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5 dicembre 2021
In Universale Economica
La riscoperta del sentimento. Intervista a Umberto Galimberti
Ai giovani d’oggi mancano motivazioni, entusiasmo, progettualità. Prevalgono il disinteresse, la sfiducia, la rassegnazione. Prevale un’assenza ingombrante che è percepita, ma difficile da individuare. “I giovani stanno male ma non sanno il perché” spiega il filosofo Umberto Galimberti, autore de L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani.

Professor Galimberti, perché oggi i giovani tendono al nulla e all’assenza?
La mia generazione sapeva ciò che doveva fare perché il futuro era prevedibile e bastava seguire l’esempio dei padri. Oggi invece la società ha avuto una trasformazione pazzesca ed è divenuta globalizzata e indecifrabile. Non abbiamo più mappe per dire quale sarà il nostro futuro. Emerge così una sorta di rassegnazione a questa condizione che può riassumersi nella domanda: con chi ce la prendiamo?

Perché i giovani d’oggi tendono a non riconoscere le proprie doti e a non investire su di esse?
Per mancanza di riconoscimenti altrui. Sin da piccoli i bambini vengono affidati alla baby sitter o peggio alla televisione. Invece i bambini vanno scrutati e le loro piccole scoperte vanno valutate e apprezzate. Solo in questo modo si crea il riconoscimento di sé che il bambino fa, un nucleo caldo che è anche il suo luogo dell’identità. Se invece le idee, le domande e i perché dei bambini vengono trascurati e non c’è dialogo, allora il loro isolamento comincia sin dall’infanzia. Mancando questo riconoscimento iniziale i bambini cominciano a pensare di non avere niente, autosvalutandosi. Con questa assenza del riconoscimento di sé, viene a mancare anche l’identità che, per essere positiva, deve per forza riconoscersi in qualcuno che ci apprezza. E allora ecco che si forma un’identità negativa che si mostra con il gesto appariscente e violento. I genitori si giustificano dicendo che devono lavorare e che dedicano ai figli tempo di qualità. Ma è la quantità, non la qualità del tempo a essere importante per riuscire a catturare le scoperte e le ideazioni dei bambini.

Secondo lei c'è bisogno di un ritorno a una figura genitoriale più autoritaria, abbandonando il concetto di genitore amico e semplice confidente?
Più che di autorità, parlerei di autorevolezza del genitore, Ma un genitore può essere autorevole solamente se il futuro appare al figlio come una promessa. E allora ci si impegna, ci si comporta bene, si fanno le cose perché c'è un futuro concreto in vista, Invece per molti giovani di oggi il futuro non è più una motivazione sufficiente per impegnarsi. Se il futuro scompare o diviene indecifrabile, allora i genitori sono costretti a divenire contrattuali. Ed ecco che se il figlio è promosso gli si regala il motorino, se si laurea gli si dà l'auromobile. Ma un genitore contrattuale ha già perso la sua figura autorevole di padre e madre. E allora ecco che nascono i genitori amici che tolgono al giovane un modello di riferimento.

La società odierna è divenuta sempre più individualista e veicola messaggi di successo legati alla competizione e aIla sopraffazione reciproca. Questa tendenza influisce sull'analfabetismo emotivo e sull'inaridimento psicologico dei giovani?
La letteratura è il luogo per eccellenza dei sentimenti. È la letteratura a insegnarci come si ama e si odia, a conoscere la tragedia, la disperazione, il suicidio. È attraverso i libri che avviene una buona parte dell'educazione emotiva. Se questa palestra di modelli viene a mancare, se manca il sentimento che è l'elaborazione dell'impulso, l'impulso passa subito al gesto. Il guaio della società odierna è che viene a mancare proprio questo scenario letterario di sentimenti grandiosi. E i sentimenti sono intimamente connessi alla sessualità che una volta era difficile da raggiungere. Un tempo, quando ti innamoravi di una ragazza dovevi appostarti fuori dalla scuola, scriverle lettere, cercare di chiamarla quando il telefono era ancora al centro della casa e tutti potevano sentirti. Oggi tutto questo si è perso. Invece era il differimento della meta sessuale, il fatto di sapersi conquistare la possibilità di andare a letto con una ragazza a essere la vera educazione al sentimento.

Così oggi anche le persone che per loro indole sarebbero sentimentali finiscono per adeguarsi alla superficialità, loro malgrado.
Sì perchè in loro agisce il pregiudizio collettivo del gruppo, Oggi al terzo appuntamento con una ragazza devi andarci a Ietto e se non ci riesci sei un imbranato. Così il sentimemo viene svalUtato e non ha più lo spazio e il tempo per crescere, ma diviene subito sesso e neppure di grande valore.

Ma dove possiamo individuare l'origine di questa svalutazione del sentimento?
Bisogna tenere conto del ruolo che ha avuto il cambiamento della donna nella nostra società. La donna ha sganciato radicalmente la maternità dalla sessualità e questo è positivo, ma ha creato anche una sorta di aggressività del mondo femminile a cui quello maschile non era abituato. I medici riferiscono che i maggiori consumatori di Viagra sono i giovani, che non dovrebbero averne bisogno e questo è sintomo di una grande insicurezza. Il giovane oggi viene spesso giudicato sulla base della sua performance e questo rischia di giustifìcare quel gesto di bullismo che gli dia visibilità agli occhi altrui.

Davvero il nostro tempo è quell'epoca delle passioni tristi di cui ha scritto il filosofo francese Benasayag sulla scia di Spinoza?
Mi viene in mente un passaggio di Dostoevskij in Memorie dal sottosuolo in cui il protagonista, che è anche l'alter ego dello scrittore, tenta di redimere una giovane prostituta che gli offre il suo corpo, Dostoevskij scrive "tu cominci l'amore là dove si compie". In questo è racchiusa tutta la nostra epoca delle passioni tristi. La sessualità è l'apice di un sentimento che arrivato al culmine della sua tensione emotiva si compie. Se si comincia un rapporto dall'atto sessuale, allora anche il sentimento scompare.
copertina

L'ospite inquietante
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