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3 dicembre 2020
In Universale Economica
L'incipit di oggi: Quella brava ragazza di Lars Bill Lundholm
Il primo delitto avvenne nella Jungfrugatan, a Östermalm, uno dei quartieri più eleganti di Stoccolma. A un’estremità della via c’era la chiesa barocca di Hedvig Eleonora con la sua cupola color rame e l’imponente cancellata in ferro. All’altro capo, nelle giornate di sole si scorgeva il verde intenso del viale alberato di Valhallavägen. Ma quel giorno pioveva e le cime degli alberi parevano ciuffi di penne nere.

Era un lunedì sera, mancavano dieci minuti alle nove. Cathrine Haldeman-Spegel, uscendo dal portone di casa sua in Jungfrugatan, si strinse nel soprabito, chinò la testa per ripararsi dalla pioggia e si avviò verso il chiosco di Karlavägen per comprare le sigarette e l’ultimo numero di “Femina”. Aveva visto in copertina che c’era un articolo sul pittore Gustav Rudberg. Cathrine amava la pittura paesaggistica, in particolare la scuola della Scania. Quei dipinti le ricordavano i panorami bucolici dell’Österlen, le estati della sua infanzia, un’esistenza spensierata e protetta.
Al chiosco c’era la fila. Prima di lei, due ragazzi e una donna. I due avevano circa la sua età, sui venticinque anni, e indossavano giubbotti neri, pantaloni neri e stivaletti neri a punta. Cercarono il suo sguardo, ma lei li ignorò. No, con simili ragazzetti non ci si metteva. Non più. Da qualche tempo si sentiva decisamente più matura dei suoi coetanei. Una meravigliosa sensazione di calore la pervadeva quando pensava all’uomo che aveva appena conosciuto. Era così diverso dagli altri, sensibile eppure imprevedibile. Non come Peter, no, non c’era paragone. Certo, era anche un legame rischioso, in molti sensi. Ma a Cathrine piaceva muoversi ai confini del lecito.
I due ragazzi le lanciavano sguardi di apprezzamento: era una giovane donna dai lunghi capelli castani, l’aria assorta, forse un po’ démodé con quel soprabito, le scarpe basse e la borsetta. Ma erano comunque abiti eleganti, di ottimo taglio e visibilmente costosi. Al polso un Patek Philippe, e al collo un foulard di Hermès. Cathrine non era una bellezza classica, ma le sopracciglia marcate davano al suo volto un’espressione drammatica. Niente rossetto. La tipica ragazza ricca, elegante e discreta al tempo stesso.
“Un pacchetto di Marlboro Light e ‘Femina’,” disse Cathrine quando fu il suo turno […]

Ogni giorno per te l'incipit di un libro Feltrinelli. Oggi Quella brava ragazza di Lars Bill Lundholm.
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copertina

Quella brava ragazza