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23 ottobre 2020
In Universale Economica
Fenomeni e fonemi: il blog di Tommaso Giartosio
Fine delle vacanze 8 settembre 2005


Trovo su un diario di una decina di anni fa, e non resisto a riportare qui:

"Sul treno, un signore con i baffi, gli occhiali spessi, il riporto sulla fronte, il vestito scuro, e delle buffe scarpe blu con nappe e flap che gli davano un’aria tra l’assicuratore e il ballerino, ha enunciato il nome di TUTTE le stazioni da Livorno a Genova, a mano a mano che si presentavano. Alcune le nominava solo una volta, quando gli capitavano davanti: e sembrava un po’ sorpreso; altre se le preparava ripetendole più volte prima che arrivassero (erano quelle più grandi e impegnative) e in qualche caso le riborbottava ancora dopo che erano passate, come se gli dispiacesse di lasciarle andare. La sua voce la sentivamo senza vederlo, dallo scompartimento accanto. All’inizio era buffa; poi, fastidiosa; e alla fine, in qualche modo, necessaria. A Brignole il signore ha raccolto i suoi bagagli dicendo a un suo compagno di viaggio, “Rifletta su quello che le ho detto” (ci era sfuggito qualcosa? o alludeva alla sua litania?); l’altro ha ringraziato e il signore ha concluso (come Caproni) “Buon proseguimento”, ed è sceso. Per la prima volta nel nostro scompartimento ci siamo scambiati un sorriso divertito, estranei alleati di fronte a una mite follia. Ma poi, mentre il treno ripartiva per Torino, è calato un silenzio un po’ spaventato. Non c’era più nessuno a dare un nome alle nostre stazioni. Precipitavamo nel vuoto.”
 
I vostri commenti
Il commento di nheit 13 settembre 2005


"All’inizio era buffa; poi, fastidiosa; e alla fine, in qualche modo, necessaria. Quando la voce viene a mancare si precipita nel vuoto" Quattro momenti di un viaggio ,quattro percorsi di vita che si ricongiungono in unità solo quando la Voce scende. Se il passeggero fosse sceso prima della Voce ,gli sarebbe rimasto il ricordo di una cosa buffa o fastidiosa o necessaria e avrebbe perso il sentirsi orfano. Ma precipitare nel vuoto, che meraviglia di tristezza e di semplicità, ci si prepara a morire ma si esce dalla stazione cantando.


 
Il commento di claudio 12 settembre 2005


Conosco bene quel percorso ferroviario abitando a Torino e mi sembra quello descritto un personaggio consueto, già visto, conosciuto.Ormai solo negli scompartimenti ferroviari siamo costretti ad avere in faccia e quindi a convivere con gli altri-da -noi in carne ed ossa, senza i rassicuranti schermi dell'audio e del video. La realtà ci spaventa e ci attrae. Dacci altri reperti del tuo diario...Sono scritti benissimo... Claudio


 
Il commento di Tommaso Giartosio 9 settembre 2005


Merci, mon Filtre! Sciltian: non ho ancora deciso. Limitandomi ora alle questioni gay, l'assenza dei Pacs dal programma di Prodi mi lascia molto deluso. La posizione di Bertinotti (esposta qui: http://www.gaynews.it/view.php?ID=33965) è meno di quanto mi aspettassi, ma almeno è realistica (e va declinata al presente, non al futuro prossimo). Scalfarotto, ovviamente, sarebbe un voto d'opinione, con tutto ciò che questo comporta in positivo e in negativo. Comunque stasera (venerdì) lo guarderò a Matrix (Canale 5) alle 23.40. E ascolterò, soprattutto.


 
Il commento di Filter 9 settembre 2005


Ti invidio molto. Scrivi racconti senza neanche accorgerti.


 
Il commento di Sciltian Gastaldi 9 settembre 2005


OT: ciao Tommy, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi della candidatura di Ivan Scalfarotto alle primarie dell'Unione. Per informarti su di lui: www.ivanscalfarotto.info Io ho deciso di appoggiarlo e di raccogliergli le firme.


 
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