il vento che alimenta gli incendi. Più repressione, uguale crescita esponenziale degli attacchi. Da entrambe le parti, in un crescendo demenziale.
Il Grande Paradosso: se si trattasse davvero di “guerra al terrorismo islamico”, allora si sarebbe dovuto rafforzare il regime di Saddam Hussein, anziché abbatterlo - con il risultato di frantumarlo in una galassia di attaccanti incontrollabili, facendo della “questione irakena”, come ha scritto Guido Viale, “il punto di irradiamento planetario del terrorismo” - avviando così il più grande, immane incendio terroristico della storia contemporanea, variegato e smisurato terreno di coltura per “cinture esplosive” e “autobombe” all'infinito. Perché il regime di Saddam Hussein era una garanzia anti-integralismo islamico. Ne ammazzava così tanti, di integralisti, da farci inorridire e convincere che andasse fermato. Tra lui e la signora idrofoba che abbaia dall'alto di un attico di Manhattan, c'era un legame sordido quanto inconfessabile: ammazzali, ammazzali...
Il paradosso lo sancirà la Storia: tra i tanti cialtroni che inneggiano alla compostezza e incitano al coraggio di fronte a un nemico che non spedisce le V1 da Peenemunde ma è nato e cresciuto nel rione accanto, un nemico che fa bassa macelleria in metropolitane e autobus dove non metteranno mai piede i “governanti senza paura”, verrà ricordato Saddam Hussein come l'unico credibile, considerando che prima dell'invasione dichiarò: “Sarà come scoperchiare la pentola del diavolo”. Lo trattarono da pagliaccio, ma è andata esattamente come minacciava lui. E adesso nessuno sa come rimettercelo, quel coperchio. La Storia, spietata, lo ricorderà anche come un imbecille, perché dissanguò il proprio paese nella guerra con l'Iran per conto dell'Occidente ricevendone in cambio la promessa di ottenere un ampio sbocco al mare tra la foce dello Shatt El Arab e le isolette antistanti per i suoi oleodotti, poi si lasciò invischiare in sterili trattative orchestrate da Washington per ottenere quel pugno di deserto che era parte integrante dell'Iraq prima che Londra inventasse l'inesistente Kuwait (leggi Q8 ai distributori): basta dare un'occhiata all'atlante per capire che il Kuwait è stato creato appositamente per limitare lo sbocco sul Golfo Persico all'Iraq. E infine cascò nella trappola quando l'ambasciatrice Usa April Glaspie gli disse che Bush senior lo avrebbe spalleggiato in caso di “legittima” invasione della stazione di servizio gestita da uno sceicco con harem di quaranta donnine, sancendo così la fine non solo di se stesso, ma della più antica civiltà del genere umano, la Mesopotamia, odierno Iraq. John Stockwell, alto funzionario della Cia all'epoca, ha dichiarato: "Gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita convinsero con l'inganno Saddam Hussein ad attaccare il Kuwait".
Per i dettagli della fregatura che l'imbecille Saddam si prese abboccando all'amo, si legga per favore il saggio edito da Fazi “Dominio”, di Nafeez Mosaddeq Ahmed, che, malgrado il pericoloso nome “esotico” è inglese e dirige l'Institute for Policy Research and Development di Brighton. Un esperto in materia, come si suol dire. Nonché un connazionale del sindaco Ken Livingstone che invita a restare impassibili, senza preoccuparsi troppo dei tiratori scelti in abiti civili che da qualche giorno sono appostati sui tetti di Londra, e quelli meno “scelti” che sparano in testa a un lavoratore brasiliano perché, come fece quel poliziotto a Central Park che uccise un campione olimpionico nero di maratona sparandogli alla schiena, “se vedi un muso scuro che corre avrà pur fatto qualcosa di male”. In effetti, alcuni brasiliani hanni tratti vagamente simili a quelli pakistani, o mediorientali, o comunque non ostentano capelli biondi e occhi cerulei e pelle color mozzarella avariata, dunque, che non si lamentino: siamo in guerra, è stato “a tragic mistake”, come si dice da tempo e sempre più spesso.
Blair, novello Churchill, annuncia che non bisogna avere paura e che si può convivere con le bombe: come no, basta evitare metro, bus, centri commerciali, stazioni, traghetti, aeroporti, luoghi affollati in generale e girare in auto blindata con la scorta su percorsi sempre diversi o in elicottero o in aereo personale a cui si accede da ingressi appartati, insomma, lui non ce l'ha davvero paura, gli basta scorrere il calcolo delle probabilità per scoprire che in Downing Street è più facile che esploda la pentola a pressione della moglie mentre cuoce il minestrone che non un'autobomba al suo passaggio. Anche Churchill a suo tempo annunciò alla nazione “sangue, sudore e lacrime”, in attesa dell'ineluttabile Vittoria, Churchill che da giovane faceva il tiro al bersaglio sui boeri, poi, ancor giovane ma avvezzo all'arte della guerra, ordinava di spianare le sedi degli anarchici londinesi con l'artiglieria, e successivamente favoriva con ogni mezzo sotto banco Francisco Franco in Spagna e ammirava Hitler, salvo poi restarci malissimo quando il suo beniamino coi baffetti da Charlot prese a terrorizzare i londinesi spedendo oltremanica nottetempo Heinkel 111 e Junker 88 carichi di spezzoni incendiari al fosforo e V1 a tutte le ore. Londinesi che, va loro riconosciuto, rimasero composti e “quasi” impassibili. Quasi.
Anche allora, si poteva citare il vecchio proverbio spagnolo: “Alleva corvi, e ti beccheranno gli occhi”.

E a proposito di inglesi che allevano corvi...
Negli anni 90 almeno 200 cittadini inglesi di origine pakistana e di religione musulmana sono stati reclutati dai servizi di intelligence britannici, in collaborazione con quelli statunitensi, e spediti in campi di addestramento in Pakistan gestiti dall'Harkat-ul-Ansar (HuA, che oggi “ovviamente” figura tra le organizzazioni terroristiche da sterminare, essendosi intanto trasformata in Harkat-ul-Mujahideen, filo Bin Laden) con lo scopo di essere poi trasferiti in Bosnia a combattere i serbi. A capo della “legione inglese pakistana” c'era Omar Sheik, attualmente ritenuto il responsabile dello sgozzamento del giornalista Daniel Pearl: Omar Sheik ha studiato alla London School of Economics, prima di assumere il comando del contingente anglo-pakistano in Bosnia, inviato ufficialmente dal primo ministro Benazir Bhutto su sollecitazione del “democratico” Bill Clinton, che voleva limitare la presenza delle legioni arabe nei Balcani provenienti dall'Afghanistan, dove erano state create, armate e addestrate dagli Usa in funzione antisovietica. La stessa zona dove l'ex collaboratore della Cia Osama bin Laden meditava di mordere la mano di chi lo aveva nutrito...
Cría cuervos y te picarán los ojos.
Gli scellerati governanti europei (tra i quali figurava allora la mosca cocchiera D'Alema M.) non si avvedevano minimamente del fatto che stavano alimentando un Frankenstein di cui presto avrebbero perso il controllo, la priorità era colpire i serbi a qualunque costo, compreso quello, oggi “passato all'incasso”, di armare una legione di terroristi che combattevano con la chiara consapevolezza che occorre sfruttare la forza del nemico per fortificarsi e poi rivolgergliela contro.
Tutto ciò - il suicidio europeo dell'interventismo nei Balcani - non viene ricordato all'interno dei confini di Shengen, ma se lo ricorda benissimo uno dei massimi esperti in terrorismo pakistano, l'ex alto funzionario dei servizi antiterrorismo di Nuova Delhi B. Raman, attualmente editorialista di Asia Times e direttore di un centro studi geopolitici nell'area. Raman ha recentemente dichiarato: “Si sarebbe potuto prevedere: la radicalizzazione della gioventù britannica di origine pakistana è cominciata a metà degli anni 90 con la piena complicità delle intelligence statunitense e britannica”.
Alleva corvi e...

Un recente annuncio di Greenpeace mi ha colpito per la sapienza del messaggio: “Difendilo tu il pianeta prima che il pianeta si difenda da solo”.
Perché se il pianeta si difende da solo, poveri parassiti umani che ne infestano l'epidermide...
C'è una sorta di micidiale saggezza da parte del pianeta Terra nell'aver messo l'una contro l'altra armate (con disparità di mezzi ma con eguale e speculare ferocia) le due peggiori creature che lo stesso pianeta abbia mai partorito: il fondamentalismo Usa e il fondamentalismo islamico. Si nutrono uno dell'altro, senza il nemico-gemello nessuno dei due sopravviverebbe.
Il primo è stoltamente convinto di saper gestire la destabilizzazione finalizzata a breve termine a ridurre la concorrenza economica dell'Europa e a lungo termine ad accaparrarsi le risorse del suddetto pianeta in previsione del futuro e inesorabile scontro con la Cina. Il secondo massacra la propria gente con la finalità di acquisire l'egemonia della “guerra santa”, altrettanto idiota perché non ha ancora capito che non si tratta affatto di una guerra ma di una progressiva autodistruzione, nel senso di specie a cui appartengono purtroppo anche loro.
E le mosche cocchiere intanto ronzano intorno ai corvi che hanno contribuito ad allevare. A chi toccherà farsi beccare gli occhi nei prossimi giorni?
 
I vostri commenti
Il commento di Anna 27 ottobre 2005


Queda pendiente...una tua risposta più precisa alla mia domanda di qualche ora fa all'Oratorio dei Filppini: come hai fatto a entrare così nel cuore e nella mente di una donna? E soprattutto a vedere il "sole" con i suoi occhi? "Perché il mondo è come lo vedo io con i miei occhi e non come lui vede me..." Come hai fatto a sentire quell'assenza che ti scava dentro e ti annichilisce e ti induce a cercare il suo sguardo anche quando sai che non lo vedrai più? Anche io ho perso un amore: era mio fratello, e l'ho cercato sui moli di tante città..per tanti anni...E' solo da poco che ho imparato a vivere il "qui e adesso" ed è per questo che ti scrivo "qui e adesso"


 
Il commento di nicolaerre 9 settembre 2005


Pino carissimo, ti ho conosciuto anni fa a Trani BA, per la presentazione di un tuo libro e sei rimasto sorpreso che possedessi la copia di Puerto Escondido di Interno Giallo alla mia età, allora! Oggi, è grazie a blog crudi come il tuo che si ha l'input per trovare la forza per una bracciata in più, allontanandosi dai media tradizionali, analizzando la politica e la storia che ci passano per verità. Credo che con la tua lucidità di uomo puro, così come hai scritto delle tragedie umane di messico, bosnia post conflitto e Gran Bretagna post attentato, purtoppo dovrai usarla ancora la penna o la tastiera, per raccontarci altre tregedie.


 
Il commento di Claudio Stefani 5 settembre 2005


Caro Pino devo ammettere che il tuo lavoro ci regala una importante finestra sulla realtà. Spero che il tuo equilibrio, e la tua voglia di verità, rimangano intatti nel tempo permettendoci ogni tanto di affacciarci a quella finestra che da sul mondo reale. Un bacio a te e a Gloria.


 
Il commento di Gianni 27 luglio 2005


Caro Pino come sempre le tue disamine sono chiare, precise e dirette...e purtroppo vere...ma siamo stupidi e perciò moriremo...non è una frase di blade runner ? d'altronde tutto oramai viene spettacolarizzato e siamo anestetizzati a queste tragedie, le bombe a Londra a Sharm, ma anche i colpi di pistola al brasiliano...la gente và in piazza spontaneamente per il calcio ma non per il resto...il compito dei narratori di storie come sei tu è di non farci cadere nell'oblio, nel dimenticare.ti abbraccio


 
 Pino Cacucci: blog per viandanti
 ciao don Gallo
 tradurre è...
 Libia, ma che bel risultato...
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