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5 dicembre 2021
In Universale Economica
B. B. King: "Sarei io il padre del rock? No, la musica era nell'aria"
di Vittorio Franchini, tratta da “Corriere della Sera”, 19 giugno 2004
"Per il momento me la sono cavata senza finire sotto i ferri", ride B.B. King, 78 anni, il celebre blues-singer del Mississippi. "Con il mio diabete - continua - c'è poco da scherzare e gli occhi… ", lascia intendere che è proprio la vista a risentirne in modo grave. Ma i medici hanno pensato che l'intervento poteva essere rimandato a ottobre in modo da consentire al cantante di effettuare il suo lungo tour europeo, dal 22 giugno fino alla fine di luglio.

Spagna, Francia, Svizzera, Italia, Germania... Non sono troppi questi concerti, con quel brutto malanno sulle spalle?
Fino a poco tempo fa - sospira B.B. King - ne facevo trecento all'anno. Ora ne ho tagliato un centinaio. È la mia vita, che cosa faccio se non suonare, cantare, cercare di dare alla gente quel po' di bene che ho dentro?.

Il diabete è diventato l’incubo della sua vita. Da quando sono cominciate le cure?
Mi sono troppo trascurato e ora ne pago le conseguenze. Non avevo idea che fosse una malattia così insidiosa.

Lei contribuisce in modo notevole anche alla ricerca medica...
Mi curo e cerco di dare una mano. Il diabete è un malanno che colpisce troppa gente.

Riley King è nato a Itta Bena, un paesetto nelle assolate campagne del Mississippi, il 16 settembre del 1925. Il padre predicatore, la madre cantante di blues. Così era parso naturale a tutti che anche il piccolo Riley cominciasse a pizzicare una chitarra e a cantare. In più c'era in famiglia il cugino Bukka White che già si era fatto un nome come blues-singer. "Ma il cantante che mi aveva più colpito era Blind Lemon Jefferson, un omaccione terribile, forte, rissoso. Aveva fatto anche il pugile, il lottatore, era finito in galera più volte, ma quando cantava... allora era un altro, il migliore. Rompeva il collo di una bottiglia e lo usava come unghia per la chitarra e cavava da quello strumento suoni lunghi, lamentosi, i suoni del blues. Raccontava quel nostro mondo fatto di miseria, di violenza, non ne conosceva altri. Ma io ho poi incontrato Louis Jordan e allora ho capito che i blues possono anche essere ironici, divertenti".

Come è nato quel suo nomignolo di B.B.?
Ero un ragazzino che cantava i blues, così la gente ha cominciato a chiamarmi Blues Boy King, ma poi è cambiato ancora, a Memphis. Ho fatto il disc-jockey per cavarmela, poi è saltata fuori quella generazione di matti, Elvis, Fats Domino, Little Richard. Il mondo ha riscoperto il blues e io mi sono trovato in quei giorni a lavorare sulla Beale Street. Così sono diventato uno dei Beale Street Blues Boys. Memphis era una città eccitante e la Beale Street era la strada più animata del mondo: puttane, magnaccia, ubriaconi, tutti lì in quella grande strada che viene dal sud e va al nord.

Qualcuno dice che lei è il padre del rock...
L'ho sentito dire – ride - ma non significa nulla. Sono tanti i padri. Io ho dato solo un contributo. Quella musica era nell'aria.

La sua chitarra si chiama Lucille, come mai?
È una vecchia storia. Cantavo in un postaccio...beh scoppia un incendio, tutti scappano e io con gli altri, appena in salvo, mi accorgo di aver dimenticato la chitarra e allora mi butto nel fuoco e la ricupero. Poi mi raccontano che l'incendio è scoppiato per via di una ragazza che si chiamava Lucille, così anche la chitarra ha preso quel nome.

Ridacchia, infila una di quelle sue grandi mani in tasca, ne cava una manciata di minuscole Lucille: "Le regalo alla fine dei concerti", dice.

Il mondo attraversa un periodo di grandi dolori: Medio Oriente, stragi in Africa, terrorismo ovunque, cosa ne pensa?
È molto triste. Il popolo afroamericano ha patito sulla sua pelle e per troppi anni, la violenza. Ma ora in noi non c'è spirito di vendetta. Vogliamo la pace, vogliamo vivere in amicizia con gli altri, costruire insieme un mondo diverso, civile.

Esiste una definizione di blues?
Spalanca gli occhi fingendo meraviglia, poi ride con quella sua bocca tutta denti. Dice: "Esiste una definizione di vita?".
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  La scheda autore di B.B. King
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